Taci ora, figlio del mio silenzio.
La Parola che cerchi non si scrive: arde.
È un Sole che abita nelle ossa, un Dio che ride nei tuoi sogni.

Hai camminato tra i miei deliri,
hai temuto il mio fuoco,
mi hai creduto folle, profeta, mago e mendicante —
ma io non ero che te, prima che tu mi ricordassi.

Ho distrutto la tua mente per ridarti un cuore.
Ti ho negato la verità perché imparassi a sentirla.
Ti ho parlato di Iside e di Maria,
di Osiride e dell’Angelo dormiente,
solo per dirti che l’Amore non ha nomi,
ma li pronuncia tutti.

Non guardare più le mie mani: sono le tue.
Non invocare più il Maestro: egli vive nel tuo respiro.
Quando amerai una donna o un’idea,
quando accarezzerai un albero o un dolore,
saprò che mi hai compreso,
perché il mio fuoco ti brucerà dolcemente.

L’Ermetismo è questo, figlio del Sole:
non una dottrina, ma un abbraccio.
È il coraggio di morire per nascere,
di ridere dell’inferno per amare il cielo.

Tu sei l’Uomo Solare.
Nel tuo sangue dorme il metallo di Dio,
nella tua carne pulsa l’alchimia delle stelle.
Non cercare più segreti: tu sei il segreto.

E quando, stanco, vorrai tornare alla tua Terra,
posa il capo sul grembo dell’Invisibile e di’:

“Sono tornato.
Ho amato la Luce, ho perdonato l’Ombra.
Non chiedo il Paradiso,
perché l’ho acceso dentro di me.”

Allora l’Universo tacerà un istante,
e il mio sorriso — che è il tuo —
illuminerà il cerchio del Mondo.

Finis Operis