L’Universo è la materializzazione del Pensiero Divino. Ogni cosa deriva dall’Uno. Com’è in alto così è in basso, afferma l’Ermetismo. Com’è per il Pensiero Divino così è per l’uomo, che può deliberatamente creare forme pensiero che, se sostenute da una ferma volontà, finiscono fatalmente per concretarsi. Almeno in teoria. In pratica le cose sono più complicate, richiedendosi quell’unità dell’essere cui si faceva riferimento.

L’Ermetismo non attribuisce molta importanza ai poteri mentali e alla Magia Naturale. Il Kremmerz parlava di facchinaggio della Magia, riferendosi a tutte le pratiche e i poteri, frutto di un lungo allenamento psichico, che fanno godere i tanti ricercatori del facile effetto. Si tratta di aspetti marginali, che possono distrarre l’Iniziato dalla sua vera missione. Perciò occorre valutarli con prudenza. L’unica vera Magia è la Magia dell’Anima e la sua integrazione nel corpo dell’Iniziato.

Tornando agli Spiriti, il sensibile s’imbatte talvolta in Esseri che possono avere forma umana. Sono Ominidi astrali, proiezioni olografiche di Spiriti di defunti, che hanno lasciato la loro impronta nel Plasma eterico che circonda la Terra. Privi del coefficiente spirituale più alto, vagano senza meta nel vuoto, attratti istintivamente dalle fonti di energia, da cui attingono passivamente la forza per sopravvivere. Sono involucri fluidici, protoplasmi in via di dissoluzione, che non hanno ancora perso del tutto i connotati inconsci di esseri umani.

Anche anime abortive, cioè prodotti accidentali della copula umana, possono dare origine a tal tipo di Entità, sventurate parodie dell’uomo astrale, attratte talvolta nelle sedute medianiche, dove possono dare origine a manifestazioni fisiche o a incoerenti trasmissioni di pensiero.

Specie quando le circostanze della morte sono tragiche o violente, questi strani esseri tendono ad infestare gli stessi luoghi dove hanno vissuto, per una sorta d’attrazione inconscia, trasformandosi nei cosiddetti fantasmi, di cui si occupa la ricerca metapsichica.

Negli ultimi tempi si sono moltiplicate le inchieste, anche televisive, che tendono a dimostrare l’esistenza dei fantasmi. Intere troupe giornalistiche, guidate da sensitivi di fama, visitano antichi castelli che la tradizione popolare associa ad apparizioni e a fenomeni paranormali, forniti di macchine fotografiche e apparecchiature ultramoderne, in grado di evidenziare anche minimi cambiamenti nell’atmosfera elettromagnetica e nella temperatura ambientale.

L’arrivo del fantasma è testimoniato da un brusco abbassamento della temperatura, da un aumento del magnetismo e dalla comparsa d’immagini fugaci, lattescenti e di forma vagamente umana, che terrorizzano i volontari esploratori dell’incubo. Queste sperimentazioni in realtà non dimostrano nulla, tranne l’esistenza di movimenti energetici, che per l’Ermetismo rappresentano una realtà scontata e di scarsa importanza pratica.

Le Larve sono un altro tipo di Entità che popolano l’Invisibile e che sono prodotte dalla mente umana. Ogni uomo, quando prova una forte emozione, può generare una Larva, che è quindi un desiderio insoddisfatto che si addensa intorno a un pensiero ricorrente. Se il pensiero e l’emozione sono particolarmente intensi, si forma cioè un’Entità parassita, che resta adesa all’aura magnetica del suo creatore, attingendo da quest’ultimo l’energia che le serve per sopravvivere.

Ogni volta che una Larva entra in azione, richiama automaticamente il pensiero e l’emozione che l’hanno generata, aumentando l’intensità del desiderio frustrato sino al parossismo. Ciò può accadere, per esempio, nell’evocazione frequente di immagini sessuali o in caso di complessi d’inferiorità, che si associano a sensazioni di aggressività e d’isolamento. Il potere della Larva può divenire tanto grande da spingere la persona ad atti estremi, come il suicidio o i crimini antisociali.

Anche l’alcol e soprattutto la droga, nelle sue numerose varianti, sono un mezzo potente di germinazione larvale. I consumatori abituali di droghe pesanti, come la cocaina, l’eroina o il crack sono infestati da Larve, che rappresentano il loro pensiero frustrato e passivo. Svuotati di ogni volontà, i tossicodipendenti cadono in balia dei loro istinti più bassi, che li sviliscono come uomini e come anime. Il furto, la ricerca spasmodica della dose, i confitti familiari, i sensi di colpa, la violenza, con le turbolenze emotive che li accompagnano, sono il pesante tributo che questi infelici pagano ai mostri invisibili che hanno involontariamente creato. Solo soddisfacendo la Larva del desiderio e perdendo ogni dignità possono trovare un transitorio lenimento al loro dolore, che nessuno psicologo riuscirà mai a eliminare del tutto.

Invito il lettore a riflettere su questi aspetti di grande attualità. Il problema della droga affligge ancora le nostre comunità, dilagando tra i giovani. Le debolezze spirituali e un’educazione troppo permissiva e povera d’ideali sono spesso le cause che spingono alla tossicodipendenza.

Secondo quanto detto, non sorprende che ottimi risultati, dal punto di vista del recupero sociale, siano ottenuti da alcune Comunità dove s’insegna l’autodisciplina e il rispetto per la persona umana, nelle quali la debole volontà del drogato è sostenuta da un potente Spirito di Gruppo.

Negli Stati Uniti, come in Europa, esistono strutture funzionali molto attive nel recupero dei tossicodipendenti, come Alcoholic Anonymous, Cocaine Anonymous e altre. In tali Circoli, frequentati da gruppi eterogenei di volontari, s’insegna a parlare liberamente delle proprie esperienze di droga e a credere nell’intervento di un “Potere Superiore” al quale è dedicato ogni sacrificio (e ogni successo) ottenuto nella faticosa via della riabilitazione.

I risultati sono incoraggianti. Coloro che smettono, dopo un congruo periodo di astensione dall’alcol o dalla droga, sono festeggiati divenendo tutors dei nuovi giunti. Sfortunatamente in Italia, a parte alcune grandi città, tali esperienze sono piuttosto limitate.

Il Potere Superiore al quale devono arrendersi i partecipanti agli incontri collettivi, non è diverso dal Dio della Religione; i precetti morali cui sono invitati ad abbandonarsi, rappresentano un modo egregio per allontanare il terribile senso di colpa che li affligge; il vincolo fraterno e disinteressato che li unisce, li aiuta a superare il loro senso di solitudine e di emarginazione.

Il tutor è l’amico sincero che comprende i bisogni dei suoi protetti senza giudicarli, insegnando loro la disciplina e l’immensa pazienza che serve per vincere il tarlo della dipendenza. Se si ricade, ci si risolleva e si riprende il cammino. Ogni persona che ritorna nel vizio confessa la sua debolezza di fronte ai compagni, che gli si stringono intorno, trasmettendogli la loro forza e la loro volontà positiva.

Nell’alienazione delle grandi società metropolitane, i gruppi di auto-sostegno sono importanti centri di aggregamento per molti infelici che hanno perso ogni rispetto per sé stessi, vivendo ai margini della società consumistica.

Anni fa ho avuto la possibilità di partecipare personalmente a una di queste riunioni. Mi trovavo a New York, in visita a un conoscente che frequentava un gruppo di Cocaine Anonymous. Fu un’esperienza particolare. Non senza qualche perplessità entrai in un ambiente spazioso, nel sottoscala di un palazzo fatiscente: un intenso tanfo di caffè, cicche sparse dappertutto, un’atmosfera di fumo irrespirabile, un arredamento vetusto e ridotto all’osso.

Una trentina di sedie erano disposte ordinatamente intorno a un tavolo. C’era gente di tutti i tipi: dall’afro-americano dall’aspetto truce al malato di AIDS, magro sino all’osso; dall’uomo d’affari ben vestito, all’ubriacone alla ricerca di un rifugio dove stare al caldo. Nessuno sembrava far caso a me, che me ne stavo in disparte un po’ intimorito.

Dopo qualche minuto una giovane donna iniziò a parlare in uno slang quasi incomprensibile. Si trattava di una cocainomane che aveva passato lunghi mesi in carcere. Era satura di rabbia contro la società e i genitori, che l’avevano abbandonata lasciandola al suo destino. La donna voleva smettere di drogarsi e sperava che il gruppo l’avrebbe aiutata.

Quando finì di parlare, i presenti si alzarono applaudendo, abbracciandola e congratulandosi con lei. Poi, uno per volta, ciascuno fu invitato a parlare. Quando giunse il mio turno, nel mio inglese rudimentale spiegai che ero un medico italiano e che credevo, a mio modo, nel Potere Superiore, apprezzando il loro lavoro. Le mie parole furono accolte da uno scroscio di applausi e da fischi d’apprezzamento, mentre i miei vicini mi stringevano le mani ripetendo: Welcome, Welcome!

Devo ammettere che ero emozionato. Provai una sensazione di apertura e di simpatia, quasi il desiderio di abbracciarli, quei poveri diseredati che l’ingiustizia della vita aveva così ferocemente colpito.

Sentii la potenza del Gruppo. Individualmente erano persone deboli e violente. Si poteva percepire la loro disarmonia interiore dagli sguardi sfuggenti e aggressivi: la paura spinge all’attacco o alla fuga. Le loro aure erano porose e fatiscenti, grevi di pensieri squilibrati e di Larve di desiderio frustrato. Eppure, quando stavano insieme, erano come investiti da una forza rigenerante, ritrovando nella Comunità la loro dignità e il loro valore umano.

Dal punto di vista ermetico l’Ente collettivo, forte nei principi e negli effetti, agiva come un potente antisettico morale, neutralizzando le sordide creazioni della loro mente e ristabilendo una parvenza di transitorio equilibrio. Quando uscivano dal gruppo, in tutti si riaccendeva la speranza in un futuro migliore. Potevano affrontare la vita di sempre con la sicurezza di non essere più soli. Il Potere Superiore, che invocavano umilmente, non tradiva, non feriva e non distruggeva, ma aiutava e soprattutto perdonava. Incapaci di distruggere le loro Larve, questi infelici erano soccorsi e aiutati da una Forza più grande di loro.

Dovremmo prendere esempio da tali esperienze di solidarietà umana, riportandone lo spirito nella nostra vita quotidiana. Molti genitori vivono nel terrore che i loro figli cadano vittime di questo terribile morbo, che uccide e distrugge senza pietà, e cercano disperatamente una via d’uscita.

Se dovessi dare un consiglio su come prevenire il peggio, mi sentirei di affermare: educate i vostri figli ad aprirsi alla fede e alla speranza nel Trascendente! Educateli al vero e al bello, imprimendo nelle loro fragili menti i principi dell’amore e della tolleranza. Abituateli a dar valore alle cose che contano: ai sentimenti, alla temperanza, alla volontà, donando loro i mezzi per resistere alla Corrente Astrale, il temibile senso comune da cui verranno prima o poi travolti.

Mostrate loro come si vive una vita equilibrata, sforzandovi di considerarli esseri umani e non parti di voi stessi. I figli non sono una vostra proprietà. Sono anime libere, che vi furono affidate perché ve ne prendeste cura, accompagnandole sulla strada della vita e cercando di rendere il loro cammino meno aspro e doloroso.

Verrà un giorno in cui la fede in Dio, la buona educazione e i sani principi diventeranno l’ancora che li terrà al riparo dalle facili tentazioni, proteggendoli dai flutti turbolenti dell’influenza sociale. Nei momenti di crisi spirituale, nelle debolezze psicologiche, nei turbamenti dell’età evolutiva, la fede in Dio, l’amorevole sostegno dei genitori e la vernice protettiva dell’educazione, eviteranno che la psiche dei più giovani sia corrotta dal sale amaro della tentazione e della malizia.

Non vi sembri incoerente il mio discorso. L’Ermetismo è contrario a ogni influenza esterna e auspica la liberazione dalle influenze del misticismo e della famiglia. È però vero che l’anima ha bisogno di risvegliarsi in un ambiente sereno e moralmente irreprensibile. Quando il momento di debolezza sarà passato, quando l’interiorità si sarà sviluppata, vi sarà tempo per lavorare su sé stessi e allora l’esperienza di vita, o meglio il Destino, correggerà le tante imperfezioni che vanno corrette, riportando l’essere umano nel suo giusto tragitto di evoluzione.

Il primo dovere di un genitore è di garantire la salute psichica, oltre che fisica, delle sue creature, evitando che la loro energia diventi l’alimento ordinario di Larve e di Entità inferiori. Questo problema sussiste per tutti gli esseri umani, anche per quanti intraprendono una strada spirituale.

Distruggere una Larva non è mai un’impresa facile. Si richiede forza e neutralità da parte di chi ne è colpito, attraverso la giusta comprensione e un energico autocontrollo. Gli Iniziati sulla strada del Male sono capaci di proiettare Larve malefiche nella mente dei loro avversari, allo scopo di sottometterli o di danneggiarli gravemente.

Un chiaroveggente può facilmente scoprire le Larve, visualizzandole nel loro aspetto immaginario (insetti, volti o corpi mostruosi) che è quello del vizio o dell’emozione che simbolicamente rappresentano. Se però l’Iniziato ha il potere della volontà, può fulminare la Larva con un raggio istantaneo della sua energia, liberando l’infelice dalla sua ossessione.

Quando le Larve sono particolarmente energiche e si accrescono nell’aura del malcapitato, acquisiscono una sorta di capacità raziocinante, sia pure limitata al loro specifico carattere. Divengono così sub-personalità, capaci di elaborare pensieri elementari, spingendo la persona verso comportamenti che reiterano il loro potere.

Sono le “Simili Nature” della tradizione Kremmerziana, generatrici di nevrosi e di frustrazione in tanti inconsapevoli infelici, che cercano inutilmente di liberarsene attraverso l’uso di tecniche psicologiche o di terapie mediche. L’unico modo per aver ragione di questi Esseri, è privarli poco per volta della loro linfa vitale, evitando di aderire al desiderio che li nutre e facendoli addormentare (e poi morire) per inerzia energetica.

Ciò tuttavia non è semplice. Gli iniziati sono spesso vittime di Larve, specie quando elaborano idee di grandezza, per contrastare il timore di non essere all’altezza dei propri compiti.

Talvolta una Simile Natura può assumere la fisionomia di un’Entità Spirituale, che convince l’Iniziato di essere un Maestro o l’incarnazione di un famoso personaggio della storia. Nascono così le false identità, che ossessionano molti infelici e sfortunati visionari.

Altre Entità in cui può imbattersi l’Iniziato sono gli Eoni, così definiti nella Tradizione Ermetica. Eoni vuol dire “Coloro che sono” ossia degli Esseri senzienti, d’intelligenza superiore a quella umana, con poteri più grandi anche sul piano materiale. Si tratta di una Gerarchia di Spiriti che, per la maggior parte, non appartengono alla dimensione terrestre; altri invece, un tempo remoto, passarono attraverso l’incarnazione sino a divenire perfetti. Entità che sulla terra furono grandi Iniziati o Santi fanno parte degli Spiriti Eonici, che l’antica Tradizione Esoterica associa convenzionalmente ai Pianeti, alle Costellazioni o ai Cieli della Cabala Giudaica.

Dotati di libero arbitrio e purissimi nell’essenza, gli Eoni rappresentano le Entità superiori più vicine all’uomo. Come l’uomo, possono amare o detestare, punire o premiare. Sono attratti dall’umiltà e dalla fede; si allontanano dignitosamente se la persona si mostra ingrata, punendola severamente quando manca alla sua parola. A volte dotati di poteri grandissimi, realizzando vanno oltre ogni concezione umana.

Qualunque Iniziato o sensibile, durante il suo percorso di vita, è destinato a imbattersi negli Spiriti Eonici. In un certo senso essi sono intermediari tra l’uomo e Dio. Occorre credere nella loro esistenza e pregarli con fede.

Ogni Tradizione ha i suoi Enti protettori, che per antico patto d’amore si fanno carico di assistere l’Iniziato, ispirandolo e guidandolo come Maestri affettuosi.

La Magia Eonica rappresenta la più alta forma di Magia cui è ammesso il sacerdote isiaco. Gli antichi Maestri conoscevano gli Spiriti Eonici per esperienza diretta. Talora potevano osservarli sotto forma di nebulose d’energia dai colori cangianti, meno frequentemente in forma umana.

Altre volte, come nel caso di Cagliostro o del Kremmerz, si servivano di sensibili chiaroveggenti in condizione di estrema purezza, inducendoli a descrivere le immagini che si presentavano durante la visione e interpretando le ricche simbologie che costituiscono il modo geroglifico di comunicare delle Intelligenze Superiori.

Tali sensibili, se di sesso femminile, erano chiamate Pupille, perché rappresentavano gli occhi astrali dell’Iniziato, incapace di percepire l’Invisibile per visione diretta.  Secondo la tradizione le Pupille dovevano essere vergini e in età prepubere. Vestite di bianco e a piedi nudi erano fatte sedere dinanzi a una sfera di cristallo, a uno specchio o a una caraffa d’acqua, dietro cui era posta una candela accesa. Il Maestro si collocava alle spalle della Pupilla e imponeva le mani sul suo capo, magnetizzandola con la volontà.

 

Spirito Eonico

Mario Krejis: Spirito Eonico

 

Dopo qualche minuto iniziava la visione e le prime immagini prendevano corpo nella sfera di cristallo o sulla superficie dell’acqua. La veggente riferiva puntualmente al Maestro. Ovviamente era richiesta grande purezza da parte degli operatori, condizione difficile da ottenersi anche in quei tempi.

Nei giorni nostri certi pseudo-iniziati mimano la tradizione antica, operando con Pupille impure e ottenendo visioni di basso profilo e contatti con Entità inferiori. In tal modo si sporcano fluidicamente, cadendo spesso nella trappola della Magia inferiore e dello squilibrio.

Un tempo conoscevo il capo di un famoso Ordine Esoterico, il quale chiedeva oracoli a un’Entità femminile per mezzo di discepole attempate, che sfruttava anche sessualmente. Egli era convinto di gestire un grande potere e di scoprire qualunque mistero, anche nei casi più oscuri. A tempo perso, poi, razzolava nel pollaio di altri Iniziati, cercando di impadronirsi di rituali segreti per ottenere successo e denaro.

Un giorno entrò in possesso di un Carme antico, riservato agli adepti di un altro Ordine. Utilizzando il mezzo telematico si divertì a diffondere il testo senza alcun rispetto di riservatezza, ridicolizzando le Intelligenze contenute nel Rituale. Sentii parlare di lui l’ultima volta una decina di anni fa. Seppi che era stato stroncato da un infarto, ancora in giovane età.

Nella Tradizione Kremmerziana si consegnavano agli anziani meritevoli le Cifre di chiamata di alcuni Spiriti Eonici, così da consentirne l’invocazione. L’Iniziato credeva che col loro aiuto avrebbe ottenuto grandi risultati nel suo progresso spirituale, ma restava spesso deluso. La ragione era da cercarsi in una scarsa purificazione o nella rozzezza della sua sensibilità, che ostacolava ogni autentico contatto con l’aldilà.

Talvolta l’atteggiamento dell’Iniziato è viziato da un misticismo inconscio, che provoca diffidenza e ingiustificato timore. Occorre rendersi degni di tali rapporti extra-ordinari, che possono accelerare di molto il progresso interiore. Al contrario chi si accosta con superficialità e sufficienza alla strada mistica, incontrerà gli Eoni contrari, che non esiteranno a straziarne l’anima nel rispetto della Legge di Giustizia.

 

Sopra gli Spiriti Eonici esistono solo gli Dei, vicinissimi al Pensiero Divino, di cui sono gli infallibili esecutori. Purissimi e fortissimi, sono dotati di libero arbitrio e agiscono secondo la Legge di Giustizia. Disinteressati ai destini dell’uomo, raramente intervengono nelle sue vicende personali. Non sono umani e, se anche un tempo provarono l’esperienza della materia, sono privi di ogni carattere di emotività o di sentimento.

Il loro pensiero è celere e potente, la loro volontà è irresistibile, la loro saggezza è onnisciente, la loro essenza è l’amore. Essi sono Uno e sono molti. Sono gli Dei dai mille occhi, che vegliano sui grandi fenomeni della razza umana, che proteggono dagli sconvolgimenti naturali e dai reflussi del potere cosmico.

Essi esistono in una realtà multidimensionale, agiscono in più Universi, sono costellazioni della Mente Divina, generate dal Caos senza forme, in perenne rivoluzione intorno alla Volontà delle Volontà (Dio).

Sono gli Dei delle antiche tradizioni pagane, le Divinità zoomorfe della Religione Egizia, i vetusti e apollinei Dei dell’antica Roma e dell’Olimpo greco, le Forze straordinarie che ordinano il meraviglioso progetto della Natura. Sono Enti potenti, che abbracciano i confini d’interi popoli, fissando il destino delle razze nel divenire dei secoli.

Dilungarmi sull’argomento non servirebbe. Potrei aggiungere qualsiasi cosa, il risultato non cambierebbe. In fondo le mie sono parole, credibili solo per chi abbia avuto esperienza del mondo invisibile. Occorrerà dunque che il lettore sappia aspettare quel momento.

Vi è però un significato profondo in questo insegnamento, su cui si dovrebbe riflettere. Per l’Ermetismo ogni cosa è viva. I minerali, le piante, gli esseri viventi dall’ameba agli organismi più complessi sono meravigliose realtà pulsanti di vita, splendidi diamanti incastonati nel diadema di Dio. Qualunque sia la forma immaginifica che la tradizione assegna agli Spiriti Naturali, siano graziosi Elfi, laboriosi Gnomi o Meduse variopinte, tutto il Creato è pregno di forza generatrice.

Occorre dunque amare la Natura, rispettando ogni creatura; imparare a sentirsi parte del meraviglioso disegno divino, lasciando andare la propria identità sociale per assorbirsi nella contemplazione delle bellezze naturali; aprirsi al fluire della vita, attirandola e facendola circolare nel proprio sangue, mentre si scambia un pensiero d’amore con un albero o un piccolo animale che lotta per la sopravvivenza.

La più alta forma di meditazione è perdersi per qualche istante nell’immenso Oceano dell’Energia Planetaria, riconoscendosi come parti integranti del mosaico divino e abbandonandosi all’onda dell’emozione, che apre il cuore e rende meschino ogni futile pensiero di sé stessi, attenuando il dolore e la frustrazione dell’esistenza.

Il secondo insegnamento è che non siamo soli. Mille occhi ci seguono, mentre procediamo lungo il percorso della vita. Le nostre preghiere, se pronunciate con sincerità e amore, trovano sempre un pietoso ascoltatore che ci aiuta, ispirandoci buoni sentimenti ed esortandoci a reagire alle avversità perseguendo la strada del bene.

Sarebbe meraviglioso se ogni nostro desiderio potesse realizzarsi, se ogni preghiera che leviamo a Dio per i nostri cari o per noi stessi fosse esaudita. Ciò non è sempre possibile. A volte l’aiuto assume forme diverse dalle nostre attese. Chi ci giudica dall’alto, osserva l’uomo nella sua complessità e valuta ciò di cui ha veramente bisogno.

Pregate il Dio della vostra Religione, dedicatevi a Lui, sacrificatevi per Lui!… Chi riceverà la vostra accorata invocazione, dipenderà dalla vostra sincerità e dalla vostra purezza. Se sarete costanti e perseguirete il bene, vi sarà sempre una mano che vi afferrerà, per trarvi in salvo. Non siamo mai così soli come quando pensiamo di esserlo! Bisogna saper pregare e chiedere, ma soprattutto bisogna volere. Occorre aprirsi all’anima, esprimendo una sottile e persistente corrente di volontà, corroborata quotidianamente dalla preghiera e dalle buone letture.

L’Iniziato di Ermete (ma credo ogni uomo) deve imparare a comprendere la sua autentica volontà, dando credito all’intuito, facoltà che si acquista con la pratica. E a saper apprezzare con l’anima l’emozione che l’intuizione scatena in lui, scegliendo quella che genera serenità e pace; e libertà, un meraviglioso potente e ineffabile senso di libertà.

Vorrei che il lettore imparasse a realizzare solo ciò che sente profondamente vero e non quello che i genitori o la società si aspettano da lui. E vorrei che i suoi talenti naturali trovassero il modo giusto per esprimersi, così da valorizzarlo nella sua interezza di mente, anima e corpo. È un compito certamente difficile, ma non impossibile.

Sapere che non siamo soli, sperare di ottenere l’amicizia di un Dio; essere certi dell’esistenza di un mondo ultraterreno che un giorno ci ospiterà, è per tutti un aiuto e un sostegno, che conferisce una connotazione positiva alle vicende umane e ci spinge ad andare avanti.

In questo capitolo ho tratteggiato il profilo degli Abitatori dell’Invisibile. Molti altri ve ne sono, di cui non è il caso di parlare. Ciascuno scoprirà la verità con la sua personale esperienza. La preghiera, recitata col cuore, è il modo migliore per stabilire un rapporto con Coloro che ci osservano da un Mondo lontano, dove le nostre meschinerie e le vane parole non hanno senso.

Pregate con fede, infiammatevi nella preghiera e qualcuno certamente vi risponderà! E quando arriverà il vostro momento di soffrire, pensate che vi sono ragioni profonde all’origine di ogni accadimento, che si possono intuire ma non scoprire e conoscere con la ragione.

Molte sono le prove che attendono l’uomo e ne saggiano le doti di forza e di volontà. Se resterete fedeli a voi stessi, riscuoterete la vostra ricompensa in questa vita e saranno i doni dell’anima vostra, che mai vi tradirà.

Mario Krejis