di Giuliano Kremmerz

 

La visione del semplice

La Verità è in noi, fuor di noi, nell’Universo.

Tutto ciò che è è Verità.

Ogni pensiero (cogitatio), libero da influenze turbanti di preconcetti, di ambizioni, di ambiente, è una realizzazione e quindi una verità.

L’uomo può integrare i suoi poteri purificando la sua coscienza, e non per altra via si perviene alla percezione vera della natura, che è la Verità Eterna.

Il cristianesimo dice che ai fanciulli è riserbato il regno dei cieli religiosi, perché la fede è delle anime purgate.

L’ermetismo che ricerca la verità assoluta come finalità della conoscenza perfetta, dice  non credere e purificati da ogni convenzione transitoria, per ritrovare in te prima fuori di te dopo la visione semplice della Natura che è Verità Eterna e quindi Scienza assoluta.

I riti magici della purificazione, dalle abluzioni ai digiuni lunari, sono invocazioni ermetiche dello stato di purità.

La visione del nostro essere interiore e della Natura assume una fisonomia diversa innanzi allo sguardo di colui che raggiunge il termine di sottrarsi alle influenza di ogni sorta: vede con semplicità dove tutta una massa ritrova l’intrigo della lotta, e dove la lotta sia legge troverà la semplice legge della lotta per l’esistenza.

Nella semplicità vede che l’Amore, nella sua integrazione completa, regge l’Universo e che l’Universo è Amore anche dove il contrasto della lotta genera, rinnova, riproduce, fissa in ogni essere vivente, dal cristallo alla pianta, dall’infusorio all’uomo, il diritto di partecipare alla vita della Verità Assoluta.

Nelle idee semplici troverà: che l’odio, la necessità, il dolore sono spiriti della falsa concezione della vita, poiché l’innocenza, che è purità di coscienza libera, non concepisce nessuno dei tre termini (odio, dolore, necessità); che predicare l’idealismo morboso che fa desiderare e sognare quello che non e in natura, è deviare dalla Verità; che una è la legge, una l’esistenza di tutte le cose, una è la matrice di ogni forma sensibile e che fuori di questa Unica Verità non esiste che la follia ragionante, la quale ha trovato che l’uomo imperfetto tutto debba sperare per grazia e che la vita eterna degli spiriti si svolga fuori la potestà, della materia che è l’unica legge, l’unica essenza, l’unica matrice di ciò che fu, che è, che sarà in eterno, sulla terra e in tutti gli astri del firmamento.

Lo Spirito Unico di questa unica cosa si chiama con le stesse lettere che formano il nome dell’Urbe, nei cui reconditi meandri Virgilio, che Dante prende a guida, fu iniziato.

La faccia vera del Dio Vero e Universale, giustizia e bene, appare così in ogni opera della creazione perfetta che uscì dalla sua Volontà.

 

Le mie
intenzioni

 

I miei scritti vanno per le mani di poche persone.

Se ho tredici lettori di cui uno mi comprenda, sono contento. Io non ho avuto mai l’ambizione, tanto meno l’ho ora di fondare una religione scientifica e sedermi in cattedra come un papasso.

Io sono ciò che fui, sarò ciò che sono, un uomo; e invito tutti quelli che si stimano uomini a diventar tali nella purezza e nella possessione e nella libertà di vedere ciò che è, non ciò che l’ignoranza, il fanatismo, le crisi isteriche di energumeni e mentecatti passati e presenti hanno scaraventato sulla massa umana, felice nella sua essenza, infelice per colpa non sua. Il mio non è un apostolato — il mio non è abito di apostolo, perché so che tra i tredici lettori un apostolo del mio stampo che insegna a non credere farebbe sorridere. Io voglio salvare le anime più pronte delle tredici dalle correnti nuove dell’idealismo nevrastenico, che nega alla materia la sua divinità e dalla scienza di laboratorio che alla materia nega lo spirito. Non più. Mi contento fare il redentore del buon senso italico, e quando i predicatori e i dispensatori di Luce dicono peste di quel che scrivo, io sorrido, ammirando i parti poetici di tante menti che provvedono alla protezione degli animali domestici, divertendosi al tiro al piccione e usando delle polveri insetticide nei vecchi materassi. Così non offendo chicchessia e tiro per la via che credo più giusta.

Debbo però avvertire che la conquista ermetica nel suo valore reale è essenzialmente aristocratica e da operatori di bene e non filosofi parolai. L’iniziazione vera che da i poteri della realizzazione fuori e lontana dal suo generatore, quando lo stato di integrazione della prima coscienza da l’intuizione della Verità Unica, è l’uomo che la concede all’uomo, perché come ho scritto, fin negli Elementi della Magia Naturale e Divina, nella materia il grande Arcano — degli Iniziati è fisico; ciò contrasta con tutte le utopie dei mistici; è fisico non solo, ma è semplice. Quelli, che ne furono veramente in possesso, e ne hanno scritto, spesso camuffandosi da mistici lo hanno spiegato per gli eletti, non poi profani.

Chi sono gli eletti? un altro popolo d’Israele? Un altro gruppo melchisedechiano che accaparra il Sacerdozio?

Sono le persone, uomini o donne, che già seppero tutto o parte dell’arcano. Ritornando pellegrini nuovi in questa vecchia terra, hanno bisogno delle pietre miliari che ricordino la via già percorsa, e sono le uniche persone che leggono in questi libri e in questi simboli iniziatici. Non perdete tempo, o voi che non siete preparati e non ne avete il diritto, a capire quello che non è ancora per voi. Parlo della iniziazione completa; per conseguirla preparatevi come io vi ho spiegato e capirete a quale uscio dobbiate picchiare.

Ho anche detto — e lo ricordo nuovamente, esplicitamente — che il cristianesimo cattolico romano è il più completo conservatore di simboli e di pratiche magiche, che perpetuano il Grande Arcano dei magi e dei pontefici e questi simboli non si conservano nella teologia che uccise la scienza e la libertà del pensiero, non nelle pratiche religiose, ma nelle forme cultuali e nella liturgia.

Ho ricordato tante volte la messa — il Sacrificio simbolico incruento; — se alla parola sacrificio date il significato di fatto o opera sacra, e se considerate tutto ciò che il sacerdote compie sull’altare, avrete una percezione non dell’arcano, che non potete intendere, ma degli elementi che trasmutano il celebrante in consacratore e poi in Cristo risorto ai cieli. è tutto un rituale dell’iniziazione latina che dette all’Occidente, come ricordo della sua potenza divina, il nome occulto della città sacra, non mistica, sacra nel senso profondo che aveva la conoscenza dell’Uomo, prima, assai prima che la peste di origine orientale spostasse la visione della Verità Eterna.

La missione

 

Esplicata la necessità di rendere la coscienza libera per la conquista ermetica e il pericolo del metodo soggettivo, confessate le mie intenzioni che sono spoglie di qualsiasi ambizione, ho bisogno di ricordare a chi vuoi essere discepolo della buona idea l’indole della missione nuova. è legittimo che ogni uomo pensi a se, che rivolga il suo studio, il suo intelletto, le sue aspirazioni a riconquistare ciò che il tipico Adamo dei cabalisti prevaricando perdette.

Ma non bisogna dimenticare che l’umanità è una, e che la solidarietà umana è un dovere imprescindibile di ognuno, che aspira alla corona regale della verità.

È idealismo? non sorridere, o lettore, perché nel senso volgare non ho abbastanza isterismo per creare delle illusioni a me e agli altri.

È la realtà della vita che lo impone. L’uomo muore e rinasce. Raccoglie rinascendo il frutto che ha seminato; sulla terra i terrigeni son sempre gli stessi, mentre nei cimiteri le ossa si convertono in carbonato di calce, i morti rivivono. Noi siamo sempre gli stessi, membri della stessa famiglia. Di comune abbiamo il sangue, la carne e le ossa, che la terra ci restituisce; la pace, i dolori e le aspirazioni che sono prodotti della nostra giustizia, delle nostre colpe, e della nostra esperienza antica.

La ragione, la comunità di origine, la convivenza ci obbligano a non rifiutare a chi è più infelice di noi la mano aperta che tutto da, senza desiderio di compenso o di premio.

La missione ermetica si deve svolgere contro l’ignoranza e la superstizione, in prò delle masse che devono essere redente dalla scienza dell’uomo: quindi un altare alla scienza umana contro l’ignoranza, un faro di luce contro l’oscurantismo dei degeneri evocatori di barbarie imbiancate a nuovo sotto parvenze di idealismo morboso.

Operare umilmente e oscuramente il bene; pubblicamente e gloriosamente inculcare dovunque che la scienza umana darà a suo tempo il completo assetto alla nostra materia umana, farà la pace nei popoli, e combatterà il dolore e la paura della morte.

Agli atei dirai che l’uomo è il sovrano della umanità e la sapienza dell’uomo la regina dell’universo.

Ai credenti spiegherai che Dio si manifesta nelle sue creature, come l’albero pel suo frutto. A tutti insegnerai che la perfezione ermetica è una Medicina mirabile che gli dei e i numi dall’Olimpo sotto spoglie umane portarono sulla terra, tra gli uomini doloranti e feroci, per sanar loro le piaghe cruenti e renderli miti – che Mercurio ne distilla dalle rose fiorenti l’essenza, che Amore la dona ai mortali se Venere raggiante sorride.

Se non sarai creduto ritorna al tuo umile lavoro e fa il bene, che è seme, che fruttifica anche tra le spine della vita, le quali il cristianesimo ha poste, per ornamento di martirio, sul capo di chi predicò la pace.

 

Giuliano Kremmerz