LA TRASFORMAZIONE ALCHEMICA
di Mario Krejis

SECONDA PARTE

8. La Tradizione Egizia
Ho già descritto le fasi iniziali del procedimento alchemico. Non si può sperare di trasformarsi in un’Entità superiore, limitandosi a conservare le sole capacità del corpo fisico. Nè si può esercitare una qualsiasi attività di tipo cerebrale, se il cervello non esiste più.
Bisogna accettare serenamente quest’idea, disponendosi a cambiare il proprio modo di concepire l’evoluzione e il ruolo che l’ermetista può e deve svolgere nel mondo e nell’Universo.
Se tale consapevolezza interviene durante la vita, sarà un bene per l’iniziato; altrimenti ciò dovrà accadere dopo la morte. Sempre che l’Opera Alchemica sia giunta a una fase di stabilizzazione, ossia sino alla formazione di un Corpo Lunare abbastanza stabile e matura, da resistere alle correnti disgreganti che solcano il Mare Astrale.
Tuttavia, come dicevo, il compito dell’Alchimia non si limita a favorire la formazione di un Secondo Corpo. Ce lo insegnano gli antichi egizi, con il processo di mummificazione.
Preservando la mummia attraverso le procedure di imbalsamazione, essi credevano infatti che anche il Secondo Corpo potesse sopravvivere, grazie alle preghiere e agli incantesimi dei Sacerdoti di Osiride.
L’antica personalità persisteva nella mummia come un’Entità astrale dotata di autocoscienza e di un’intelligenza lucida, capace di spostarsi liberamente nella tomba e nell’ambiente circostante (Ka).
Il Ka, a sua volta, costituiva l’involucro di un’Entità Spirituale più alta, cioè del Bà, lo Spirito immortale, capace di volare nei Cieli (dal latino coelare, nascondere), ossia nelle Dimensioni misteriose dove vivono gli Dei, per poi far ritorno nel sicuro rifugio della mummia.
Chi volesse approfondire l’argomento dell’Alchimia Egizia, può leggere il mio libro “Thsecundia Ibis” o uno dei tanti testi sull’argomento. Altrimenti dovrà accontentarsi di queste poche considerazioni.
Partiamo comunque dall’esempio della mummia, riferendoci alle vicende di un alchimista moderno. Qual è il suo obiettivo? E soprattutto: esiste una meta uguale per tutti?
L’Alchimia mira alla trasmutazione dell’essere umano. Ma siamo certi che il medesimo procedimento sia applicabile indifferentemente a chiunque decida di intraprendere tale percorso?
Sinceramente non credo! La Natura è molto diversificata ed è impossibile che esista una linea evolutiva uguale per ogni creatura che viva sulla terra. Sarebbe un assurdo biologico e genetico.
Le cose stanno diversamente. La Legge Alchemica stabilisce solo dei canovacci, dei modelli, ma come questi evolveranno nel tempo non è dato sapere. Ciò dipenderà dalla coerenza con cui l’iniziato opererà sulla sua Materia Prima, oltre che dai reiterati tentativi di trasformare la sua realtà interiore in qualcosa di più stabile e definitivo.
Ciò però non rappresenta ancora il punto d’arrivo dell’ermetista. Secondo l’Alchimia, l’approdo finale è infatti rappresentato dalla “deificazione” dell’iniziato.
- Darwin e la teoria dell’evoluzione
Per comprendere meglio il significato della trasformazione alchemica, è utile confrontarla con l’idea moderna di evoluzione biologica. Facciamo dunque un passo indietr, fino a Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione.
Lo studioso inglese sosteneva che le specie si evolvono attraverso un processo di selezione naturale, grazie al quale gli individui con tratti genetici più vantaggiosi avrebbero più probabilità di sopravvivere, trasmettendo le loro caratteristiche alle generazioni future.

Charles Darwin
Secondo Darwin anche gli uomini sarebbero, come gli altri esseri viventi, il prodotto di un processo evolutivo, attraverso una serie di passaggi che hanno condotto all’uomo di oggi.
Tuttavia, se si analizzano i risultati di studi storici, analisi bibliche e scoperte archeologiche, anche recenti, si deve ammettere che la teoria di Darwin presenta numerose lacune e punti critici, e che quindi non può essere considerata valida in tutti i casi.
Abbastanza recentemente, per esempio, è stato messo in dubbio che l’uomo derivi da una serie di mutazioni genetiche. Si parla di ipotetici eventi, occorsi migliaia di anni fa, che avrebbero determinato un radicale mutamento dell’animale primate, avviandolo verso la sua definitiva trasformazione in homo sapiens.
Sono state elaborate teorie, in apparenza fantasiose, secondo le quali sarebbero stati esseri appartenenti a civiltà più evolute, ad aver trapiantato il proprio DNA nell’antenato dell’essere umano.
Per il momento si tratta solo di ipotesi. Tuttavia non si può escludere che vi sia stato un momento, nella storia dell’umanità, in cui si è verificato nell’uomo un salto evolutivo, dallo stato di animale-primate a quello di individuo ragionante e civilizzato.
- Aspetti provvidenziali dell’ascesi alchemica
Gli antichi Maestri sostenevano che non si può produrre Oro alchemico con le sole forze umane; e che non è possibile alcuna vera trasmutazione, senza l’intervento di una Volontà Superiore.
Quest’aspetto provvidenziale dell’Alchimia è stato spesso sottovalutato. Ai tempi del Kremmerz, per esempio, si credeva che qualsiasi uomo di buona volontà, trovandosi nelle giuste condizioni, avrebbe potuto realizzare l’obiettivo alchemico e diventando così un Osirideo.
Si trattava del concetto di “homo faber fortunae suae”, che nella seconda metà dell’ottocento infiammò di entusiasmo numerosi esoteristi in cerca di facili successi. Ma per fortuna in un campo superiore valgono altri parametri.
L’obiettivo di sopravvivere alla morte è prioritario e tutti dovrebbero sentire il dovere di perseguirlo. Altrimenti l’uomo dovrebbe rassegnarsi a finire con il corpo. Forse non si estinguerebbe del tutto, ma certamente non sarebbe lo stesso uomo di prima.
- La Via Isiaca – La Tradizione Ermetica
Nelle pagine precedenti ho sintetizzato, nel modo più semplice possibile, i processi fondamentali del percorso ermetico.
Si inizia con la purificazione. Si attraversa poi un periodo di assestamento e di integrazione col proprio Uomo Storico. E infine ci si prepara alla vera e propria trasmutazione alchemica, se e quando avverrà.
Nell’Ermetismo la prima fase del processo alchemico è definita “Isiaca”. Via Isiaca è pertanto il termine che si assegna alla fase di purificazione dell’iniziato ermetista. Quali risultati è lecito attendersi dalle pratiche ermetiche?
La risposta è abbastanza intuitiva: uno stato di benessere, di stabilità emotiva e di maggiore saggezza nell’affrontare i problemi della vita, oltre a una spiccata sensibilità e a un sentimento di amore per i propri simili
Tali obiettivi si possono conseguire più facilmente con l’aiuto di un Maestro, specie se abituato a non illudere i suoi alunni con promesse di poteri immaginari e cavolate varie.
In sintesi, quello che ho appena descritto è il punto di arrivo della Strada Isiaca, che per molti versi è paragonabile alla via devozionale della Religione Cristiana (Buoni pensieri, Buone parole e Buone opere!).

Anima di Gruppo
Torniamo però al vero significato del termine Tradizione, che nell’Ermetismo non corrisponde a un concetto filosofico e astratto, ma si riferisce a una vera e propria realtà metafisica, cioè all’Anima di Gruppo.
Si definisce “Anima di Gruppo” un insieme cosciente e omogeneo di Entità disincarnate, mai vissute sulla terra, e di anime di iniziati che hanno conseguito una relativa indipendenza dei propri involucri terreni (Separazione).
Dalla Tradizione vivente dell’Ermetismo si riversano poi sull’iniziato energie positive, pensieri luminosi e sollecitazioni emotive, essenziali per il suo sviluppo spirituale. Ammesso che egli sia capace di entrare in risonanza con l’Anima di Gruppo
Come è noto, i Riti ermetici di purificazione sono analogici. Hanno cioè la capacità di porre l’iniziato in rapporto simpatico con le Forze della Natura e con i cicli astronomici della Luna e dei Pianeti.
Tuttavia la loro funzione principale è di facilitare il contatto del discepolo con l’Anima di Gruppo. Da tal punto di vista, l’iniziazione rappresenta un passaggio obbligato. Grazie ad essa, infatti, il discepolo entra virtualmente a far parte di un Ente che non ha età e comprende migliaia di anime.
Ovviamente il sostegno che il singolo iniziato riceverà dall’Anima di Gruppo sarà proporzionale al suo impegno, al suo entusiasmo e all’antichità del suo Uomo Storico.
- Iniziare col piede giusto
I primi passi nell’Ermetismo non sono semplici. Bisogna equilibrare il proprio stato emotivo ed educare la mente, facendo in modo che il Principio pensante (Corpo Mercuriale), reso più lucido dalle pratiche di purificazione, giunga a dominare l’intero corpo.
Come un Re dirige le attività del suo regno, allo stesso modo la mente separata dall’ermetista deve diventare in grado di controllare tutte le influenze emotive, distinguendole da quelle psicosomatiche e dalle normali attività fisiologiche (o patologiche) del corpo fisico.
Tale risultato si può raggiungere più o meno facilmente, in base alle caratteristiche psico-spirituali discepolo. Per esempio in un “reincarnato” il processo di purificazione sarà lungo e spesso doloroso; sarà invece molto più rapido se l’anima è giovane.
La Purificazione Ermetica è una sfida che il discepolo deve accettare con coraggio e che lo condurrà, poco per volta, a risvegliare il suo Ermete.
Liberare la mente dall’influenza sensoriale ed emotiva, creando un ponte tra l’Invisibile e l’uomo, è la premessa indispensabile per raggiungere quell’unificazione della coscienza che rappresenta la “pietra miliare” dell’evoluzione ermetica.
Come ho spiegato, il processo di reincarnazione di un’anima evoluta è diverso da quello dell’uomo comune, di cui sopravvive solo un piccolo frammento dell’antica personalità.
Tutti dovrebbero sapere che la normale frammentazione dell’uomo conduce alla sua “dispersione” nel post-mortem; mentre il compattamento delle sue funzioni, prodotto in vita dalle pratiche ermetiche, contribuisce in modo decisivo a formare un Ente stabile e imperituro.

Androgino Ermetico
Non mi soffermerò sulle particolari tecniche usate in un campo superiore. Posso solo aggiungere che chi completa la Strada Isiaca può essere considerato pronto per l’ulteriore ascenso: volendo con ciò indicare la nascita nell’iniziato di una Creatura spirituale evoluta, che nell’Ermetismo è solitamente definita con il suggestivo termine di Eone (Colui che è).
- L’Eone
L’Eone è un’Entità androgina che può resistere nell’Invisibile per un tempo indefinito, fuori dalla ruota delle incarnazioni e con possibilità di spostarsi tra le Dimensioni in base al proprio peso specifico di anima.
Anche per gli Eoni esistono diversi gradi di sviluppo. L’evoluzione non si ferma mai, neanche nel Mondo Invisibile, fino a quando quell’Unità pensante non si sarà dl tutto integrata nel Pensiero Divino.
Ma per giungere a tale risultato serve tempo, che non è il tempo terrestre, ma il tempo dell’anima. Saranno infatti necessarie più trasformazioni, che interverranno lentamente, una vita dopo l’altra.
- L’Uomo Storico
Il concetto di Uomo Storico è abbastanza noto. Non in tutti gli uomini l’Uomo Storico è ugualmente sviluppato. Inoltre anch’esso ha bisogno di essere purificato, esattamente come la sua controparte fisica. Il più delle volte le Energie che lo compongono sono infatti squilibrate e perciò devono essere rese più omogenee e stabili.
In proposito, bisognerebbe far piazza pulita di molte teorie inverosimili in base alle quali l’uomo, pur operando senza aiuto, potrebbe passare dalla condizione di uomo comune a quella di eroe (da eros = amore) o di semi-dio. Il che sarebbe un assurdo, perchè il percorso alchemico non prevede affatto un’evoluzione naturale.
L’uomo è immerso nella Natura. Ma la Natura può arrivare solo fino a un certo punto. Invece la Strada Alchemica (Osiridea) si propone di andare ben oltre l’evoluzione naturale.
La Creatura che dovrà prendere vita nel “Laboratorio Alchemico” sarà infatti l’Uomo Solare, l’Androgino della Tradizione Ermetica, che possiederà tutti i requisiti di un uomo con in più i poteri e gli attributi di un Angelo.
Una simile Entità non esiste in Natura, si deve crearla.
L’essere umano, fin dai primordi della storia, ha sfidato la morte cercando un segreto per sopravvivere. E forse lo trovò migliaia di anni fa, grazie agli insegnamenti dei leggendari atlantidei o di visitatori provenienti da lontani pianeti. Qui la fantasia può sbizzarrirsi come vuole!
Comunque, a quanto pare, i detentori di quel Segreto lo tramandarono di generazione in generazione, trasmettendolo oralmente o nascondendolo nelle pieghe dei testi alchemici per occultarlo ai profani.
Di conseguenza la più grande fortuna, per un iniziato, sarebbe far parte dei cosiddetti predestinati, ossia di coloro che sono divenuti idonei, per meriti acquisiti probabilmente in altre vite, a ricevere quel Segreto.
Si tratterà probabilmente di anime antiche (cioè di reincarnati) e comunque di persone dotate di grande intelligenza e sensibilità.
- La Magia Ermetica
Alcuni considerano l’Ermetismo una forma di Magia Iniziatica e sono attratti dalla possibilità di acquisire poteri magici e di agire sulla realtà, producendo effetti tangibili.
Una prima precisazione da fare in proposito è che l’Ermetismo, inteso come Scienza dell’Anima, non rientra nell’Occultismo. Come è noto, l’Occultismo è quel campo dell’Esoterismo che s’interessa del rapporto dell’iniziato con Entità non umane, appartenenti ad altre Dimensioni (o Piani evolutivi), al fine di realizzare con il loro aiuto determinati effetti su uomini e cose.
Al contrario la Magia Ermetica non agisce dall’esterno, ma tenta di cambiare l’uomo in una creatura intelligente e immortale. Per un ermetista la Magia più grande è infatti risvegliare in sé l’amore, la forza più potente dell’Universo.
Chi pratica la Magia Ermetica non è più un uomo come gli altri, ma diviene il protagonista della sua stessa storia.
Personalmente non credo nell’Ermetismo per fede o per aver ricevuto l’illuminazione. Semplicemente sono nato con una profonda inclinazione per quel tipo di studi. E ciò probabilmente per una mia predisposizione naturale germogliata, negli anni, come un fiore nel terreno della fedeltà, dell’amore e della scienza.

Simon Mago
L’Ermetismo è dunque una Scienza soggettiva, dove la conferma delle sue leggi si trova all’interno dell’uomo. È lì, infatti, egli deve imparare a cercarla. Tuttavia i risultati di tale ricerca non sono sempre uguali, perché ciascun uomo ha una sua struttura interiore. E in ciascun uomo la Legge Ermetica si applica in modo differente e con effetti diversi da persona a persona.
Quest’aspetto definisce il Karma individuale. Ed è sempre per la stessa ragione che il punto di arrivo della strada spirituale può variare da una persona all’altra, da una vita all’altra, da un istante all’altro.
Esistono dunque infinite varianti nel modo d’essere di un iniziato, pur essendo la Legge Unica sempre e comunque la stessa.
Ritornando al problema della Magia, chi cercasse (o sperasse) di avvicinarsi all’Ermetismo con lo scopo di acquisire poteri magici, sbaglierebbe. Ciò perché, come ho detto, la principale finalità dell’Ermetismo è condurre l’iniziato verso la sua realizzazione spirituale.
Concludendo, ogni iniziato ha una sua evoluzione. Ciò dipende principalmente dalle caratteristiche del suo Uomo Storico. Si tratta di un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale, dell’ascesi ermetica.
- “Prima santo e poi Mago”
Nella nostra Tradizione sono custodite molte preghiere e invocazioni.
Vi sono numerose Cifre che hanno il potere, se tracciate con intenzione e volontà, di richiamare l’attenzione di Entità appartenenti alla Tradizione Ermetica.
Mi sovviene a riguardo una celebre frase del Kremmerz, che soleva ripetere: “Prima santo e poi Mago.” La realtà è proprio questa: chi aspira a essere un Mago, deve innanzitutto diventare un santo.
In particolare, prima di poter esercitare qualsiasi potere magico, occorre che l’iniziato sviluppi il misticismo dell’anima, aprendosi totalmente all’amore del cuore, cioè a un amore puro e senza forma. Sarà solo quando avrà concluso il suo itinerario iniziatico, che egli potrà stabilire dei rapporti con l’Invisibile, sempre per scopi positivi e mai per il Male.
È però vero che, per il Realizzato dell’Alchimia, non esiste alcuna differenza tra il Bene e il Male. Si tratta di due facce della stessa medaglia.
Mi sovvengono le timorose parole di Eliphas Levi nel suo capolavoro “Dogma dell’Alta Magia”: “Diabolus est Deus inversus”. Il Diavolo è il contrario di Dio!…
Ciò è profondamente vero! Un iniziato che abbia conseguito il “tutto nell’Uno”, non può essere considerato buono o cattivo. Egli è infatti bianco e nero, nel senso che contiene entrambe le polarità.
Tuttavia, possedendo un apparato cerebrale e una mente molto sensibile alle influenze esterne, è consigliabile che si mantenga sempre a distanza dal ciglio del burrone, operando unicamente il Bene, perché solo in tal modo egli potrà raggiungere l’equilibrio interiore necessario per proseguire il cammino.
Quest’ultimo aspetto non è da sottovalutare. Esistono anche iniziati dediti solo al Male. Nell’Ermetismo però si opera il Bene; e si lavora alacremente su se stessi per migliorarsi spiritualmente, non certo per abbandonarsi in balia delle Forze dell’Oscurità.
- Spiriti e Pratiche di Evocazione Magica
Per quanto riguarda le Forze Invisibili, esiste una Gerarchia di Spiriti che le diverse Tradizioni hanno cercato di catalogare, descrivendo minuziosamente i loro attributi e le relative tecniche di evocazione, per poi raccoglierle in testi riservati, alcuni dei quali molto antichi.
Si trovano in commercio molti Grimoire di Magia evocatoria, attribuiti spesso a personaggi leggendari come Salomone (Clavicula Salomonis), papa Onorio III (Liber Juratus Honorii), Cipriano (Grimorio di San Cipriano)) e tanti altri.
Ogni Tradizione, anche l’Ermetismo, possiede i suoi Protettori invisibili, ai quali ci si dovrebbe rivolgere in modo esclusivo, onde evitare dolorosi incidenti. Tuttavia un iniziato non dovrebbe sprecare il tempo in tentativi inutili e spesso pericolosi, ma pensare unicamente alla sua evoluzione.
- Lo Stato di Mag
Realizzare lo stato magico non è solo un modo di dire. Ogni vero iniziato, dopo lunghe pratiche di evoluzione, dovrebbe riuscire a raggiungere quello che nell’Ermetismo è definito col nome misterioso di “Stato di Mag”.
Lo Stato di Mag consiste nel suscitare in sé, volontariamente, una condizione di trance lucida, durante la quale si verifica un’esplosione di energia, un’intensa esaltazione emotiva e uno stato di amore senza forma, che pone l’iniziato in armonia con l’Universo e con Dio.
Nello Stato di Mag, se autentico, l’iniziato ha accesso a tutti i poteri magici e può modificare la realtà usando magistralmente la volontà e l’amore. Tuttavia, per raggiungere le vette dell’astrazione magica, occorre essere assolutamente puri (e casti). Lo hanno evidenziato, con le loro vite, anche numerosi santi della Chiesa, come San Francesco o San Pio da Pietrelcina.
Conclusioni
Sono giunto alla fine di questo lungo articolo. Il suo scopo è sintetizzare, nel modo più chiaro possibile, i processi fondamentali del percorso ermetico.
Volendo riassumere in poche parole quanto descritto: si parte dalla purificazione degli involucri corporei; si attraversa un periodo di assestamento e di iniziale integrazione tra le parti già purificate; e infine ci si prepara alla vera e propria trasformazione alchemica, se e quando arriverà.
La prima fase, quella della purificazione, è definita nell’Ermetismo col termine di Strada Isiaca. Cosa ci si deve attendere, seguendo tale percorso? Sicuramente non il conseguimento di grandi poteri spirituali.
Sarà invece più facile che si determini, nell’iniziato, un ulteriore sviluppo della consapevolezza e una condizione di maggiore stabilità e sensibilità (medianità superiore). A prima vista ciò potrebbe sembrare un limite della Strada Isiaca, ma parlare di limite sarebbe riduttivo.
Anzi, sarebbe augurabile che tutti coloro che amano definirsi “ermetisti” conseguissero i risultati che ho decritto. Perchè, è opportuno ribadirlo, per la maggior parte di loro quello sarà il punto di arrivo. Lo affermo con decisione, anche per non alimentare facili illusioni su obiettivi inverosimili e ipotetiche realizzazioni.
Concludo con un invito al realismo e alla verità. Potrà far male scendere dalla nuvoletta del sogno a occhi aperti e scontrarsi con la realtà.
Ma tale realtà sarà negativa solo per chi abbia perso la sua partita con la simile natura dell’orgoglio e dell’ambizione: ambizione di niente, e orgoglio destinato a essere ferito!
Il Super Ego deve sempre tacere, in chi desidera affacciarsi a una qualsiasi strada spirituale. L’ho già detto e ripetuto: il tempo dell’anima è lungo e si misura a cubiti do tempo terrestre.
Pensa allora, amato lettore, che forse un’intera vita non basterà a realizzare il tuo sogno. E più ti sembrerà di avvicinarti a quella che credi sia la terra promessa, più i turbini dell’orgoglio e della sofferenza ti trascineranno indietro.
Perché in realtà, come avrai intuito, non esiste alcuna Meta da raggiungere, nessun obiettivo da realizzare: per il semplice fatto che Tutto è già in te.