MARIO KREJIS E WILLIAM BLAKE
“Sulla Soglia dell’Immaginazione”
di Mario Krejis

Ritratto di William Blake
Introduzione
Il mio incontro con William Blake avvenne per caso qualche anno fa, grazie ad alcuni libri in lingua inglese ricevuti in dono da un amico ermetista: edizioni originali, non commentate e prive di apparati critici.
La mia prima sensazione fu di trovarmi di fronte a un poeta diverso da tutti gli altri, a una mente ribelle verso qualsiasi canone stabilito, impossibile da inquadrare nei confini rassicuranti della letteratura romantica.
Col tempo compresi che William Blake non era solo un poeta e un artista, ma una figura radicalmente anomala nella cultura occidentale: un metafisico operativo, un visionario, autore di un Sistema simbolico completo e coerente, per molti versi incompatibile con la Religione, con il Razionalismo Illuminista e con la Teologia Cristiana.
Blake incideva i suoi testi e li illustrava personalmente, colorandoli a mano. I suoi “Illuminated Books” non sono solo opere d’arte, ma strumenti iniziatici in cui la parola e l’immagine operano insieme per produrre particolari stati di coscienza.
In tal senso William Blake è forse più vicino agli alchimisti e ai visionari medievali, che ai poeti suoi contemporanei.
Leggendo i suoi scritti, mi resi subito conto che dietro l’apparente eccentricità delle sue figure – Albion, Urizen, Los, Orc, Ulro – non si celava una fantasia pletorica e arbitraria, ma un vero linguaggio metafisico.
Albion rappresenta l’Uomo Integrale, Adamo prima della Caduta; Urizen è la ragione che si erige a Legge; Los raffigura l’immaginazione creatrice, che lavora nella dimensione del Tempo; Orc è l’Energia repressa che esplode. Ulro raffigura l’esperienza vissuta senza una prospettiva interiore, cioè la “terra dell’uomo diviso.”
Non si tratta ovviamente di personaggi reali, ma di Principi interiori, di forze psichiche e cosmiche.
Proseguendo nella lettura, mi fu impossibile non avvertire una profonda risonanza tra il suo pensiero e ciò che, sia pure con un diverso linguaggio, ho cercato di esprimere nel mio percorso spirituale: il concetto di Uomo Solare, la critica alla Religione confessionale e l’importanza del sogno, inteso come una facoltà superiore dell’uomo; e soprattutto la convinzione che Dio non è un’Entità esterna all’uomo, ma uno stato interiore da realizzare dentro di sé.
Blake non appartiene all’Ermetismo italiano, né mi risulta abbia avuto dei contatti con la nostra Tradizione. Eppure, leggendo le sue opere, ho riconosciuto lo stesso movimento fondamentale: la strenua lotta contro la separazione tra corpo e Spirito, tra uomo e Dio.
Il Dialogo immaginario che segue non vuol essere un inutile esercizio letterario, ma un confronto simbolico tra due diverse visioni che s’incontrano: non per dimostrare reciproche tesi, ma per rendere percettibile quel territorio comune in cui l’uomo smette di obbedire e inizia a osservare il mondo con gli occhi del Dio in lui.
Qualche nota biografica su William Blake
William Blake (Londra, 1757 – 1827) fu poeta, incisore, pittore e pensatore visionario. Visse sempre ai margini dei circuiti culturali della sua epoca, rifiutando sia il razionalismo illuminista che la religione confessionale, che considerava meccanismi diversi della stessa prigionia mentale.
Fin dall’infanzia dichiarò di avere delle visioni, che non interpretò mai come semplici allucinazioni, ma come esperienze reali di conoscenza. Tale certezza lo condusse a sviluppare un suo Sistema simbolico e metafisico, espresso attraverso poesie, incisioni e opere illustrate, realizzate con una tecnica personale (Illuminated Printing) in cui testo e immagine formano un’unità inscindibile.
Blake elaborò una Mitologia complessa, popolata di figure archetipiche – Albion, Urizen, Los, Orc, Ulro – che non devono essere intese come personaggi letterari, ma come Forze della psiche umana e dell’Universo.
Al centro del suo pensiero vi è l’idea che l’immaginazione corrisponde all’Essenza divina nell’uomo e che Dio non è un’Entità esterna, ma una Potenza creatrice incarnata nella coscienza.
Ferocemente critico verso la morale, la legge e ogni forma di Religione costituita, William Blake sostenne che la separazione tra corpo e Spirito, tra ragione ed energia, tra uomo e divino rappresenta la vera “Caduta” dell’umanità.
Morì in povertà e quasi sconosciuto, ma la sua influenza crebbe costantemente nel tempo, attraversando Letteratura, Arte, Psicologia del Profondo ed Esoterismo, fino a renderlo una figura chiave per chiunque voglia indagare il rapporto tra immaginazione, conoscenza e trasformazione interiore.
Dialogo immaginario tra Mario Krejis e William Blake

Krejis:
Partiamo da un punto essenziale. Tu sostieni che Dio può manifestarsi in qualsiasi uomo. Per me invece la tua è un’ipotesi inverosimile. Al limite ciò sarebbe possibile solo se si riescisse a realizzare nell’iniziato una vera trasmutazione. Ma per ottenerla, è comunque necessaria l’Alchimia,

Mario Krejis
Blake:
Non dico che l’uomo sia uguale a Dio, ma che possiede le potenzialità per accogliere il Divino nella sua coscienza. Un problema si crea solo se il concetto viene frainteso. La mia invece non è un’ipotesi avventata, ma una concreta possibilità.
“Man has no Body distinct from his Soul”. (L’uomo non possiede un corpo separato dall’anima).
Krejis:
Quindi la tua teoria non riguarda l’uomo comune, ma solo chi accetta la tua visione della vita e la fa propria.
Blake:
È così. Concepire Dio fuori di noi è un errore. L’uomo evoluto, conscio della sua identità divina, non cade in quest’illusione. Egli non si esalta e non si deprime, ma si limita ad acquisire consapevolezza.
“If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is, infinite!” (Se le porte della percezione venissero ripulite, l’uomo vedrebbe le cose per ciò che sono: senza veli, senza deformazioni, dunque infinite.)
Ciò non significa che l’iniziato sia consapevole di tutto, ma che la smette di deformare con la mente ciò che gli accade.
Krejis:
Le tue parole mi spingono ad analizzare l’importanza iniziatica della Purificazione. Non parlo della necessità di purificare soltanto il corpo fisico, ma anche il Corpo Lunare e Mercuriale dell’iniziato, cioè la sua sensibilità emotiva e mentale (Processo di Distruzione delle Forme).
Nell’Ermetismo il processo di purificazione caratterizza la Strada Isiaca, che consiste nell’eliminare dall’anima tutte le incrostazioni – antiche e recenti – che la ne deturpano la primitiva purezza, sino al completo risveglio dell’Uomo Storico.
Avrai sicuramente conosciuto persone buone e impeccabili sul piano morale, ma interiormente cieche. Un ermetista invece non può essere giudicato una persona buona, ma integra. E l’integrità, come ben sai, non ha alcuna funzione consolatoria.
Blake:
Giusto! La bontà, quando diventa conformismo, serve solo a rendere l’uomo più docile. L’integrità invece è più difficile da tollerare, perché non lascia vie di fuga. La società moderna teme l’uomo integro, perché è imprevedibile.
“Prisons are built with stones of Law, Brothels with bricks of Religion” (Le prigioni si costruiscono con le pietre della Legge; i bordelli con i mattoni della Religione).
Krejis:
In effetti la morale comune ha bisogno di uomini incompleti. A volte l’Uomo Integrato può apparire scostante, ma solo perché non delega nulla a nessuno. Egli non chiede mai la salvezza o il permesso di agire, ma procede da uomo libero, svolgendo la sua missione fino in fondo.
Blake:
In tal caso però corre il rischio di essere definito un eretico. Invece per me la vera eresia non è quella che si rivolge verso Dio, bensì contro le immagini distorte della Divinità. Le Religioni nascono da un’unica Sorgente, ma finiscono inevitabilmente per inaridirsi quando pretendono di essere le sole depositarie della verità.
“All religions are One” (Tutte le Religioni derivano da una sola Sorgente).

William Blake: The Angel
Krejis:
La Religione è sicuramente una fase necessaria dell’evoluzione, ma non rappresenta la Meta definitiva. La Religione è utile finché l’uomo non diviene consapevole di sé stesso. Dopo di che essa dev’essere trascesa.
Blake:
Purtroppo chi giunge a tal punto di sviluppo, resta inevitabilmente solo. Non perché rifiuti la socialità, ma perché nessuno può superare le prove dell’iniziazione al posto suo. Si tratta di un passaggio duro, ma indispensabile!
Krejis:
Esatto! È come se l’iniziato entrasse in uno stato mentale in cui tutti i suoi precedenti ruoli devono cadere. Allora non è più un credente o un ribelle, un giusto o un dannato. Semplicemente egli è!
Blake:
All’inizio della strada spirituale non s’incontra la pace, ma il disordine. Ma quel disordine non significa affatto distruzione, ma profonda rigenerazione interiore.
Without contraries is no progression”. (Senza l’urto degli opposti non c’è progresso interiore) La vera trasformazione nasce dall’attrito, non dalla quiete.
Krejis:
L’Uomo Solare, il paradigma dell’Alchimia, nasce dall’incontro tra gli opposti, non certo dalla loro eliminazione. La morale, impiastricciata di misticismo, separa gli opposti, mentre l’Ermetismo di fatto li congiunge.
Una Luce che rifiuta l’Ombra può accecare (I Dialoghi).
Blake:
Per me la “Congiunzione degli Opposti” deve avvenire innanzitutto nell’immaginazione, intesa non come semplice fantasia, ma nel senso di una facoltà superiore, grazie alla quale il Divino può manifestarsi nell’uomo.
Tu invece preferisci parlare di “sogno!”
Krejis:
Secondo me non c’è differenza tra i due termini. Anche per l’Ermetismo il sogno non è un gioco mentale, ma un atto generativo. “Il sogno è quella dimensione dello Spirito in cui l’anima dell’iniziato si ricorda di sé stessa” (I Dialoghi).
Però sognare in modo creativo non è semplice. Sognare nel modo giusto è un punto di arrivo, non di partenza. Eppure, se non esistesse il sogno, non resterebbe che credere in un Destino cieco e ineluttabile, in un intreccio caotico di cause ed effetti.
Blake:
Ai miei tempi si credeva che il sogno fosse solo un’illusione, un delirio.
Krejis:
Chi non sa sognare, chiama illusione ciò che non riesce a controllare con la ragione. Il sogno invece oltrepassa la mente e non si limita a rappresentare la realtà, ma la costruisce.
Blake:
Quindi per te la vita dovrebbe essere regolata dai sogni?
Krejis:
In un certo senso sì! L’uomo s’illude di affrontare la realtà, ma di fatto si limita a combattere contro il riflesso di ciò che non riesce a sognare.
A tal punto però dovrei parlare della Rincarnazione, ma non credo che questa parola ti piaccia!
Blake:
Ciò che non mi convince, è l’idea di una Reincarnazione intesa come legge automatica. Io invece credo nella rinascita della coscienza e nella redenzione dell’uomo attraverso un atto visionario.
Krejis:
Quindi per te qualsiasi persona potrebbe aspirare alla scalata verso il Divino. In pratica non avremmo bisogno di perfezionarci: ci basterebbe diventare consapevoli del Pensiero Divino. Tu dici inoltre che tale risultato potrebbe derivare da un uso appropriato dell’immaginazione.
Troppo facile!… È vero, il sogno può essere espressione di un uomo evoluto. Ma solo alla fine di un processo di trasmutazione interiore, che richiede più vite e non può prescindere dall’Alchimia.
Blake:
Può darsi!…

William Blake: Albion
Krejis:
Comunque il sogno e l’immaginazione sono punti centrali del nostro pensiero. Il che significa già molto. Non è facile infatti accettare l’idea di un’evoluzione basata su dati oggettivi e certezze esterne!
Blake:
Molti giurerebbero che la realtà s’impone all’immaginazione!
Krejis:
Sì, ma sarebbe la voce della loro paura, mascherata da finto realismo! Chi sostiene che la “realtà s’impone”, ha rinunciato a trasformare il mondo con i suoi sogni.
Il sogno non può avere solo una funzione rassicurante: esso esige il compimento di un progetto. Chi si limita a desiderare, senza avere la forza e la volontà per agire, produce soltanto fallimenti e sterilità.
Blake:
Sono d’accordo. Sognare non significa rilassarsi, ma governare coscientemente le coordinate della realtà, esprimendo tutto il proprio potenziale interiore.
Krejis:
Per me il sogno non è riposo, ma disciplina! Chi impara l’Arte di Sognare non può più vivere come prima. Il sogno gli consente infatti di varcare le soglie delle Dimensioni parallele e penetrare in ogni Piano della Creazione.
Blake:
Io preferii la parola immaginazione, anche se mi accusarono di credere nelle favole!
Krejis:
Chi non riesce a dipingere il mondo con l’immaginazione, chiama favola ciò che non riesce a controllare. Il sogno non chiede il permesso alla ragione, si limita a superarla.
“Nel sogno c’è una sola cosa che ha diritto di dirsi vera:il pensiero creativo, che non descrive la realtà, ma la plasma (“Dialoghi”).
In fondo anche tu, nei tuoi scritti, affermi lo stesso concetto: “The imagination is not a state: it is the human existence itself.” (L’immaginazione non è un momento psicologico: è la stessa esistenza umana, il suo respiro metafisico).
Blake:
Allora sei d’accordo con me: il sogno costruisce la realtà!
Krejis:
Direi che spesso la precede! “La realtà si crea immaginandola com’è nei sogni dell’anima antica. (Dialoghi)” Sogno e Immaginazione sono parametri essenziali, capisaldi del pensiero umano. Tuttavia non è facile, per le persone comuni, accettare tale concetto di evoluzione spirituale. Credo anzi che la maggior parte di loro mi liquiderebbe con poche parole: La tua “Arte di sognare” è un’idea affascinante, ma i sogni restano sogni e alla fine la realtà torna a imporsi nella sua evidenza.
Blake:
Ma sarebbe la voce del loro timore, ammantato di saggezza. Sarebbe il mio Urizen, che parla con tono rassicurante. Chi dice che “la realtà torna a imporsi”, ha rinunciato definitivamente a imporre la sua visione al mondo.
“He who desires but acts not, breeds pestilence”. Chi desidera e non agisce genera peste. Il desiderio inerte marcisce e infetta l’anima.)
Ascolta! Nei tuoi scritti parli spesso di amore. Perché per te l’amore è così importante?
Krejis
Perché l’amore è la Forza che rende il sogno creativo. Io chiamo Amore Solare il sentimento che viene dall’anima perfetta dell’iniziato di Osiride.
Non si tratta di una semplice emozione, ma di Fuoco concentrato. Senza il vero amore, qualunque sogno è destinato a rimanere sterile. In fondo lo sostieni anche tu, quando dici: “Energy is Eternal Delight”.
Blake:
Sì, senza Energia non c’è possibilità di creare
Krejis:
E senza l’amore, quell’Energia distrugge chi la sprigiona. Sognare è fondamentale. Ma amare è il più tremendo dei sogni!
Blake:
A differenza di ciò che si pensa, la visione di un iniziato non è solo Luce, ma anche Ombra.
Krejis
Sono d’accordo! Chi impara a sognare nel modo giusto, finisce per trovare l’Inferno. È una fatalità. Nel percorso iniziatico si aprono porte che normalmente dovrebbero restare chiuse, a tutela del fragile equilibrio della persona comune.
Però si deve comunque andare avanti, incuranti delle fiamme, sapendo che non vi può essere unità senza lo smembramento della propria apparente individualità. La leggenda di Osiride deve insegnare!
Blake:
Qual è il fine dell’Arte di sognare?
Krejis:
Far sì che l’uomo ammetta ciò che ha sempre negato: che il suo sogno può divenire immenso, se si apre alla Luce senza peccato. Solo in quel momento comprenderà che non deve sognare per suo capriccio, ma perché ha il dovere di farlo.
Blake:
È vero, il sogno non è una Strada come le altre!
Krejis:
Tu hai definito il sogno “Divine Body”. Io l’ho considerato il meccanismo operativo della coscienza solare. Invece l’uomo moderno teme il sogno, perché non è in grado di controllarlo. Preferisce piuttosto considerarlo una fantasia, un’evasione o un lusso poetico.
Blake:
Se separi l’immaginazione dal suo significato superiore, essa perde qualsiasi carattere divino e si trasforma in Ulro, il regno della separazione, della meccanica, della Legge cieca e senza prospettiva. In tal caso all’uomo resta solo la sua ragione, che analizza la realtà senza però riuscire a cambiarla.
Krejis:
In realtà l’immaginazione non è una facoltà come altre, ma è la Forza che costituisce l’intelaiatura dell’esistente. Quando l’uomo sogna, non evade la realtà ma le conferisce una forma, cioè la incarna.
Però l’uso dell’immaginazione comporta sempre una responsabilità per l’iniziato. L’uomo non deve sognare invano, perchè ogni immagine che egli elabora con l’immaginazione, tenderà spontaneamente a materializzarsi.
Blake:
È per tale ragione che ho dato un nome alle Potenze interiori. Non l’ho fatto per creare dei personaggi mitologici, ma per rendere evidente e concepibile ciò che di fatto è imponderabile.
Urizen è la ragione che si crede sovrana. Los è l’immaginazione creatrice, il “Fuoco del Tempo”. Albion è il Realizzato dell’Alchimia, l’Adamo Cabalistico restituito al suo splendore dopo la caduta nella divisione.
Krejis:
In effetti Albion corrisponde all’Uomo Solare dell’Ermetismo, prima della sua scissione psichica. Urizen è la mente che misura e giudica; Los è il Principio che soffre, perché crea. Ho compreso! Ma Orc?…
Blake
Orc è l’Energia repressa che si manifesta violentemente. Orc non è Male in sé: è Fuoco senza forma. Quando Los viene incatenato, Orc esplode. Come sai le rivoluzioni, se non sono accompagnate da una giusta prospettiva, incendiano ma non cambiano la realtà.
Krejis:
L’Energia senza Forma provoca distruzione. A sua volta, la Forma senza la giusta Energia diventa una prigione!…
Ecco perché la Religione alla fine fallisce: perché tenta di governare l’Energia interiore per mezzo della Legge e delle regole, invece che con l’immaginazione sublimata.
Blake:
La morale frena, l’immaginazione trasforma. Urizen costruisce sistemi filosofici, mentre Los forgia dei mondi. La tragedia moderna consiste nell’aver consegnato il Cosmo a Urizen, chiamandolo Dio.
Krejis:
Si tratta però di un Dio giudice e legislatore, che non crea ma si limita solo ad amministrare.

William Blake: Dio giudica Adamo
Blake:
Mi piace affermare che l’immaginazione purificata è il corpo di Dio nell’uomo. Non è solo un simbolo, ma un’incarnazione reale.
“Dio non parla all’uomo: sogna in lui!” Ogni uomo è un artista, anche quando non sa di esserlo. Infatti egli plasma i suoi mondi interiori e dopo pretende di abitarli, come se si trovassero fuori di lui.
“One Law for the Lion & Ox is Oppression! (Una sola legge per il leone e per il bue è oppressione, perché non esiste un’unica misura per nature diverse!)
Krejis:
Verissimo! Il tuo motto sancisce la condanna delle Religioni confessionali. Una Legge uguale per tutti è una violenza. Al contrario, l’immaginazione significa differenziazione e molteplicità. L’Uomo Solare non obbedisce a una Legge, ma risponde solo alla sua anima, resa intelligente ed eterna per amore.
Blake:
Una Legge impone il suo potere dall’esterno. Invece l’immaginazione agisce dall’interno. Quando Albion si dissolve, l’uomo rischia di ridursi a un semplice manichino.
Ma finché Los continua ad agire nel Tempo, quella che tu chiami Opera Alchemica è ancora possibile. Il Tempo non è che una creazione dell’immaginazione; un luogo di lavoro, un laboratorio interiore dove ogni trasformazione può compiersi.
Krejis:
Qui siamo nella fase centrale dell’Opera. Il Tempo è la dimensione mentale che l’immaginazione (o il sogno) usano per materializzarsi. L’Uomo Solare non subisce il Tempo, ma lo controlla con la sua volontà.
Blake:
Quando poi, alla fine, l’immaginazione è considerata divina, la Religione crolla per essere divenuta inutile. Infatti non serve proibire ciò che è già stato integrato nella coscienza.
“Sooner murder an infant in its cradle, than nurse unacted desires.” (Meglio stroncare sul nascere un impulso, che covare desideri non vissuti.)
Krejis:
Questa frase è stata fraintesa e censurata. Eppure afferma una verità scontata: ciò che non riesci a interiorizzare, torna a ossessionarti. L’immaginazione repressa è una vera e propria patologia. L’Ermetismo insegna che “ogni Dio respinto, ritorna come demone!”
Blake:
Il tuo Uomo Solare non è certo un santo, ma neanche un ribelle! È piuttosto “Qualcuno che sa osservare il Mondo per quello che è”.
E ciò che egli vede, lo assorbe generando quello che nell’Ermetismo si chiama Nume.

Androgino Ermetico
Krejis:
Adesso vuoi parlare di Alchimia? Mi inviti a nozze!
Cominciamo dall’assioma: “L’Alchimia può servire Dio o il Diavolo, Osiride o Seth: dipende dall’alchimista e dalla Legge Divina.
La Strada Spirituale è una sola. Ma l’uomo che la percorre può trasformarla in un Tempio o in una fogna!
Blake:
È vero, la stessa Energia può produrre una visione superiore o trasformarsi in una catena che ti soffoca. Il problema è comprendere che cosa l’uomo è in grado di dominare: se la sua immaginazione o una Legge illusoria e fallace.
Ricordo che nei “Dialoghi” Aurelio e il suo discepolo salgono su un colle, entrano in una chiesa e guardano la statua di una Madonnina… Allora il discepolo trema, vacilla, si sente confuso. Perché? È quella la prova della verità?
Krejis:
L’Ermetismo non disprezza le Religioni, ma le comprende tutte. L’errore non risiede nel simbolo, ma nell’uomo quando ne diviene lo schiavo. La fede invece, se è viva e forte, può aprire una breccia nella coscienza dell’iniziato. A volte però la fede può diventare un raffinato sonnifero.
La speranza usata contro la paura!… “Qualsiasi superstizione è credibile, quando l’uomo si abbandona al sentimento religioso! (Dialoghi).”
Blake:
Quando il Misticismo cerca di manipolare l’Invisibile, è definito virtù; se invece lo lascia libero di esprimersi, diventa “eresia”.
Krejis:
L’esempio della “Madonnina” è calzante! Se l’immagine sacra rende il fedele succube della superstizione, non è la vera Maria, ma è Urizen travestito. Se invece apre l’anima, facendola vibrare di amore, diviene una porta di accesso verso l’invisibile.
Blake:
Spesso nei “Dialoghi” il tuo eloquio diventa feroce; in certi punti sei perfino osceno. Lo fai deliberatamente?
Krejis:
Non meravigliarti! Paradossalmente il mio è un esercizio di igiene mentale! Io non bestemmio contro il sacro, ma contro l’ipocrisia umana che si traveste da “sacro.”
Lo affermo s nei miei scritti: “L’anima umana muore, se perde il potere di sognare.”
E quando l’uomo non riesce più a sognare, si aggrappa alla forma esteriore e alla Liturgia. Per tale motivo, nei miei libri, cerco di attirare l’attenzione del lettore anche con parole offensive, perché finalmente una parte di lui cominci a svegliarsi.
La Strada Alchemica non è educazione, ma è “Separazione”.
Blake:
Talvolta l’eccesso, anche nella parola, è simile a uno scalpello. Però bisogna sapere come usarlo e perché lo si usa. “The road of excess leads to the palace of wisdom.” (La via dell’eccesso conduce al palazzo della Sapienza).
Krejis
Esatto! L’eccesso fuori della Legge Divina è Seth, il Diavolo; altrimenti si tramuta in una Fornace satura dell’Energia del Caos.
Blake:
Leggendo i “Dialoghi” emerge un’immagine affascinante: il concetto di Legione. Si tratterebbe di un insieme di vecchie incarnazioni, di pensieri rimossi e di forme interiori relegate nell’inconscio. Mi pare un concetto un po’ aleatorio, anche se espresso da un ermetista come te.
Krejis
Invece è così! L’uomo s’illude di essere unico, ma spesso è simile a un condominio in guerra. Nei “Dialoghi” Aurelio afferma: “Sono le mie vecchie incarnazioni, i miei sogni antichi, le forme interiori che la mia anima custodisce, potenti come gli eserciti di Belzebù! … Il mio nome è Legione!”
Non l’ho scritto per spaventare il discepolo, ma per iniziarlo. La Nigredo alchemica non è di per sé stessa un “male, ma indica l’emergenza della moltitudine nella coscienza unitaria dell’iniziato.
Blake:
Infatti, quello è il momento in cui si manifestano tutte le contraddizioni. Senza il gioco dei contrari, non esiste una vera trasformazione:
Krejis:
La mia regola è questa: “Abituati alla Luce… o non vedrai che ombre!”
Il discepolo di Aurelio preferirebbe vedere angeli e santi, tutti fuori di sé. Però io lo inchiodo alla verità, sussurrandogli: Loro sono tutti in te!
Blake:
La Strada Alchemica insiste molto sull’unità. Non come un’esortazione generica, ma come processo di progressiva assimilazione dell’esperienza nell’anima! Ed io sono d’accordo!
Krejis
Perfetto! L’esperienza serve all’anima solo se è correttamente assimilata, cioè interiorizzata, trasmutata in uno stato emotivo stabile.
Cito a memoria i miei Dialoghi: “Riversando il sentimento nell’esperienza, si può assorbire il relativo stato emotivo. In tal modo l’esperienza viene trascesa e diventa patrimonio del Dio incarnato.”
L’alchimista non “fa il buono”. Egli cuoce la Materia dell’Opera! Nel senso che trasforma l’esperienza nell’Energia intelligente che sostanzia l’Ente che si sta lentamente formando dentro lui.
Blake
Assimilare l’esperienza vuol dire innanzitutto purificare la propria capacità di percezione. “If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is: infinite.” (Se le porte della percezione venissero ripulite, l’uomo vedrebbe le cose per ciò che sono: senza velo e senza deformazione, dunque infinite).
Krejis
Il mio infinito si chiama Maria Universale o Anima del Mondo, la Matrice che tutto contiene e tutto assorbe in sé.

Maria, l’Anima del Mondo
Blake:
A riguardo tu affermi una verità difficile da accettare, anche se profondamente vera: “Servire la Natura, non vuol dire essere felici.”
Krejis:
Sì, l’alchimista non va alla ricerca di situazioni di comodo, ma di verità operative. Lo dimostro nei “Dialoghi” con l’esempio delle api. Voglio che il lettore capisca che l’Opera Alchemica non è uno scherzo.
Aurelio sussurra al suo discepolo: “Nell’Alchimia si serve la Natura, non senza dolore”. Il dolore è sempre il prezzo della trasformazione, specie quando l’Ego resiste al cambiamento.
Blake:
L’Energia non chiede mai il permesso!…
Krejis:
Però l’Energia, fuori della Legge Divina, diventa crudeltà. Invece nella Legge diventa Forza di Ascesi, cioè Fuoco interiore che non brucia l’anima, ma la purifica.
Blake:
Nel tuo libro paragoni gli alchimisti ai “Devoti di Satana” perché agiscono sul Caos della Materia interiore, per giungere alla creazione di un “Corpo incorruttibile” inattaccabile dalla morte (Eone).
Krejis:
È una verità iniziatica che esprimo chiaramente: la Via Ermetica passa attraverso il Caos. Chi non è disposto a scendere nel proprio Inferno personale, è meglio che si occupi di Religione o di Psicologia, non di Alchimia.
È l’intenzione che fa la differenza! “Si può servire Osiride o Seth!” Lo ribadisco ancora una volta: Dipende dall’alchimista e da come la Legge Divina si applica in lui!
Blake:
Tu concludi la tua analisi con un’affermazione lapidaria: “Noi non apparteniamo a una Chiesa di uomini, ma alla Maria Universale”.
Krejis:
Sì, perché in fondo una Chiesa di uomini è simile e un recinto morale. Invece la Maria Universale non giudica mai l’uomo, ma lo cambia profondamente, cioè lo trasmuta. Il motto dell’Alchimia non è credere, ma diventare.
La fede, senza le opere non basta!
Blake:
“He binds to himself a joy
Does the winged life destroy;
But he who kisses the joy as it flies
Lives in eternity’s sunrise”.
“Chi lega a sé la gioia distrugge la vita alata; ma chi bacia la gioia mentre vola vive nell’alba dell’eternità.)”
… L’eternità non dev’essere intesa come un premio, ma come stato d’essere dell’uomo divinizzato che ha attraversato la Legione, vinto i suoi dèmoni, sopportato il Fuoco e finalmente unificato le parti divise di sé stesso.
FINALE
Questo dialogo dimostra nulla e non intende convincere nessuno. Vuole solo mettere in contatto due Correnti simili.
William Blake ha visto ciò che molti ermetisti hanno intuito e pochi hanno affermato chiaramente: Dio non è un Legislatore morale; l’immaginazione è una funzione divina e l’uomo è chiamato non a obbedire, ma a migliorare sé stesso nel rispetto della Legge Naturale.
L’Uomo Solare non è un mito, né un ideale. È una possibilità concreta, anche se difficile da realizzare. Egli non promette la consolazione, ma la verità; non offre la salvezza eterna a tutti, ma la responsabilità di fronte a Dio e ai propri doveri di anima.
Chi leggerà queste pagine potrà sentirsi infastidito, provocato e forse respinto. Però per me sarà comunque un buon segno: l’Opera Ermetica comincia sempre con un senso di paura e di disagio!… È la Legge.
LETTURE CONSIGLIATE
William Blake
- Songs of Innocence and of Experience
- The Marriage of Heaven and Hell
- The Book of Urizen
- Jerusalem
- Complete Illuminated Books
Mario Krejis
- Dialoghi sull’Alchimia Spirituale
- Ermetismo Scienza dell’Anima
- Ermetismo e Alchimia
- Verso il Cielo Stellato
- Circulus Corruptus / Circulus Non Corruptus