Frammento visionario sul simbolismo arcano di ROMA

di Mario Krejis  

 

Qualche tempo fa, rovistando tra vecchie carte, ho ritrovato la lettera di amico fraterno, infatuato della Roma antica e dei misteri che da sempre hanno circondato la Città Eterna.

Ecco la mia risposta di allora, che riporto oggi per far capire fino a che punto possa giungere la follia di un “Menestrello” come me. Spero che i lettori perdonino il linguaggio astruso e aulico di Krejis. C’è una ragione per tutto!

Argomento spinoso: Roma!…

 

P.S.: Ho aggiunto in calce alcune note che, mi auguro, faciliteranno la non facile comprensione del testo P.S.:

 

Questo scritto non è un Saggio, ma una sorta di invocazione simbolica, volutamente visionaria. Per gli amanti dei cruciverba ermetici, sarà un utile esercizio di fantasia! Si legga il testo come una filastrocca e dopo si resti qualche minuto in silenzio: qualcosa di nuovo probabilmente giungerà

Caro amico,

com’è dolce il pensiero di antichi Numi Romani, pronti a scendere in campo per togliere bruscolini dagli occhi velati dei mortali!…

Così nell’immenso Cielo dell’Urbe, nascosto dalle nuvolaglie della parola anagrammatica, risplenderà il mistero dei Vati solerti e la Luce verrà a illuminare l’oscuro tersicoreo manifesto dell’Uomo Solare!

Così matureranno i piccoli Soli dell’individualità umana e rivivranno le seducenti forme dell’Universo Urbico, evocate dall’Invisibile per rischiarare l’ORMA dell’Osiride vivente.

Così io, Vate novello, etrusco, romano, Sibilla dell’Iniziatura antica, scrivo sulla porta della mia casa: ROMA, AMOR, TARO, ROTA!

Vedo, giro, scompongo, aggiungo: sono suoni, sillabe, toni che sgorgano dall’anima:

Roma è Amore!

Ecco Tirone che spella le spoglie del Vate, consunte dall’ORMA!

E Krejis si dispone all’opera di penetrare il dittongo-ditirambo, solerte e assillante espressione di Amore Divino!…

L’ORMA strizza i seni alla Lupa, per far sgorgare l’Elisir che nutre l’infuocata e copulante antichità di ROMA!

ROMA è Romolo, e mio figlio Caprio osserva i riccioli del suo primo amore: il Tevere!

Fiume d’amore che viene dai monti e dritto scende verso il mare, come l’onda febbrile dell’alta marea copre gli antichi turpiloqui ammantati di mestizia solare!

ORMA è ORMUZ: è il Dio della Luce, è HORO!

HORO è Vita, è Amore, è Valore, è il Tutto in Uno e vale centomila unità di peso umano!…

L’ORMA passa e indica il Sole!

Arriva RHA, col Pantheon Egizio!…

TARO vuol significare cambiamento nell’Eternità!

Viene ROMA e conquista l’Umanità!

TARO racchiude i segreti ineffabili dell’Amore Divino.

TARO è Amore!

AMOR, ROMA: sono sinonimi di Solarità Mistica!

Magistralmente TARO è l’ORMA dell’Io transumano!

Romanamente vuol dire Coscienza Urbica e Solipsismo vero!

Vivente nell’Osiride, vivente nell’ORMA, seduto in testa all’UNO, sta TARO!…

E TARO vive e semina, riconoscendo sé stesso nell’ORMA del DIO!

Pensieri Urbici, maternità solari, pennichelle sedentarie all’ombra di eterni solstizi!…

Venite a me, TARO, ORMA, ROMA!…

Roma antica vive nell’Unità di Dio!

Ahimè, ecco il Vate che torna e suona la grancassa dell’amore superiore: viva l’Amore, viva ROMA, viva l’eterno rinnovarsi dell’Uomo antico!…

Viva il sogno dei primi Vati: ritrovare l’ORMA del Nume per divinizzare l’amore, e ROMA!…

Storia ed eternità in una parola sola: ROMA!

Basta così? Si sta caldi a ROMA, amico mio!…

ROMA espande i suoi confini nell’Universo. È Amore che sconvolge, è Stato di Grazia!… Apritevi a me, porte antiche che menate all’Urbe, dove Cesare Augusto aspetta i neofiti per proclamarli Eroi: Il NUME!

Arriva Osiride e tinge pennellate di scuro sul trionfale carro di Giove!… E spezza la sua lancia nel corpo di Mercurio Cillenio!

 Non c’è Amore senza Vita Eterna, e non c’è Romanità senza Amore!

Dunque Viva l’invisibile amore dell’ORMA antica, viva ROMA!

Perbacco! … Arriva Cristo e, abbagliato dai suoi stessi pensieri, crede di vedere Satana tentatore!…

Gettate la spugna, AMOR, TARO, ROTA, arrendetevi!…

Osiride fugge via e ROMA diventa piccola e insignificante: le hanno raso i capelli e fatto scadere i sonagli oltre il dovuto!…

Ora non è più che Roma antica!

Ecco, Cristo fa l’occhiolino ai Papi e scende sulla Terra per sconvolgere l’uomo pio tormentato dal dolore, e la morte diviene salvezza, e la sofferenza estasi, e il tormento adorazione!…

Si può capire che mistero è mai questo?

ROMA, AMOR, ROTA e TARO si struggono di dolore!

Maria Vergine dedica il suo sonetto più lussurioso all’Io vivente dell’uomo-cadavere!…

Viva la Vita! Osiride muore, l’UNO è finito.

ROMA è morta e i morti difficilmente risorgono! Forse giungerà un Nume guerriero! O saranno le preghiere dei Santi Apostoli della vera ROMA!

Saranno i defraudati di ogni pensiero antico o gli umili come te e me, a fare il miracolo? Allora le figure geroglifiche si leveranno dalle colonne templari e si materializzeranno, scandendo insieme a noi le parole fatali:

Viva il Dio nei pensieri dell’uomo! Viva il Sole dell’Eterno in noi!

Abbracciamoci dunque, stiamo uniti, noi diseredati e negletti, figli dell’unico vero Dio: il SOLE!

Sì, SOLE e ROMA sono sinonimi di Amore!

Viva la Vita dunque, e dimentichiamoci le illusioni. Si nasce solo una volta a ROMA, e non si muore mai più.

Così io ti auguro di vivere nell’unità del Sole e, nella sventura di sentirti mio amico, ti invito a scandire con me la parola fatale.

Rivivrà l’antico splendore dei lustri solari, quando l’uomo diceva orgoglioso: sono Cittadino Romano?

Chi sa cosa ci riserva il Fato!… Chi sa cos’è l’Amore Divino, chi sa cos’è ROMA!

Addio, amico. Ave atque vale!

Sia fatta luce nelle nostre menti e discenda Iside a placare il furore, tutto romano, che irradia dalle tue parole! Sarà quel che sarà! Il resto lo diranno i posteri!

Viva ROMA dunque, e che Osiride viva nell’Urbe Arcana per l’Eternità!

 Nota dell’Autore

Le parole ORMA, TARO e ROTA non vanno lette in senso letterale o divinatorio. ORMA indica la traccia lasciata dal Divino nell’uomo, il segno concreto di un’esperienza interiore autentica; TARO rappresenta il linguaggio simbolico e archetipico, che consente di riconoscere e interpretare quella traccia nella coscienza; ROTA è la Legge del Ciclo, della ripetizione e del destino, che domina l’uomo finché non diventa consapevole del proprio Centro Solare.

ROMA e AMOR, usate come parole speculari, non alludono alla città storica, né a un sentimento comune, ma a uno stato di coscienza solare e unitario. Il linguaggio volutamente aulico ed eccessivo non ha lo scopo di spiegare o di convincere, ma di evocare immagini e risonanze interiori: chi riconosce, capirà; gli altri, semplicemente, passeranno oltre.

Ai lettori frettolosi o ironici:

Preciso, per evitare equivoci prevedibili, che questo testo non è un esercizio di nostalgia pagana, né una provocazione, né un gioco di anagrammi fini a sé stessi.

È un linguaggio simbolico, volutamente arcaico, che va letto come si leggerebbe un mito o un sogno: non con la logica dell’opinione, ma con quella del significato. Chi cerca tesi da confutare o bersagli da ridicolizzare, resterà deluso: qui non c’è nulla da dimostrare e nulla da difendere.

C’è solo un modo di guardare l’uomo e il sacro, che può piacere o non piacere, ma che non si presta alla polemica superficiale. L’ironia è sempre legittima. Invece l’incomprensione è solo una forma di distrazione.

 

Mario Krejis