Presentazione di Mario Krejis
Il presente contributo si inserisce nel solco della tradizione ermetica come riflessione sul rapporto originario tra l’essere umano e il cosmo, letto attraverso le categorie simboliche di Oikos, Psiche e Logos. L’autrice propone un percorso che intreccia saperi antichi e discipline olistiche contemporanee, restituendo centralità alla legge dell’analogia e alla Vis Medicatrix Naturae quali principi ordinatori della vita e della guarigione.
Muovendo dall’osservazione della Natura come testo vivente, l’articolo attraversa riferimenti alla medicina egizia, alla tradizione spagirica e alla medicina energetica orientale, offrendo una lettura unitaria dei processi di disarmonia e riequilibrio dell’essere umano. Ne emerge una visione in cui il Logos non è mero concetto astratto, ma intelligenza immanente che si manifesta nel ritmo, nella luce e nelle corrispondenze sottili tra microcosmo e macrocosmo.
La Redazione ritiene che questo scritto contribuisca in modo significativo al dialogo tra antiche dottrine sapienziali e le attuali ricerche in ambito ermetico, ponendosi come invito a una rinnovata contemplazione del sapere tradizionale quale via di conoscenza e trasformazione interiore.
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Dall’Oikos al Logos tramite Psiche
di Caterina Mucci

“Siamo noi stessi i principali responsabili della nostra salute e della nostra felicità. Solo riallineando la nostra vita quotidiana ai nostri naturali bisogni e vivendo in maniera consapevole e in armonia con il nostro orologio interno, potremo recuperare il bioritmo naturale, uno dei principali presupposti per un’esistenza all’insegna del benessere, della salute e soprattutto della felicità”
-LI WU, L’orologio degli Organi
Con il termine Oikos, nell’antica Grecia, si indicava la casa, la famiglia e, in senso più ampio, la Terra stessa, considerata come Natura e luogo da abitare, proteggere e conoscere.
Attraverso l’Oikos l’uomo moderno, secondo le più recenti correnti psicologiche e naturopatiche – in particolare l’Eco-Psicologia – ha la possibilità non solo di vivere in maniera più conforme ai ritmi naturali, ma anche di accedere a una dimensione spirituale e divina che gli appartiene intrinsecamente. Tale accesso avviene attraverso l’anima (Psiche), che si manifesta nei profondi sentimenti ed emozioni generati dal rapporto autentico con il mondo naturale.
Connessione Uomo – Natura
Fin dalle origini, l’essere umano ha osservato e interiorizzato le leggi della Natura, riproducendole nella propria vita quotidiana. Attraverso l’osservazione del cielo e della terra, del clima, del suolo, delle piante e degli animali, egli ha costruito il proprio universo simbolico e materiale, spesso pagando con la vita il prezzo dell’inesperienza e dell’ignoranza.
Con il passare dei secoli, tuttavia, il progresso e l’evoluzione della specie hanno condotto l’uomo a percepirsi come sovrano del pianeta. In un crescente delirio di onnipotenza, egli ha progressivamente oltrepassato le leggi naturali, sostituendole con regole artificiali e autoimposte, fino a sentirsi dominatore assoluto di tutto ciò che rientra nel suo campo visivo.
Eppure, siamo figli della Terra. Il pianeta, in quanto Essere vivente e senziente, possiede un proprio respiro, un battito, un ritmo. Ogni forma di vita si armonizza naturalmente a questo movimento originario, seguendo la propria natura intrinseca. L’alternarsi della luce e dell’oscurità, del caldo e del freddo, delle stagioni e dei mutamenti climatici influisce profondamente sul nostro corpo, sulla mente e sull’anima.
Un tempo l’uomo, nella sua essenza di animale pensante, viveva in sintonia con questi cicli, adattandosi spontaneamente ai ritmi della Terra. L’era moderna, con le sue scoperte tecnologiche, ha invece alterato il decorso naturale degli eventi sia interiori sia esteriori. La nostra parte più antica e profonda fatica ad adeguarsi alle esigenze del mondo contemporaneo e ne soffre, manifestando disagi e disarmonie che raramente riconduciamo alla loro reale origine.
E tuttavia, attraverso l’ascolto delle intuizioni e di una sensibilità affinata nei confronti della Natura, numerosi studiosi ed esploratori del passato hanno formulato osservazioni sistematiche che la scienza moderna ha successivamente confermato. Esiste in ciascuno di noi una parte capace di leggere il “libro della Natura”, riconoscendo in esso un dono e uno strumento di guarigione.
L’osservazione delle piante secondo la loro segnatura, il colore e l’essenza induce a stabilire associazioni che si rivelano spesso decisive nella scelta del rimedio più adatto a una determinata disarmonia. Un esempio emblematico è rappresentato dall’opera di Edward Bach, che attraverso un’intensa immedesimazione con i fiori ne coglieva le qualità sottili, sperimentandone interiormente gli aspetti disarmonici fino all’assunzione della loro vibrazione riequilibrante.
Analogamente, molti guaritori popolari, nel passato come in tempi recenti, sembrano attingere a una conoscenza intuitiva profonda, capace di orientare con precisione la scelta dei rimedi e delle loro combinazioni, in accordo con le leggi della Natura.
Segnatura e “Vis Medicatrix Naturae”
La sottile connessione che lega piante, fiori, pietre, alimenti naturali, frutti e oligoelementi ai processi di riequilibrio dell’essere umano affonda le sue radici nel concetto di Vis Medicatrix Naturae, noto fin dall’antichità.
Plutarco, Paracelso, Plinio e i grandi naturopati dell’epoca moderna hanno elaborato discipline e teorie fondate su un principio comune: come in alto, così in basso. Nella somiglianza e nell’analogia tra gli elementi naturali – uomo incluso – risiede il segreto dell’autoguarigione e della forza vitale.
La forma di un fiore, di una foglia o di un frutto corrisponde per analogia a un organo o a una funzione dell’organismo umano, e il suo estratto agisce spesso come sostegno e riequilibrio, inglobando non solo la materia, ma anche lo spirito e l’essenza capaci di innescare un cambiamento cellulare, atomico e vibrazionale.
Il ritmo delle frequenze della luce e le “Case della Vita”
La luce e i colori, attraverso il loro potere vibratorio, agiscono come onde benefiche di frequenza armonica capaci di penetrare fino ai livelli più sottili dell’atomo, e ne portano il messaggio, l’informazione, che si centuplica in esso accordando i vari settori frequenziali secondo il ritmo del riequilibrio e della guarigione.
Gli antichi Egizi ne erano profondamente consapevoli: nelle Case della Vita, settori dei templi dedicati alla guarigione del corpo e dell’anima, ogni ambiente era caratterizzato da un colore specifico. Il colore del luogo induceva nel corpo fluidico e fisico del paziente particolari reazioni fisiologiche.
I pazienti vi soggiornavano per periodi stabiliti secondo calcoli simbolici e rituali, affinché la luce filtrata attraverso aperture appositamente progettate generasse particolari sfumature cromatiche terapeutiche, conformi al particolare agente patogeno o “Spirito del male” da eliminare.
Per gli antichi Sacerdoti-Medici Egizi, infatti, le malattie avevano sempre una connotazione sottile, e i virus e i batteri erano visti come attacchi occulti di Forze avverse, che trovavano una breccia nei settori di debolezza dell’organismo fisico ed eterico.
La disarmonia si insediava inizialmente nel Corpo Lunare e nel suo aspetto vibrazionale, intaccando la circolazione della forza vitale, per poi penetrare nel tessuto fisico dopo aver indebolito lo Spirito Protettivo dell’organo.
Una concezione analoga è presente nella Medicina Tradizionale Cinese, secondo cui ogni patologia deriva da un indebolimento dello Shen, lo Spirito legato a una specifica funzione organica.
Le antiche tradizioni terapeutiche convergono così nelle moderne visioni della medicina olistica, che riconosce l’interconnessione profonda tra anima, corpo e mente.
Il Quinto elemento e la sinergia armonica della guarigione
L’uso di rimedi naturali, e la loro combinazione in una sinergia armonica, amplifica l’azione dei singoli rimedi, in una spirale dinamica che conduce alla creazione del quinto elemento, ovvero la trasformazione o guarigione.
Spagyria e il ritmo circadiano : estate e autunno
Molte discipline olistiche fondano sul ritmo circadiano la comprensione delle sintomatologie e il potenziamento dei rimedi e trattamenti.
La Spagyria, attraverso il computo delle ore planetarie, e la Medicina Tradizionale Cinese, con l’alternanza dei meridiani, offrono un sistema di corrispondenze che conferma le antiche leggi dell’analogia e della risonanza.
Secondo la Spagyria, ogni organo è sotto l’influenza di un Pianeta dominante, così come le piante presentano una segnatura astrologica. Il cuore, sede dello Spirito igneo, è correlato al Sole, imperatore degli organi, fonte di ritmo, impulso ed energia vitale.
L’estate, periodo di massima espansione energetica (segno del Leone), può rappresentare un momento di particolare vulnerabilità per il cuore. La fitoterapia interviene con piante di segnatura solare come Biancospino e Ulivo, utili a compensare gli eccessi di stress psico-fisico.
L’autunno, con la sua atmosfera di reintegrazione, apre all’introspezione e alla riconnessione con le forze della Terra. È il tempo del Metallo nella Medicina Tradizionale Cinese, principio di trasformazione, collegato all’Etere nell’Ayurveda e al Mercurio nella Spagyria, agente della grande trasformazione alchemica.
La Natura come Maestra Silenziosa
In questa prospettiva, il percorso dall’Oikos al Logos attraverso la Psiche si inscrive nella visione ermetica della Tradizione, nella quale la Natura è Testo vivente e Maestra silenziosa.
Come insegna il pensiero di Krejis, la conoscenza autentica è operativa, capace di ristabilire l’armonia tra l’uomo e le leggi universali. La guarigione è il risultato del riallineamento al Logos immanente, che governa il visibile e l’invisibile. Ritrovare l’Oikos significa rientrare nella Legge; attraversare la Psiche equivale a purificare lo strumento della percezione; accedere al Logos è riconoscere un ordine superiore che si manifesta per analogia, risonanza e corrispondenza.
Caterina Mucci