PARTE PRIMA

L’Ermetismo non è solo un’antica filosofia, talvolta inverosimile e intrisa di superstizione, nè una religione. E’ un sistema di evoluzione psicologica che si propone di consentire all’uomo sociale, oppresso dall’educazione e dal senso comune, di manifestare in pieno le sue caratteristiche interiori, esprimendole in una coscienza rinnovata e permeata dalla serenità e dalla pace.

Riesce difficile ammettere che, a dispetto delle tante conquiste della scienza moderna, i nostri antenati possedessero preziose conoscenze sulla realtà interiore dell’essere umano, che andarono perse nel lungo e inarrestabile processo di civilizzazione, al caro prezzo di un progressivo distacco dagli aspetti più empatici e intuitivi dell’intelligenza.

I segreti dell’anima sono racchiusi nell’inconscio, protetti da meccanismi di auto-tutela che impediscono pericolose interferenze con la vita sociale. Forze archetipe, rese torbide dalle influenze dell’istinto, che renderebbero arduo il cammino dell’uomo sociale, pur rendendolo partecipe di Dimensioni Spirituali che sono oltre la materia e il mondo delle sensazioni.

Molte di tali verità furono occultate nelle pieghe del Mito e nei misteriosi ideogrammi della Magia; o furono espresse nel linguaggio indecifrabile degli antichi Alchimisti e traslati nelle liturgie e nei dogmi delle religioni confessionali, di cui per secoli si è persa l’autentica chiave di lettura e il significato.

Per diverse ragioni, alcune delle quali comprensibili, la dottrina segreta fu volutamente nascosta alle masse, destinate a essere sottomesse al potere regale o all’aristocrazia sacerdotale. Nessun potere è più efficace della conoscenza, specie se alimentata dall’ambizione e dall’orgoglio.

Il segreto dell’angelizzazione dell’uomo, se impropriamente svelato, avrebbe sortito effetti devastanti sull’ordine costituito, provocando la più temibile forma di anarchia, preambolo di una nuova e catastrofica “Caduta”.

Si preferì allora alimentare l’immaginazione collettiva con idee soprannaturali, così da favorire l’evoluzione psicologica verso un tipo umano docile e sottomesso alla volontà divina, contenendo le forze eversive dell’inconscio in un fittizio equilibrio, intessuto di misticismo e di paura.

Sulle tracce dell’insegnamento dei grandi Profeti e degli Illuminati, che conobbero la Verità per rivelazione, la mente umana ebbe modo di dispiegarsi nelle sue infinite possibilità, esercitando la fantasia in un insieme contorto di credenze e di accezioni, che condussero agli eccessi intercettabili nel fondamentalismo religioso e nella Magia iniziatica.

Nel corso dei secoli le Religioni seguirono pedissequamente l’evoluzione della società civile, adattandosi alle sue multiformi e complesse trasformazioni e trincerandosi dietro l’immutabilità del Dogma, verità indimostrabile e accettabile solo per fede. Tuttavia il Dogma, pur nella sua assoluta irrazionalità, rappresenta il ponte che può unire l’uomo alla sua realtà trans-personale, cioè alla dimensione paradossale che rappresenta l’autentico oggetto della ricerca spirituale, e la radice della vera conoscenza.

L’uomo moderno riassume nel suo corpo l’intera filogenesi, dai suoi lontani progenitori a oggi. Allo stesso modo la mente esprime le innumerevoli mutazioni e gli adattamenti psichici che hanno contrassegnato nei secoli il processo evolutivo, modificando la struttura del pensiero secondo schemi codificati dalla lotta per sopravvivere e dalle suggestioni collettive, giunte sino a noi seguendo le dinamiche inconsce della razza.

Tutte le nostre credenze sono il frutto di ciò che pensarono e sentirono i nostri avi, dei loro sentimenti, delle loro suggestioni, della loro paura, trasmessi secondo le leggi di un’ereditarietà indecifrabile, nel tentativo di trovare il giusto equilibrio tra le forze dell’inconscio e le necessità dell’esistenza, spesso consumata nella sofferenza e nel disagio.

Nessun uomo può dirsi veramente libero. Nessuna delle sue reazioni alle provocazioni della vita gli appartiene totalmente. Nella sua individualità somato-psichica, la mente rivive inconsciamente il passato e decifra il presente, elaborando nuove strategie che ripropongono antichi cliché, che l’esperienza modifica giorno per giorno attraverso l’inquietudine e la sofferenza.

Nel loro insieme essi rappresentano il Destino, la corrente inarrestabile che trascina l’uomo senza una meta precisa, ma con una direzione definita, dall’interno all’esterno di sé stesso. Le forze contenute nell’inconscio devono oggettivarsi nell’esperienza, lo Spirito deve trasformarsi in carne, i sogni rinchiusi nell’intimità del sacrario interiore devono materializzarsi, non importa come e a qual prezzo.

Il fine non è il progresso, ma l’esperienza; non è l’ordine sancito dalla ragione, dal bisogno o dall’affettività, ma il Caos interiore, generatore di nuovi equilibri, di altri destini e diverse opportunità. Così l’uomo procede lentamente verso l’Ignoto, trasformandosi nel seme di se stesso, che germinerà nei suoi discendenti come le mutazioni genetiche, selezionate dalla Natura, sono fissate indelebilmente nel patrimonio della razza.

Una generazione dopo l’altra le società umane si trasformano, nella frenetica ricerca della stabilità e del benessere, ingegnandosi nel trovare le risposte ai loro bisogni, veri o immaginari; o esaltandosi nelle conquiste della scienza e della tecnologia e lacerandosi in sanguinosi conflitti tra generazioni o tra popoli.

Il progresso è un’illusione, è l’oppio con cui l’individuo addormenta la sua sensibilità, illudendosi di sacrificarsi per amore o di lottare per il trionfo della verità e della giustizia, rinfrancandosi nei giardini della solidarietà e della pace. Tuttavia le profonde dieresi che lacerano la sua individualità restano intatte, a dispetto di ogni apparente trasformazione;

Le complesse interazioni tra istinto ed etica, tra ereditarietà ed esperienza, imprigionano la mente in una spirale anarchica e destabilizzante, che la rende succube della sensualità e del superfluo. L’uomo crede di essere libero, ma non lo è. Come il Pazzo dei tarocchi, egli vaga per gli impervi sentieri della vita, inseguito dalla necessità, nascondendo dietro il suo aspetto triste e bizzarro il tormento di un’anima inquieta e senza pace.

Il dolore spinge l’uomo verso la Spiritualità, il paradiso immaginario in cui ogni contrasto tende ad attenuarsi, nella speranza di un’eterna sopravvivenza e di un’effimera consolazione. La pace tra le parti è conclusa. Il volto del mistico si rischiara nella pace e nell’amore fraterno, ma il Diavolo è sempre in agguato dietro le sue misere certezze.

Così giungono le tentazioni e i cedimenti. L’uomo torna indietro. Il suo sogno si trasforma in un incubo. Un prete ignorante assolve i suoi peccati e la sua coscienza si rasserena. Dio perdona sempre. Ancora una volta il Diavolo è sconfitto. Perchè, alla fine, il Diavolo perde sempre.

La realtà è ben diversa. L’uomo non è solo ciò che mangia e ciò che pensa. Vi sono aspetti del pensiero sconosciuti alla scienza psicologica, perchè oltre ogni possibilità di dimostrazione oggettiva. Aspetti su cui si può argomentare, ma solo nell’elucubrazione filosofica, senza alcuna possibilità di penetrazione intelligente.

Per capire il comportamento di un cane, occorre sentire come un cane. Lo gridava il Kremmerz! Analogamente per interpretare l’uomo, nella sua complessità, è necessario modificare profondamente il proprio ambiente psichico. Solo così si comprenderanno le ragioni profonde del suo comportamento e osserverà la vita dall’alto di una nuova consapevolezza: quella dell’Uomo Integrale, in cui la mente si fa complice del corpo nell’individuazione dei pensieri generatori di serenità e di gioia: la consapevolezza del saggio, che vola come un’aquila per afferrare le meraviglie della vita e farne strumento di evoluzione, in armonia con le Forze Naturali e con la Legge Divina.

 

Mario Krejis

 

FINE DELLA PRIMA PARTE