Ho recentemente navigato in un Sito che non conoscevo e che tratta di Ermetismo Kremmerziano. In esso sono contenute, in ottima veste grafica, numerose opere del Maestro Napoletano, una ricca collezione fotografica e alcuni riti magici appartenenti alla Miriam o all’Ordine Osirideo, un tempo ritenuti segreti, tra cui la cifra di chiamata dell’Intelligenza Mercuriale del Maestro scomparso.

Per cui chiunque volesse intrattenersi in una simpatica chiacchierata telepatica con l’anima di Ciro Formisano, dovrebbe solo trascrivere senza troppe sbavature l’ideogramma in rosso e sarebbe presto accontentato…

giuliano_kremmerz

Dal piccolo del mio piccolo condivido quest’iniziativa, come altre simili. Un grande uomo sopravvive attraverso le sue opere, esattamente come Giuliano Kremmerz vive attraverso i suoi scritti. Conoscerli e studiarli è un dovere e un’esigenza per tutti coloro che – aspiranti ermetisti- cercano da qualche parte la Verità e la Luce.

Un interesse storico, dunque, e che tale dovrebbe rimanere. Esattamente come quando si leggono i classici di Platone o gli aforismi di Pitagora; o si studiano le biografie di grandi uomini o di santi della Chiesa: un motivo d’ispirazione, un esempio da seguire, un sistema di pensiero a cui collegarsi, nella speranza di comprendere concetti che altrimenti –forse- non si sarebbero neppure mai intuiti.

Sappiamo tutti però che leggere non basta. Si può vibrare di emozione nella lettura di un Inno al Sole ma poi, passato il momento magico, si ricade col deretano per terra e tutto torna esattamente come prima, tranne l’illusione di aver fatto qualche improbabile passo avanti.

Sangue e lacrime per lungo tempo, questo è purtroppo il destino che attende chi vuol tentare la strada ermetica e, sinceramente, tranne casi eccezionali, non vedo molte ragioni perché un uomo del 21° secolo, così concreto e immerso nel mondo tecnologico, debba impegnarsi in un percorso così arcaico, pericoloso, impegnativo e dalle mille incognite.

Un percorso dove ci si deve per forza fidare di qualcuno, che sa e dice di sapere, o che possiede i bolli, le credenziali, le pergamene e i riti segreti che dovrebbero servire a mettere in contatto il discepolo con Domine Iddio e a trasformare i polli in capponcelli alchemici.

E che talvolta sono solo dei potenti corroboranti per l’Ego. A meno che, ripeto, non esistano ragioni particolari o anime antiche che ritornano per fatalità.

E’ vero, mi si dirà, vi sono casi in cui è sufficiente leggere gli scritti di un grande Maestro, perché la vocina interiore si risvegli e l’Uomo Storico faccia il suo ingresso trionfale nella vita dell’uomo che si ritiene iniziato.
Ma, come ho detto, sono eccezioni che confermano la regola.

Nel mondo dello Spirito non si entra, se non si possiede il passaporto dell’eternità. E questo si deve richiedere alla Questura del Nume, dove mille poliziotti vigilano affinchè i clandestini non varchino, fino a quando il loro tempo non sia giunto, le porte d’argento del Tempio. Nel Mondo dell’Ermetismo non si sceglie, si è scelti.

Non vi sono Maestri che tengano. Se potessi cancellerei questa parola dal vocabolario dell’Esoterismo. L’imbecille può essere un ottimo maestro per il cretino, come un genitore affettuoso può essere il miglior maestro per un figlio obbediente, o un ladro il miglior insegnante per un aspirante scassinatore…

Ognuno trova nella vita la persona più giusta per lui, che lo chiami o meno maestro. Poi col tempo si cambia e si cercano (e si trovano) altri maestri più adatti al momento storico… E’ la Legge di Risonanza, che fa vibrare i simili coi simili, nel bene e nel male.

Nel campo spirituale non dovrebbero esserci maestri, ma solo compagni di strada. Persone più esperte e, se vogliamo più mature psichicamente, con cui iniziare un certo percorso. E che ti aiutano, ti consigliano o ti rimproverano se sbagli. Se vogliono, perché nessuno li obbliga a farlo. La missione è un’esigenza umana e si sa, stiamo parlando di maestrucoli elementari, non di giganti come Cristo, Budda o Maometto.

Dopo di che è il Maestro Interiore dell’iniziato che deve assumere il controllo dell’intero processo evolutivo, con l’aiuto costante e indispensabile delle Intelligenze della Tradizione. Sempre che ci sia un Maestro Interiore, il che non è affatto detto.

Lo diceva il Kremmerz, raccomandando al novizio di non credere a nulla e a nessuno: solo al proprio Genietto furbacchione, che si nasconde tra le volute fumose della mente umana, pronto a essere richiamato in vita dalla fede e dall’amore.

Allora ben vengano le iniziative come queste, se mettono in grado chi deve risvegliarsi – per legge di evoluzione- di comprendere meglio ciò che gli accade; e di capire che la vocina insistente, che pulsa nella sua testa, non è la parte schizofrenica di una personalità malata, ma la voce dell’Ermete che finalmente si risveglia.

Andate avanti, sempre con gli occhi rivolti al cielo e piedi ben piantati in terra. Abbiate fede in Dio e nella vostra anima, che vi aiuti e vi sostenga sempre. E siate forti come leoni e furbi come serpenti: sono gli Ermetisti che piacciono a Mario Krejis