Polarizzazione dei Corpi Fluidici

Seconda Parte

Sieda il discepolo nella posizione del Dio. Con il dorso diritto, le ginocchia chiuse, i palmi adagiati sulle cosce, inizi la respirazione ritmica. Inspiri lentamente contando mentalmente sino a tre. Trattenga il respiro per tre secondi ed espiri contando sino a tre. Trattenga l’aria altri tre secondi e inizi nuovamente il ciclo. Continui a respirare ritmicamente per 10 minuti, poi per trenta, senza stancarsi troppo. Polarizzi l’attenzione sul fiato che entra ed esce dai polmoni, cercando di escludere ogni immagine mentale. Aumenti progressivamente il tempo delle fasi respiratorie, sino al massimo consentito senza sforzo. Terminata la respirazione ritmica, la mente inconscia é polarizzata nel modo corretto e pronta per l’espressione magica.

 

Il discepolo immagini un’isola al centro del mare, con alberi e montagne ricoperte di verde. Osservi accuratamente i particolari, soffermandosi a contemplare le forme naturali, gli stagni di acqua limpida e la natura incontaminata dell’isola. Indugi per qualche minuto a contemplare, con gli occhi della mente, l’isola desertica ed ammiri lo stupendo panorama che si presenta alla sua impressione occulta. Si rilassi profondamente, immaginando che su quell’isola egli sia al sicuro, fuori la portata dell’umano confabulo, senza impedimenti alla sua libera espressione, tranquillo e felice di vivere.

Si sieda sulla riva del mare e osservi con attenzione l’acqua limpida e i piccoli pesci, che si muovono rapidamente nel liquido trasparente. Astraendosi mentalmente, immagini di divenire egli stesso un pesce ed avverta la fresca sensazione dell’acqua sul contorno del corpo. Salga e scenda, sollevandosi sino alla superficie e dopo immergendosi tra le foglie fluttuanti delle alghe marine, tra conchiglie e grossi ricci di mare.

Il discepolo deve sforzarsi, attraverso la meditazione costante e progressiva, di vivere l’esperienza come se fosse reale. Si abitui giorno per giorno a soggiornare nell’elemento acqueo come fosse un abitante del mondo sommerso, aprendosi alla percezione sottile in modo da apprezzare le sensazioni corporee, quasi fossero autentiche.

Solo dopo aver conseguito una notevole perizia nella visualizzazione, lo sperimentatore potrà proseguire l’esercizio, passando alla pratica della seconda parte.

Si consideri che, nell’esercizio che ho dato, le facoltà che si utilizzano sono l’immaginazione creativa e la concentrazione. Tuttavia, nello sforzo costante di appercezione, saranno selettivamente attivate forze sottili di pertinenza del Corpo Lunare.

Ne risulterà la progressiva sensibilizzazione del Secondo Corpo, che diviene cosciente di se stesso, nel senso che l’attenzione del discepolo, durante la pratica, si polarizza nell’inconscio, dove sono contenuti i tanti ricordi delle esperienze visive, tattili, uditive e olfattive che consentiranno la creazione dello scenario immaginario: solo sino ad un certo punto immaginario, ossia sino al punto in cui, grazie al continuo allenamento, l’attività mentale non avrà creato nel suo Corpo Lunare un primo abbozzo volitivo di creazione astrale.

 

Sul piano analogico l’isola rappresenta l’isolamento dell’iniziato, punto di approdo e sicuro rifugio dalle tempeste che si scatenano nel mare.

Nel solitario sperimentatore, essa rappresenta l’azione inconsueta e in un certo senso innaturale della meditazione, che individualizza il suo pensiero nel tentativo di costruire un rifugio nel quale attendere che si manifesti la vita, intesa nel senso di un risveglio spirituale.

Allo stesso modo l’oceano costituisce l’insieme dei flussi occulti dell’Anima della Terra, percorsa dalle correnti del senso comune, capaci di travolgere l’intelletto umano, trasportandolo verso approdi lontani e illusori come i miraggi degli abitanti dei deserti. Nell’isolamento dello stato meditativo l’esploratore di sé stesso immagina di essere simile a un pesce, uno dei tanti abitanti del mondo sommerso, aprendosi alla percezione quasi si trovasse effettivamente nel mare e dando forza alle sue sensazioni attraverso la concentrazione e lo sforzo costante.

 

Nel momento in cui l’identificazione si avvicina alla perfezione, l’astrale del discepolo diviene così sensibile e forte da auto-percepirsi nella visione ed ogni immagine mentale tende a farsi chiara e vibrante, potendo acquistare i colori e le mille sfumature della realtà.

Divenuto abitante dei mari, l’iniziato impara a spostarsi su e giù nella corrente marina, acquisendo una nuova percezione di sé stesso. Egli non sa che in quel momento non é altro che il suo Corpo Lunare, nel quale semina i suoi pensieri, perché gli ritornino sotto forma di immagini tridimensionali e di stati coerenti.

Più egli procede nell’allenamento, maggiormente dettagliate saranno le visioni e più nitida la seconda vista, risvegliata dalla pratica. Sarà così possibile che egli incontri strani personaggi o che osservi visi sconosciuti e scenografie baluginanti, che sembreranno accavallarsi alle solite immagini, indicando l’aprirsi dell’anima alla percezione sottile.

 

Raccomando coloro che tenteranno la pratica di non essere frettolosi, ma perfezionisti e pazienti. La mente é insolitamente ribelle ad ogni tentativo di fermarla o sottometterla a una qualsiasi disciplina. Così può accadere che, nei primi tempi, sia praticamente impossibile la concentrazione sulle immagini più elementari.

Tuttavia, insistendo con la pratica, le iniziali difficoltà si dilegueranno e le immagini mentali miglioreranno. La pratica rende perfetti e una goccia che cade buca la pietra: sono massime ermetiche, coniate per consolare i discepoli di ogni tempo, incitandoli a non arrendersi alle prime difficoltà.

La seconda parte dell’esercizio consiste nella visualizzazione di sé stessi come Secondo Corpo. Il Corpo Lunare non ha forma definita, rappresentando la semplice irradiazione del corpo fisico. In tal senso, nell’individuo cosciente, essa é percettibile come un sottile e indistinto contorno che circonda il corpo. L’Aura non é che la porzione più periferica del Corpo Lunare, meglio accessibile all’investigazione chiaroveggente.

Se si potesse asportare il rivestimento cutaneo, diverrebbe visibile la fittissima rete di capillari, vasi e nervi che permea l’organismo, alternandosi tra masse muscolari, ossa ed organi interni.

Al sensibile in stato di forte concentrazione, il fitto reticolo di canalicoli, attraverso cui fluisce l’energia vitale, appare in maniera non dissimile. Specie intorno ai vasi sanguigni e linfatici si può notare la circolazione parallela dell’energia, diretta centripetamente verso i Centri tradizionalmente definiti Chakra, che rappresentano bacini di raccolta dell’energia, in vorticoso movimento verso un punto immaginario.

 

Ogni cellula, ogni tessuto e, nell’insieme, ogni organo del corpo emana, sul piano sottile, radiazioni vibratorie, che nel loro complesso costituiscono la parte più materiale del Corpo Lunare.

Nell’uomo cosciente il Lunare é dunque una nebulosa di energia nervosa o molecolare, non dissimile dal campo magnetico che circonda un cavo elettrico. Nelle forme di esteriorizzazione spontanea o indotta del Corpo Lunare, l’Iniziato ha la capacità di separare temporaneamente l’irradiazione nervosa dal corpo proiettandola a distanza, sia in condizioni di incoscienza, ossia durante il sonno, che di coscienza, conservando il senso del Sé e la capacità di comprendere il dove e il quando.

 

La duttilità costituisce una caratteristica essenziale del Corpo Lunare, come la sua estrema sensibilità alle variazioni dell’ambiente mentale e somatico. È dunque possibile conformare più o meno consapevolmente il proprio Corpo Lunare, in modo da conferirgli una forma più o meno stabile.

Nella stregoneria e nelle forme di Magia a effetti fisici, il Corpo Lunare assume forme mostruose e animalesche, e ciò anche in assenza di una precisa volontà plasmante dell’operatore. In tali casi é la mente inconscia che configura il tipo della proiezione, attingendo alle forme archetipe contenute nel patrimonio psichico individuale o della razza.

Così spesso, per opere di morte, la forma assunta dal Corpo Lunare é quella di un lupo (come nei paesi nordici) o di un leone (come nelle regioni africane), animali tradizionalmente legati a idee di aggressività, di terrore e di violenza. La leggenda del Licantropo ben rappresenta l’apparenza mostruosa di Corpi Lunari stregoneschi, deformati nell’aspetto belluino dall’odio per il nemico o dall’istinto a nutrirsi di fluidi alieni.

L’iniziato sulla strada dell’Ermetismo viene allenato a prendere coscienza del proprio Corpo Lunare, innanzitutto conferendogli forma umana e successivamente accettando l’idea che la sopravvivenza nell’Invisibile può essere favorita da forme meno appariscenti, ma più stabili (Globi di Luce).

Il primo potere da acquisire é dunque quello di proiettare il proprio Corpo Lunare. È ovvio che non basta soltanto un semplice atto di volontà. È necessaria una fortissima scarica emotiva, oppure un’intensa e prolungata concentrazione.

 

Negli stati esaltativi del Lunare propri della fede religiosa, il Corpo Lunare si modella alla Forma evocata, identificandosi a tal punto con l’immagine sacra da manifestarne, anche nel corpo fisico, i caratteri dominanti. È il caso di numerosi Santi della Chiesa Cristiana, stimmatizzati nel corpo e modificati profondamente nella loro reattività psichica, così da manifestare le stesse aperture inconsce e i medesimi dinamismi mentali attribuiti al Cristo e ai suoi santi.

In tali casi la modificazione morfologica del Corpo Lunare é prodotta da un forte desiderio di identificazione, associato all’intenso stato vibratorio che é proprio dello stato di fede. Stati transitori di identificazione con determinati modelli morali possono verificarsi anche nella vita ordinaria, sempre che venga attivata l’assoluta irrazionalità del credente, in grado di innescare il notevole processo di trasformismo inconscio.

Nello stato di fede, la proiezione del Corpo Lunare si determina spontaneamente: nei Santi taumaturghi come anche, in campo profano, nei cosiddetti guaritori spirituali.

L’identificazione col modello divino, unita alla fede incoercibile nel risultato positivo, proiettano le Forze Lunari sotto l’impulso dell’intenzione, favorendo la guarigione di molte patologie organiche. Ho già affrontato tali argomenti nel mio libro Thsecundia Ibis, pubblicato nella sua seconda edizione, dalle Edizioni del Cigno. Rimando alla sua lettura i lettori interessati alla spiegazione di molti fenomeni giudicati miracolosi (o paranormali).

 

Nell’iniziato il controllo del Corpo Lunare viene ottenuto con l’allenamento costante e lo sviluppo della volontà magica. Molto si é scritto sulle tecniche di sdoppiamento cosciente, ottenibile sia con espedienti di tipo psicologico (rilassamento, visualizzazione), che con l’allenamento al distacco progressivo dal corpo attraverso il sogno lucido. Durante il sonno fisiologico i Centri di gravità dei due corpi (fisico e Lunare), normalmente coincidenti durante l’attività cosciente, si separano. Di conseguenza la proiezione notturna rappresenta, nella maggior parte dei casi, un fenomeno inconscio.

 

L’attività mentale, appannaggio del cervello, si assopisce nell’oscurità dell’incoscienza, mentre il Secondo Corpo si apre alle sollecitazioni imprevedibili dell’Astrale. Nell’insieme delle manifestazioni inconsce prendono corpo i pensieri dell’iniziato, derivabili dall’incosciente, in loro manifesto a tal punto da divenire parte integrante dell’attività di veglia.

Nell’uomo cosciente, fisicamente sano, l’attività del Corpo Lunare é essenzialmente passiva, limitandosi all’assorbimento magnetico dell’esperienza sotto forma di immagini e ricordi, meglio definibili come correnti mentali, energeticamente passive, in grado di innescare l’attività cerebrale, che disporrà di materia sufficiente per l’elaborazione cosciente.

 

Nell’iniziato mentalmente evoluto le risorse psichiche si ampliano significativamente, potendo egli manifestare la proiezione del Corpo Lunare nei suoi stati di Mag. L’unico problema è rappresentato dalle difficoltà dell’iniziato di intelligere il magma inconscio, cioè di interpretare correttamente le introiezioni possibili nell’arco dell’esistenza, collegandosi con l’Uomo Storico nell’esperienza sociale.

Spesso, nel corso dell’evoluzione, il Maestro é costretto a brutali interventi per il bene del discepolo, al fine di interrompere gli ‘shunts’ magnetico-magici che danneggiano il processo cosciente, amplificando mentalismi inutili e impoverendo senza ragione l’attenzione positiva.

Il segreto della riuscita dipenderà dalla fortuna o, se mai fosse indispensabile, dall’intervento delle Forze invisibili in grado di influire nettamente, in senso positivo o inibitorio, sull’esperienza dell’anima.

Non si pensi che io intenda divagare troppo, alla ricerca di pensieri utili soltanto al solipsismo magico di Krejis. La verità é che nella maggioranza dei cosiddetti iniziati, volti alle pratiche ermetiche, ma non disposti ad accettare le relative regole, si determinano ponti di magnetismo impuro, che deviano il percorso iniziatico in senso individualistico, amplificando le manifestazioni egoiche e rendendo un vero e proprio calvario la marcia dell’iniziato verso la Luce.

 

La nerezza alchemica rappresenta un modo alquanto approssimativo di rappresentare l’identità macroscopica e occasionale dell’incosciente con l’Io individuale.

Si pensa, o meglio gli ingenui pensano, che la nerezza possa transitare nel biancore dell’Albedo semplicemente per effetto delle pratiche. In realtà, anche se il processo di trasmutazione inconscia si può definire naturale, nel senso di una sua fatale evoluzione, é vero altresì che anche nella cosiddetta nerezza si deve disporre di un indirizzo corretto, affinché il processo alchemico serva all’evoluzione e non all’involuzione dell’essere umano.

Se il seme, piantato nel terreno, dà vita inevitabilmente alla pianta, non si può disconoscere che, se quel seme non sarà correttamente orientato, nell’espressione della sua natura vegetale, condurrà a forme aberranti di gran lunga inferiori al processo fisiologico che è proprio di quella specie.

L’invasione dell’uomo presente a sé stesso da parte di immagini del Corpo Lunare, indistinguibili dalle suggestioni dell’esperienza, costituisce la prova del fuoco di ogni iniziato. Se il Nume personale avrà coscienza di sé, potrà distruggere ogni nerezza inutile, utilizzando le temibili tecniche che ogni persona evoluta conosce per esperienza.

Sono le penose “Fatiche d’Ercole”, magnificamente descritte nel mito antico, ma comprese solo da chi abbia “versato il suo sangue” per l’evoluzione spirituale. Costoro saranno i futuri Maestri. Gli altri rappresentano l’escremento medianico, il pattume astrale concentrato nei sofismi dei cacosofi di ogni tempo. Vi sembro eccessivamente severo?

Le conseguenze di una pratica malcondotta sono troppo pesanti, perché si possa assolvere l’incauto facendo appello alla sua buona fede. Se si sbaglia, si paga. Se poi, per ottusità o malvagità, si fanno sbagliare anche gli altri, il delitto é più grave.

Ritornando al Corpo Lunare, é chiaro che la separazione voluta e cosciente del Secondo Corpo rappresenta uno scoglio consistente, contro il quale si scontrano le aspettative dei più entusiasti. Portare la propria coscienza nel Corpo Lunare, rendendolo temporaneamente senziente, non é un’impresa facile e non tutti gli sperimentatori sono predisposti a tale pratica.

La coscienza rappresenta una percezione istantanea, che si forma nel cervello per il confluire delle espressioni sensorie del corpo fisico. Così considerata, essa é piuttosto la sintesi dell’attività corporea, piuttosto che una proprietà assoluta del pensiero umano. Interiorizzare la coscienza significa fare in modo che il senso di sé, ossia l’unità sintetica dell’espressione mentale, si concretizzi non più nelle sensazioni del Corpo Saturniano (fisico), bensì sui contenuti dell’incosciente. Nelle forme di ipnosi é possibile spostare il punto di coscienza, ossia la convergenza nell’unità percipiente, dall’espressione somatica a quella incosciente. Si diviene così capaci di percepire sé stessi nell’inconscio profondo, o Astrale.

 

L’Astrale (da astron = oscuro) è l’oscurità priva di forme, che rappresenta il vuoto assoluto, incomprensibile per la mente umana. Vuoto e pieno allo stesso tempo. Chiudete gli occhi e vedrete solo oscurità. Percepirete così il vostro Astrale. Ponetevi in condizioni di estremo rilassamento e probabilmente il vostro campo mentale si popolerà di immagini e di volti sconosciuti. È l’attività incosciente, che presenta sullo schermo dell’Astrale le immagini del vostro patrimonio psichico.

Attenzione però: il centro della coscienza é pur sempre nel cervello. La visualizzazione di immagini inconsce rappresenta, in tali casi, un semplice fenomeno passivo. Rimanete immobili e le immagini persisteranno per qualche secondo. Provate a polarizzare l’attenzione su una di esse e questa subitaneamente scomparirà, avendo voi sollecitato il Centro di coscienza con impulsi di tipo volontario (contrazione dei muscoli facciali, lieve tensione muscolare, movimenti oculari, etc.).

 

Negli istanti che precedono il sonno spesso si osservano immagini di tal genere, anche definite ipnagogiche. Analogamente, nelle fasi che preludono la perdita di coscienza, specie nei casi di annegamento, accade che l’infelice veda scorrere sul suo schermo mentale i ricordi salienti della sua esistenza. È da presumere che il Centro di coscienza, per effetto del brusco rilassamento che precede l’agonia, si sposti verso l’Astrale, rievocando le immagini contenute nel proprio laboratorio inconscio.

 

Diverso è il caso del vero e proprio sdoppiamento o proiezione del Corpo Lunare, in cui il Centro della coscienza abbandona temporaneamente la sua sede naturale, trasferendosi nel Corpo Lunare. Sottolineo che il Centro di coscienza non é un’entità soprannaturale, ma una funzione della mente, connessa all’attività neuronale.

 

Il che comporta che anche nei cosiddetti Viaggi Astrali l’attività cosciente é alimentata dalla vita corporea e dall’attività cerebrale. La Corda d’Argento, che i visionari viaggiatori descrivono e che sembra connettere il Corpo Lunare al fisico, non è che il canale fluidico che collega il mezzo proiettato (C.L.) al generatore fluidico (corpo) sprofondato nel sonno dell’incoscienza. Ne deriva che lo sdoppiamento non può essere considerato una prova assoluta della sopravvivenza dopo la morte, essendo presumibile che, con la morte fisica, anche la possibilità di proiettare la coscienza nel Corpo Fluidico debba cessare.

 

Vi é solo un modo per ottenere la prova certa, anzi certissima, dell’immortalità dell’anima: riuscire a rievocare l’ultima propria incarnazione fino a farla rivivere nella coscienza, accrescendo la consapevolezza dell’essere con le molteplici influenze antiche, che si risvegliano nel corso del processo di ascesi.

L’Ermetismo é l’unica scienza dell’anima in grado di operare il miracolo, restituendo l’uomo, figlio del secolo, al suo pensiero-frutto dell’evoluzione, consentendogli così di ricordare sé stesso.

Tornando al problema delle proiezioni astrali, si comprenderà che esse rappresentano un meccanismo imperfetto di conoscenza dell’Invisibile, ottenibile il più delle volte a prezzo di un notevole sforzo e in modo non sempre scevro da rischi. Nella proiezione cosiddetta eterica, lo sperimentatore espelle gran parte del corpo Lunare, comprese le forze primarie del Secondo Corpo. Viene così proiettata l’Aura corporea, mentre il corpo viene a trovarsi in un vero stato catalettico. Nelle proiezioni parziali si estroflette l’astrale più prossimo alla matrice somatica, specie quello della regione della testa e del plesso solare.

 

Si può affermare che meno sostanza astrale si espande all’esterno del corpo, meno chiare saranno le visioni e più incerto il contorno della realtà oggettiva.

La sensibilità del Corpo Lunare é estrema, ma, per sua natura, esso é più sensibile alle immagini trasmesse empaticamente dalla mente. La realtà proietta un tipo di energia vibrazionale non facilmente assimilabile alle correnti sottilissime che costituiscono l’Aura. Ecco perché in genere, quando si é nel Secondo Corpo, non si hanno molte possibilità di conoscere la verità su persone o cose, a meno che, come si diceva, non si espella dal corpo la gran parte dell’ectoplasma fluido. Si tratta peraltro di situazioni sporadiche e rischiose per la salute dell’operatore.

Ciò che mi interessa sottolineare é che, prescindendo dal tipo di proiezione, sempre in tali casi é la coscienza corporea che, per effetto dell’immaginazione sostenuta dalla volontà, si impossessa del Corpo Lunare, riuscendo, attraverso le elastiche connessioni astrali, a seguirne gli spostamenti nell’Invisibile.

A tal punto é lecita una domanda: com’è possibile fare in modo che la coscienza divenga capace di esplorare l’Astrale, senza perdere la conoscenza acquisita durante l’esplorazione? Come si possono superare le barriere dello spazio e del tempo, fino a divenire consapevoli dell’identità tra anima e mente?

È questo il supremo problema che ha angustiato generazioni di Esoteristi, spesso costringendoli ad approdare sulle sponde del pessimismo e della depressione. In effetti, se si cerca di forzare la Natura, tentando di applicare le categorie dell’uomo cosciente all’anima, si resta inevitabilmente delusi. Tanto da non volerne più sapere né di pratiche, né di esercizi. Bisogna invece affidarsi alla saggezza antica e sfidare l’impossibile, col buon senso della persona intelligente ed umile.

Se il Centro di coscienza rappresenta il punto di confluenza delle correnti vibratorie nel cervello, sarà necessario creare nel Corpo Lunare un secondo Centro di coscienza, che rappresenti tridimensionalmente la realtà assoluta dell’essere umano, garantendogli non solo l’individualità e il sentimento di se stesso, ma anche il controllo assoluto e perfetto del Secondo Corpo. Ne deriva una seconda serie di domande.

È possibile che il Centro di coscienza cerebrale sia posto in grado di portare la luce della dimensione materiale dove luce normalmente non c’è? La risposta a tale domanda è inequivocabilmente: No.

Nelle regressioni indotte ipnoticamente, allo scopo di individuare le vite vissute da una data individualità, il Centro di coscienza viene costretto ad approfondirsi nell’inconscio, in modo che emergano personaggi storici o favole infantili. Un tale meccanismo di conoscenza é estremamente imperfetto. Comprenderà il lettore che, sia pure nell’ipotesi di una regressione autentica, le informazioni codificate nell’inconscio, sotto forma di immagini e stati emotivi di dolore e meno frequentemente di piacere, devono in ogni caso essere tradotte dal medesimo Centro che valuta le sensazioni corporee, nel quale esse si mescolano a forti influenze psicologiche, veicolate nei circuiti stereotipati delle forme. La drammatizzazione incosciente dell’influenza antica, per effetto dei consueti meccanismi psichici, conduce pertanto l’individuo a deformare la memoria antica con personaggi e ruoli sociali estrapolati dall’immaginario collettivo o dalla propria biblioteca inconscia.

Ne deriva che le Bohème e le Violette sono molto più frequenti delle umili contadine o delle semplici massaie, e che i personaggi identificati nelle regressioni ipnotiche sono quasi sempre caratterizzati da vite spese all’insegna di grandi passioni o di esistenze tormentate. Il che non sempre corrisponde al vero.

Occorre dunque che l’iniziato comprenda la necessità di creare nel suo Corpo Lunare un secondo Centro di coscienza, in grado di funzionare con la precisione filosofica dell’Ermete.

In realtà non è sempre possibile agire con la meditazione sui simboli eterni di conoscenza e attraverso l’uso di mantram, destinati a risvegliare l’attività occulta, in modo da far scattare nel Corpo Lunare la scintilla della coscienza.

Le vie orientali di realizzazione magica offrono con dovizia tecniche ricercate e probabilmente efficaci. I risultati non sono però sempre così credibili e l’asceta, cosciente unicamente delle sue astrazioni, deve spesso rassegnarsi a conoscere le forme astrali dell’ultima sua incarnazione, retrocedendo fallacemente sino alla nascita, pur credendo di integrare perfettamente il suo patrimonio atavico. Ciò nonostante è talvolta possibile, con tecniche yogiche e sotto la guida di Guru allenati, accendere la stella della coscienza nel proprio Corpo Lunare, divenendo orgogliosi protagonisti della morte prima della morte. Si tratta comunque di tecniche non molto indicate per gli occidentali, tranne le dovute eccezioni.

Aleister Crowley sperimentò quasi tutte le tecniche yogiche di cui venne a conoscenza senza ottenere eclatanti risultati, concludendo che probabilmente l’uomo saggio cavalca solo se la sella è ben fissata, senza la quale è meglio esser pronti a massaggiarsi il fondo schiena!… Scherzi a parte, egli trovò un ottimo modo di cavalcare senza sella!…

Torneremo sull’argomento Crowley in un’altra sede, cercando di illustrare il suo pensiero, dopo averlo scremato delle tante castronerie di molti suoi (sic!) dotti esegeti.

Massimo Introvigne mi perdoni, ma credo che molti grandi Maestri del passato si rivolterebbero nella tomba all’idea di essere ripassati dalle sue cesoie, affilate con rigore scientifico nelle sacrestie di Santa Romana Chiesa.!… Parce!…

È il filone della storiografia esoterica, di cui annoveriamo modestissimi esempi anche in campo ermetico. Chi sa perché gli Opinion-Leaders hanno bisogno di dire la loro anche sull’anima, Ordini compresi, dimenticando che la libertà di espressione comporta il diritto di essere se stessi senza doversi nascondere dietro le gonnelle di qualche chierichetto misterosofico, con in testa l’idea di moralizzare questo o quel milieu esoterico.

Resta il fatto che la proteiforme e amebica New Age sembra dimostrare che settori sempre più vasti dell’opinione pubblica guardano con interesse alle problematiche dell’Uomo Interiore, aprendosi (si spera entro il terzo millennio!) alle dolci e materne influenze dell’Età dell’Acquario. Il lettore comprenderà che l’impresa di rendere intelligente la propria irradiazione fluidica (il proprio Kà, direbbero gli Egizi) rappresenta un’impresa tutt’altro che semplice. Serve l’Alchimia, madre di tutte le anime. E serve il Maestro Alchimista, che presti al discepolo quel pizzico di polvere di proiezione che opererà il miracolo… In ogni caso è il percorso alchemico la sola strada percorribile dall’essere umano, per trasformare la sua zavorra di piombo inconscio in lucente argento e dopo in oro. Passando, non dimentichiamolo, per le porte di rame della Città dimenticata, dove le femmine indossano la famosa cintura e i galletti sono trasformati in teneri capponcelli.

Perdoni il lettore il mio linguaggio a volte astruso. Alcuni mi definiscono un esaltato ed altri, forse più macabri, un potenziale satanista. Debbo dire che le affermazioni dei miei detrattori sono sin troppo generose. In realtà io sono molto, molto peggio: per loro sono semplicemente indecifrabile.

Noblesse oblige!… Potremo riparlarne fra qualche vita, quando avranno salito i primi due o tre gradini della Scala di Giacobbe!

Tornando al problema, si ha che le pratiche dell’Alchimista possono certamente aumentare la potenza emissiva del corpo fisico. Non solo, ma sono in grado di armonizzare i campi di forza inconscia in modo da rendere stabile e indistruttibile (cum grano salis!) il Secondo Corpo.

Nel Lunare, così preparato per effetto di un vero parto occulto, si accenderà il Centro di coscienza superiore, che restituirà all’Uomo Magico il suo dominio sulla natura e su se stesso.

Il modo di azione della dinamica dei Separandi alchemici appartiene alla scienza ierofantica, non altrimenti rivelabile, nella sua genuina semplicità, che ai pochi che si rendono degni.

Il primo Separando che può assicurare stabilità all’interiorità umana, armonizzando l’incosciente con l’ambiente di vita è il Separando alchemicamente detto Saturniano (relativo al corpo fisico). Si deve fare in modo da calmare progressivamente i fuochi che ardono nel soma, attraverso un prudente e costante esercizio di volontà. Crescere e armonizzarsi nell’ordine, costituisce il primo e assoluto requisito dell’iniziato Alchimista.

Pretendere di avvicinarsi all’Alchimia, senza nulla modificare delle proprie abitudini di vita, rappresenta un’illusione destinata a scontrarsi con la realtà. Un iniziato all’Ars Regia deve innanzitutto essere consapevole che la vita, portatrice di disordine e di problematicità, dev’essere ricondotta all’ordine della linearità. Il che significa che ogni percorso di vita dev’essere coerente, senza incrociarsi con percorsi contrastanti. Quindi la mente, generatrice di programmi e di semine esistenziali, dev’essere educata progressivamente al monoideismo.

Più si costringe l’iniziato a concentrarsi su una sola idea, meglio si fanno emergere le contraddizioni della sua esistenza. Bisogna che il candidato all’Alchimia sia reso capace di contemplare l’idea con la sua immaginazione creativa, accettando le continue proiezioni inconsce conoscendone le leggi di manifestazione.

Egli impara rapidamente così a riconoscere le interferenze generatrici di ansia e di paura, combattendole coi mezzi del Talismano Magico e della Potenza Invocata. L’iniziato scrive, su pergamena, il percorso ideale che una determinata scelta di vita comporta secondo la sua previsione intelligente, sigillando il talismano con i riti dell’Arte, in modo che divenga un potente generatore di forza e di energia mentale. Risucchiato nell’orbita del talismano, il suo pensiero è quindi costretto a seguire l’itinerario previsto, senza possibilità di allontanarsi secondo il capriccio o l’improvvisazione. Così facendo l’idea concepita mentalmente diviene concreta nella sensibilità profonda dell’iniziato, comportando situazioni che alleneranno il discepolo a guardarsi dall’illusione e a distinguere tra la sua intenzione e le suggestioni che possono derivare dall’ambiente di vita. Egli impara che, se il suo programma comporta serenità e gratificazione, potrà essere esposto all’azione di forze inconsce di segno opposto. Diventerà in tal modo cosciente che, nell’economia mentale, ogni pensiero positivo dovrà essere bilanciato da uno stato emotivo di segno contrario. Sarà quindi capace di mutare a volontà il suo umore, riuscendo a perseverare nel suo proposito pur evocando le forze demoniache dell’incostanza o della paura. Comprenderà inoltre che è possibile modificare uno stato in un altro semplicemente avendone coscienza, imparando il semplice meccanismo mentale che consente l’inversione delle polarità psichiche. Con la conseguenza di poter trasformare il male in bene e il pensiero negativo in positivo.

Alla fine egli realizzerà perfettamente il proprio programma, che si articolerà chiaramente nella sua mente come una linea di scorrimento, seguendo la quale potrà acquisire una personalità semplice e lineare. L’allenamento al controllo dei propri dinamismi mentali comporta la capacità di influenzare il metabolismo corporeo e la funzione dei vari organi.

Seguendo una tecnica similare, il discepolo viene abituato a controllare progressivamente la sua emotività, partendo dal presupposto che ogni stato emotivo genera pensieri e forme della stessa natura. Facendo uso dei suoi poteri, il Maestro provocherà nel discepolo moti interiori contrastanti, spiegando i meccanismi occulti attraverso cui sono generate le reazioni dell’uomo comune ed insegnando le tecniche magico-magnetiche tese a padroneggiare l’autocontrollo. Sarà così possibile al novizio esercitare un’azione inibitoria sull’ansia o sull’eccitazione fisica; oppure, al contrario, evocare forti scosse emotive, nei casi in cui serva un’azione contraria. Il discepolo verrà allenato a comprendere la genesi psico-somatica di molte malattie corporee, imparando le tecniche psicologiche per dominarle in sé e negli altri. La pratica della Potenza Invocata consiste nella ripetizione aspirata di Nomi Divini, assunti dalla Tradizione Cabalistica ed attivissimi in senso magico se opportunamente usati; nonché dei Nomi delle Intelligenze della Tradizione Egiziana, utilizzate da secoli nelle Scuole Ermetico-Pitagoriche per accelerare le fenomenologie che intervengono nella mente del discepolo, durante il suo tirocinio.

La pronuncia dei Nomi sacri, in determinate ore del giorno, analogicamente al ciclo solare, armonizzano l’attività psichica e investono di correnti energetiche metafisiche l’astrale non ancora purificato del novizio.

Il silenzio costituisce un ulteriore sistema di purificazione del discepolo ermetista, come ho avuto occasione di ricordare in passato. Silenzio da interpretare nel senso più ampio del termine, soprattutto in senso psichico.

Anche le abitudini di vita hanno la loro importanza. Un’esistenza sana e all’aria aperta rappresenta un ottimo sistema per riavvicinare l’uomo alla Natura, separandolo dai clamori della vita sociale. Ai miei amici consiglio sempre lunghe passeggiate in campagna, ciondolando allegramente tra i prati in fiore o adagiandosi rispettosamente ai piedi di una grande quercia, per assorbirne la fragrante aura vegetale.

Bisogna che il discepolo elabori per iscritto il programma della giornata e che a sera, rievocando all’incontrario i vari eventi, analizzi gli errori e le omissioni rispetto al previsto.

La sua alimentazione sarà sempre sana, povera di carni e ricca di latte e alimenti vegetali. Pochi gli alcolici, tutti a bassa gradazione. Niente fumo.

Nello stesso tempo procederà l’istruzione teorica sui contenuti della Filosofia.

Il discepolo deve imparare a padroneggiare la Corrente Astrale distinguendola dalle proprie tensioni, spesso facendo ricorso al metodo dei Pensieri Contrari. Se in un gruppo di persone egli si sente trasportato verso un particolare stato o viene indotto ad accettare pensieri non coincidenti con le proprie regole di vita, impara a generare pensieri difensivi di tipo contrario. Diviene così resistente alle tentazioni e in grado di affrontare qualunque situazione, senza essere coinvolto né sul piano emotivo, né su quello mentale. Si conclude così l’ultimo di questa serie di articoli dedicati al Corpo Lunare ed alle sue proprietà. Nella prossima ed ultima puntata descriverò l’ultima parte dell’esercizio con le relative spiegazioni.

Mario Krejis