I

Una delle nozioni meno semplici da comprendere, per chi si affaccia alla Strada Spirituale, è il concetto di Anima, misteriosa componente dell’essere umano che i Mistici pretendono di conoscere, senz’altra prova che l’esperienza dello Spiritismo o di altre forme di medianità passiva, intercalate con i precetti del buon cristiano.

Per affrontare il problema, occorre innanzitutto stabilire se l’anima esista veramente o si tratti al contrario di un’invenzione delle Religioni, per sottrarre l’uomo al terrore della morte.

Anima e morte: una combinazione nebulosa, satura di fumose intuizioni e di paure infantili, che il senso comune trasforma in presunte verità.

Svariate sono le interpretazioni dell’anima: uno Spirito immortale, un Secondo Corpo concesso all’uomo dall’Onnipotenza Divina; o più semplicemente l’inconscio, il retroterra psichico dove sono custoditi vaghi accentramenti di memorie, antiche e recenti, variamente accessibili alla coscienza.

L’Ermetismo concepisce l’anima come l’esperienza diretta del proprio mondo interiore, che si esprime poco per volta nella coscienza con intensi stati emotivi e sensazioni energiche e consapevoli.

Vivere la realtà dell’anima significa, dunque, per un Ermetista, saper cogliere i segreti segnali del proprio Uomo Storico (inteso come sinonimo di anima), aumentando la propria consapevolezza verso orizzonti oltre i quali s’intravedono misteri apparentemente inspiegabili, obbligati nell’incosciente dalla paura o dall’angoscia della morte.

Tutta la vita dell’uomo s’incentra sull’incerta definizione di anima. Disquisire sull’anima dona colore ai nostri sentimenti ed è un balsamo contro il dolore, che addolcisce e corrobora l’amore mistico.

L’anima assume tutte le forme che l’uomo le attribuisce, immerso com’è nell’instabilità di un’esistenza incomprensibile, mosso da una costante aspirazione: ridestare la sua anima, sogno di chiunque realizzi l’inutilità della propria vita.

Credere nell’esistenza dell’anima consente di alimentare l’illusione dell’immortalità.

Si tratta solo di fantasie? Se l’anima esiste, dove si trova: nel cervello? In un corpo menomato dalla paralisi? Nelle occhiaie di un non vedente? Oppure è sprofondata nelle caligini dell’inconscio, in attesa che qualcuno la tiri fuori, per donarla magari all’uomo meno incline a subirne il fascino?

Il problema può essere affrontato solo facendo sì che la saggezza antica sia d’aiuto nell’interpretazione moderna.

Io affermo che l’essenza dell’anima è la mente dell’uomo. La sua natura è l’idea che egli ha di sé stesso. La sua evoluzione è un albero che produce molte foglie e un solo frutto: l’uomo civile, che si dedica alla sua anima solo per dominarla.

Oh! l’appagante sensazione di possedere un’anima!… Il seguito non potrà che essere la fede in un’anima che risorge, intelligentissima e dotata di enormi poteri!… Un’anima inventata dall’unico inventore di anime, cioè dall’uomo.

Se dunque l’anima esiste, bisognerà provare che si tratti realmente di un’Entità senziente e non semplicemente dell’inconscio umano. Inoltre bisognerà trovare il modo di farla esprimere, come si fa coi tavolini girevoli dei medium e i piccoli misteri dello Spiritismo.

Insomma c’è un tipo di anima per ogni uomo, un Corso sui Misteri dell’Anima in ogni Convegno di Magia ed Esoterismo. Tutto si deve saper capire, interpretare!… Così l’anima intraprende il suo interminabile e inutile viaggio verso l’assurdo!

Io sostengo l’indivisibilità dell’uomo, il suo carattere belluino e antico, forgiato nella strenua lotta per la sopravvivenza e reso immortale nell’anima, cioè nella parte incosciente della sua mente.

Considerate il percorso evolutivo della razza umana, dall’ominide primitivo all’uomo odierno, e troverete la sua anima, fecondo prodotto dell’evoluzione, dall’animale al modello di un essere immortale, antico e moderno insieme, capace di proiezioni filogenetiche così intense da manifestarsi come forze arcaiche, in grado di destabilizzare l’uomo sociale.

Nei rivolgimenti sociali, nelle lotte antiche per la supremazia tribale, come in ogni agitazione moderna, sono vive e produttive le forze dell’evoluzione, che sospingono l’uomo all’isolamento, alterandone l’equilibrio con pulsioni improntate all’animalità.

L’uomo dell’antichità avvertiva il pericolo dell’amico felino e contrastava il tuono con i suoni arcaici del tamburo e delle cantilene magiche, producendo fragore e terrore nei propri simili. Eppure la sua anima si arricchiva di esperienza, accrescendosi verso il prodotto delle forze di evoluzione proiettate, nell’attimo della morte, nell’Invisibile, cioè nell’argenteo Cratere delle Verità autentiche, da cui i sogni umani sono sconvolti e trasformati in desideri innominabili o in destini inutili e infelici.

Nulla sopravvive alla morte, tranne l’anima, mostro tentacolare dell’antichità, quando il sentimento dell’anima, destinata ad amare, trasformò il fiero guerriero nel debole figlio dell’uomo Cristo.

L’anima è dunque il frutto di un’evoluzione incosciente, l’unico prodotto della vita sulla terra. L’uomo alimenta la sua interiorità con l’esperienza, aggiungendo o sottraendo alimento all’anima, il suo vero pabulum: l’amore!…

Un’anima aspira all’amore? Ciò significa che essa produce dei sentimenti, che si svilupperanno nella coscienza come un continuum di bisogni affettivi, che alimenteranno il desiderio o provocheranno la sofferenza di un sentimento frustrante e tiepido.

Secondo la Dottrina Ermetica l’anima conterrebbe il Seme di Dio, l’Angelo, il divino Protagonista dell’evoluzione, disgiunto dall’individuo cosciente dall’instabilità dell’intelletto umano, incapace di coglierne i segnali luminosi.

Il problema è che l’uomo è incapace di stabilire un rapporto con la parte più oscura e profonda della sua Intelligenza, cioè con l’Uomo Storico, richiamandolo nella mente e allenandosi all’uso della forza arcaica legata alla sua espressione materiale.

In altri termini l’uomo conterrebbe la sua stessa identità solare, il suo Bimbo di Luce Oscura, vibrante nell’animale socializzato come Ostia immacolata, nella quale sono contenuti i prodotti di ogni vita, secondo il meccanismo di un’affettività maturata come forze di evoluzione.

Il modo per far manifestare l’Anima è l’amore, inteso come manifestazione cosciente di forze di vita, assorbite profondamente e risvegliate nel corpo dalle pratiche delle antiche Religioni Misteriche, deturpate dall’uso improprio delle Fedi socializzate.

Nell’incosciente umano l’Angelo, la Scintilla Divina, esperisce la vita adattando il suo pensiero alla dimensione materiale. Diventa così, vita dopo vita, l’Uomo Storico della Tradizione Ermetica, trasformando l’esperienza in forze emotive e nutrendosi di sentimenti e di dolore; o di semplici vibrazioni di vita, se non conosce ancora il significato dell’evoluzione.

Allora, che senso ha la vita spirituale? Chi sono coloro che alimentano la loro anima con l’amore, le anime antiche che s’incarnano con il desiderio istintivo di amare, e non certo per la volontà di un Dio che non è interessato ai suoi mille dolori?

Insomma, chi decide il destino dell’anima dopo la morte? È il Dio Cristiano o è l’Uomo Storico, il vero protagonista dell’evoluzione, il sommo archetipo dell’individualità umana, che vive in ogni corpo?

Provate a proiettarlo nell’intelligenza di un Machacus Rhesus e troverete il segreto dell’uomo. Imprigionatelo nell’inconscio e scoprirete l’inciviltà della solidarietà ipocrita, dei valori imposti dalla fede illusoria in una vita oltre la vita, più cosciente e degna della vita umana.

Ma l’uomo evoluto non disdegna il suo primo Antenato (Uomo Storico). Egli lo coglie nell’attimo della sua prima manifestazione, quando inizia a trasformarsi in anima, cioè in uomo cosciente, il solo e unico essere vivente: il suo stesso corpo.

Sono alquanto pessimista su un’anima terrestre e non credo nell’illusione che la sola felicità sia nell’Invisibile. Comprendo la necessità di una serena attesa della morte, ma sento la necessità di essere cosciente fino in fondo. Dopo non sarò più lo stesso! Perciò, che m’importa di quale sarà la mia condizione dopo il trapasso?

Se però fossi certo di rimanere uguale a me stesso, con la stessa personalità di prima e con in più i poteri dell’Invisibile, sicuramente accetterei il concetto di anima come l’intendono coloro che non hanno la forza di accettare la verità, cioè che essa è molto diversa da come solitamente si crede.

 

 

II

Ogni psicologo conosce le vicende dell’uomo sociale, le sue false attese, i rigurgiti inconsci che lo rendono succube di contenuti psichici, che alimentano in lui l’illusione di un’esistenza infelice; o che al contrario lo esaltano, in un’espansione egoica definita psicologicamente transfert o megalomania.

L’inutilità dell’arte medica, nell’interpretare alcune situazioni psicologiche, ha prodotto la caratteristica distinzione tra coscienza e inconscio, il quale conterrebbe tutte le vicende insolute sul piano emotivo, racchiuse in un insieme caotico da cui derivano forti pulsioni o arresti nella personalità.

Sono queste le manifestazioni meno appariscenti dell’anima. Le caratteristiche antiche dell’individuo sono sepolte profondamente, alimentate da un solo magnete, il corpo, la cui energia si manifesta come libido o sotto forma di squilibri emotivi, che preludono a pericolosi cedimenti mentali sul cui significato si alimentano i Congressi di Patologia Psichiatrica.

Si può dunque accettare il concetto di Uomo Interiore, proprio della Tradizione Ermetica e Cabalistica? O si deve, al contrario, negare l’esistenza dell’anima, nell’ipotesi che si tratti solo di un aspetto della mente, connessa -quasi casualmente- a un inconscio che si modifica con l’esperienza?

Inoltre: è il pentimento che produce il senso del peccato? O sono le idee antiche ad alimentare i nostri conflitti interiori, dandoci l’idea che si tratti di pulsioni inconsce? Mentre in realtà si tratta dell’antico istinto animale, che si riflette nell’uomo moderno generando conflitti e tensioni emotive, che ne rappresentano altrettanti caratteri distintivi?

Probabilmente un Prete tenderebbe a interpretare l’Uomo Storico come un insieme di aspetti oscuri dell’interiorità, succube di Forze maligne, cioè del Diavolo, rappresentato dal Satana della Chiesa o dalle Sette Arimaniche del Male.

La Chiesa concepisce il senso del peccato come la tentazione di Demoni e di anime dannate, rifiutando l’idea che si tratti invece delle forze propulsive dell’istinto, contenute nell’Inconscio Collettivo e addolcite dalla morale e dall’interesse sociale.

In fondo è questo il fine delle Religioni Ecclesiali, dedite al risveglio delle coscienze al solo scopo di determinarle all’uso delle Chiese.

La concezione dell’homo sapiens dovrebbe dunque essere corretta dove inizia la storia dell’umanità, deformata dalle illusioni dei tanti personaggi che diedero inizio all’excursus sociale: i cosiddetti benemeriti dell’umanità, che alterarono il concetto antico di uomo-frutto dell’evoluzione, destinandolo a restare prigioniero delle forze inconsce, che deflagrano nella coscienza come spinte all’azione impulsiva e devono essere inibite secondo i presupposti della morale corrente.

Sono resti derelitti di un’Età dell’Oro che vive ancora nell’uomo e che non è completamente inaccessibile alla coscienza, se il nostro Antenato, cioè l’Uomo Storico, riesce talvolta a liberarsi dalle proprie costrizioni, manifestandosi con proiezioni e stati emotivi che solo apparentemente sono generati dalla mente.

Con l’aiuto dell’intuizione, si potrebbe interpretare l’Uomo Storico come la sintesi di un insieme di influenze storiche, appartenenti a vite passate, che si riverberano nel presente influenzando la vita dell’essere umano, le quali possono essere comprese e valorizzate senza impedimenti solo nella persona spiritualmente evoluta.

Se ciò è vero, se si tratta di un insieme di influenze inconsce, trasfuse occasionalmente nella coscienza, come si potrebbe definire l’anima? Un sosia dell’essere umano? O l’insieme delle somatizzazioni archetipe di un organismo pluricellulare, che si trasforma continuamente come l’ambiente lo condiziona a diventare?

Il problema, in definitiva, è comprendere la vera natura dell’uomo: un Oceano immenso, grande come l’evoluzione, contenuto nelle profondità dell’inconscio, ma capace di proiettare nella mente suggestioni che appartengono alla Materia di Vita in perenne trasformazione.

In definitiva, se un miracolo può valorizzare il percorso terreno dell’uomo, esso consiste nel realizzare l’unità con la sua anima. Solo destituendo il tiranno, cioè la sua falsa personalità, e integrandola con le influenze antiche (cioè con l’Uomo Storico), si potrà determinare la sola evoluzione consentita all’essere umano.

Lo strumento operativo in grado di realizzare tale obiettivo è l’Alchimia, caratterizzata da un sistema teorico-pratico di interiorizzazione dell’inconscio, che dovrà fondersi profondamente con l’Anima Storica, la sola parte dell’uomo in grado di divenire partecipe dell’immortalità.

Vivere nella solarità di un Pensiero Unico è l’ambizione terribile di Icaro. Innalzarsi sino al Sole, con le proprie ali di cera, salendo le vertiginose altezze dell’anima, dove l’uomo si riconcilia con sé stesso nell’unità perfetta che crea il Tutto nell’Uno.

Dunque una sola coscienza, elevata all’ennesima potenza attraverso la sua identità con l’anima, liberata da ogni condizionamento dell’educazione, dei fattori atavici, delle anomalie sociali e di deturpanti ideologie che celebrano l’uomo comune, destinato a ricongiungersi, nell’inconscio, coi suoi Antenati.

L’Uomo Interiore è la parte dimenticata e negletta di ogni essere umano, è l’antenato assopito nell’incosciente, che l’intenzione volitiva dell’Iniziato risveglia, trasformando il suo pensiero in Essenza della materia (astrazione), colmando così l’immenso baratro che separa l’Uomo Storico dal suo discendente proiettato nella realtà.

Poco per volta, il vibrante contesto interiore plasmerà l’uomo come una sonata infernale, o costellerà l’amore volgare di fragranti essenze naturali. Com’era all’inizio, così sarà: l’anima dovrà essere trasmutata in carne, perché Dio possa ricongiungersi all’umanità, trasognata e inerme, per dedicargli l’ultimo paragrafo della sua stessa storia.

È l’amore la medicina in grado di sovvertire i valori della vita, il propellente atomico che risveglia l’Uomo Storico e lo proietta di prepotenza nell’interiorità. È il paragrafo da scrivere, la forza da sottomettere, nell’illusione che sia Serpente e non Sole Interiore; che sia Magia e non amore, rigurgiti inconsci e non la forza indomita dell’Angelo, incarnato in un corpo vile di materia, contesa tra le forze naturali di cui fa parte.

Concludendo, l’Uomo Storico vive nei corpi come forza inconscia, manifestandosi nelle forme istintive o nelle contese generate dal contrasto con le circostanze della vita.

La sua condizione è soffrire l’ingiusta prigione dei sentimenti dell’uomo volgare. La sua missione è rendere immortale l’Io dell’individuo, divenendo Sole, cioè coscienza luminosa ed eterna.

L’anima è dunque l’uomo!

Separatelo dal suo antico progenitore, il succo acerbo dell’evoluzione, e ne farete il prigioniero dell’universo formale, la creatura protagonista delle sue sole aspettative, foriere di disordini inconsci e di apparente felicità.

Sottraendolo invece all’insinuante suggestione delle forme, e alimentando l’Uomo Storico con l’amore vibrante dell’ascesi interiore, produrrete la sua forma eterna, viva e palpitante nel suo sentimento di eternità. Coglierete così l’unico frutto proibito dell’Universo, l’antico pendente dorato che sta sulla porta del Dio dei sogni umani: l’Uomo Integrale.

Solo intuendone i sospiri, nell’insieme caotico delle vostre paure, scoprirete il vostro Antenato, conducendolo oltre il senso del peccato, che l’intenzione di uomini sconsiderati ha inculcato nelle vostre menti, facendone parto di menzogne e di sensi di colpa, che occludono il vero sentimento nella vana aspettativa di una coscienza eterna.

Scoprire il significato dell’anima, vuol dire approfondire i tentacoli della propria coscienza fino ad assorbire ogni influenza antica, ogni sensazione che ci ha dato piacere o che ha abbrutito la nostra anima, relegandola nell’inconscio. Vuol dire arrestare l’orrendo misticismo del sesso, che configura l’anima nel suo solo significato mentale. Riconciliarsi con il proprio Uomo Interiore è il più grande augurio che si possa fare.

Sarà l’amore, il solvente che scioglierà l’uggioso sentimento dell’uomo comune in bagliori di Luce Eterna e che sconvolgerà l’Uomo Antico, ibernato nel sepolcro dei vostri cuori.

Il mio compito è concluso: illustrare il significato dell’anima, come l’intende l’Ermetismo.

Ho voluto fornirvi una versione alternativa dell’anima, affinché la mente di ciascun lettore si abitui al contraddittorio sugli ultimi tabù dell’uomo sociale: il segreto dell’anima, totem gradito ad uso dei delegati del potere temporale; il chierico Segreto di Fatima, il terribile e oscuro anatema dei Profeti di ogni secolo!…

L’anima: prodigio di amore materno e chimica superiore dell’Uomo Antico nei corpi!… Assopita e indifesa, l’anima strepita, maculata di nero, oscurata dai luminosi prodigi del sesso, dai fumosi appetiti generati dal bene collettivo, dai progressi socialisti e dall’elegia farneticante dell’uguaglianza sopra ogni diritto di ascesi individuale.

Chi avrà il coraggio e la volontà di risvegliare il Gigante addormentato nei vostri cuori?

 

III

L’artefice di ogni processo di ascesi è l’amore: amate nell’interesse dell’anima e produrrete il vostro piccolo prodigio alchemico. Il vostro Uomo Storico vi aprirà le braccia e inizierete a vibrare di sensazioni fino allora sopite.

Ricostruirete pezzo per pezzo la storia dalle vostre vite passate, sortendo l’effetto di nutrirvi alla vostra stessa interiorità, dando vita ai vostri sogni con le forze arcane dell’evoluzione.

Anima e morte!… Cosa resterà dell’uomo, quando il suo corpo si fonderà nell’incantesimo della materia?

E se si vivesse tante volte da conservare il ricordo di ogni esperienza antica, divenendo eredi sulla Terra dell’antico figlio di Dio, l’Angelo decaduto, che assunse la missione d’’integrarsi con la Forza Naturale per domarla, mettendola al servizio dell’Intelligenza Planetaria?

Chi sono gli Antenati dell’essere vivente? Chi guida le fantasiose creazioni di ogni Indagatore del mistero? Sono gli Spiriti dei morti? O è l’Uomo Storico, che contiene ogni personaggio interpretato sulla scena delle innumerevoli vite vissute, che si susseguono nell’eterno polluire delle forme, create nel simbolico Corpo della Maria Universale, l’Anima del Mondo?

L’anima è l’uomo totalmente considerato. Il suo dittafono è la mente, percorsa dall’alito dell’animale; i suoi sogni sono le suggestioni dell’esistenza sul suo inconscio sensibile e fumoso; le sue frustrazioni appartengono all’uomo sociale, costretto nella morsa dell’indifferenza verso tutto ciò che potrebbe allontanarlo dal sesso, proiettandolo verso l’eternità.

Un uomo non muore completamente?

Probabilmente è vero! Ma l’esperienza iniziatica dovrà essere condotta in modo tale che per l’Anima non sarà più necessario assumere un corpo, per divenire cosciente di cosa sia la forza dell’amore.

Tutto si riduce dunque alla solita parolina magica: bisogna amare sé stessi, superando l’immanente per il trascendente e velando gli occhi del bel sognatore con i sentimenti dell’Angelo restituito a sé stesso.

Osiride stava nelle forme antiche a rappresentare i Misteri della vita eterna. Nella sua corsa verso gli Inferi, egli cerca il segreto dell’immortalità, ma non lo trova nell’Invisibile, bensì sulla Terra; non lo cerca tra le lande oscure del Duàt, ma nell’anima di Iside, sua sposa e sorella, viva e pronta a offrirgli l’unico dono prezioso che fa risuscitare i morti: il vero amore.

È nell’amore che verrà rigenerato l’Uomo Integrale, l’Adam Kadmon della leggenda biblica, ridonato a sé stesso dall’Uno, ossia dal Ponte d’Oro massiccio attraverso cui ogni paura trapassa nella sua integrazione con Dio.

Sarà infatti nell’Uno che si concluderà il percorso dell’Uomo Solare, separato dalle acque della tentazione dell’Oscurità per divenire il Mosè, che detiene le Tavole di ogni Saggio che si sia liberato dalla prigione della paura.

Sia dunque vita all’anima ritrovata nel cuore del prediletto di Dio, quel Dio che è Legge di Giustizia nell’aspirazione all’immortalità, ma che dà e toglie secondo il senno dell’anima, cioè dell’uomo vero.

Siate sereni e date all’anima vostra la prova di un’esistenza di amore, nell’illusione (ma dopo, sarà ancora un’illusione?) che il vostro messaggio giunga all’Angelo, il Dio del corpo, l’unico esponente divino del suo amico uomo.

Allora siate pronti a morire da vivi perché, nell’anima vostra, le Correnti Magiche dell’Uomo Solare vi traggano verso la Luce.

Mario Krejis