In molte Scuole di Ermetismo si consigliava di allenarsi a sviluppare la scrittura intuitiva, astraendosi e lasciando libera la penna di tracciare segni o frasi a volte incomprensibili, come se fossero scritti da un’altra persona, ma che alle successive letture si concretizzavano in pensieri compiuti e intelligenti, anche se diversi dai soliti.

Secondo l’Ermetismo, quando tale fenomeno inizia a verificarsi, vuol dire che l’Ermete si affaccia alla coscienza del neofita, iniziando a palesarsi come una seconda coscienza, consapevole e a volte persino più intelligente ed evoluta dell’altra.

Non sempre però la scrittura intuitiva proviene dall’Uomo Storico. Spesso la mente inconscia s’infiltra nella comunicazione. Ne derivano così, a volte, veri e propri guazzabugli, idee confuse, grossolani fraintendimenti, interpretati talvolta come presunte verità spirituali, che risultano dannose e fuorvianti per sé stessi e per gli altri.

Bisogna dunque aver pazienza e allenarsi con calma e costanza, senza dare troppo credito a sé stessi, ma attendendo che il tempo, e soprattutto il silenzio interiore, facciano sedimentare nella coscienza solo ciò che è autentico e proviene dall’anima o da fonti extra-umane.

Ciò nonostante, sebbene le istruzioni siano chiare, in certi casi si prova riluttanza nello scrivere, con l’idea insistente che ciò sia inutile o addirittura fuorviante: infatti possono emergere dalla mente insegnamenti pletorici, predicozzi di morale, belle parole che dovrebbero far leva sul sentimento, ma che non servono a niente.

Bisogna tuttavia insistere nella pratica, senza paura di cadere nell’errore o nella patologia mentale.

Il metodo cui faccio cenno rappresenta, nell’Ermetismo, il sistema pratico più celere ed efficace per sviluppare il cosiddetto Demone Socratico, ovvero ciò che il Kremmerz definiva “Separando di controllo”, cioè quella parte della psiche in grado di esprimere direttamente i pensieri (e talvolta gli insegnamenti) della mente arcaica, intendendo con tale termine l’Uomo Storico.

In particolar modo il Demone Socratico, vera coscienza nella coscienza, nel corso dell’itinerario spirituale dell’Iniziato è candidato ad assumere progressivamente il controllo della mente, integrandosi progressivamente con essa fino a realizzare una prima forma di integrazione filosofica.

Diventerebbe così il Maestro Interiore della Tradizione Ermetica, destinato a guidare (quando pienamente sviluppato e purificato) le fasi avanzate dello sviluppo spirituale, come nel caso di reincarnati, funzionando altresì come meccanismo superiore di autotutela e protezione dalle insidie della strada spirituale o di pratiche esoteriche mal condotte.

Non si tratta però, nel caso del Demone Socratico (come si potrebbe temere) di scatenare una forma larvata di schizofrenia. L’iniziato dell’Ermetismo è sempre in sé e la sua coscienza è continua e lucidissima. Egli insomma è contemporaneamente Tizio e Caio e mai alternativamente o l‘uno o l’altro, come accade nelle forme di patologia psichiatrica.

Si tratta comunque di una fase necessaria, anche se di passaggio. Quando si completa il processo di integrazione ermetica, non vi sarà che una sola coscienza luminosa e superiore, perfettamente integrata.

Si tratta in altri termini di insegnare alla propria anima a manifestarsi e a superare il baratro dell’inconscio e delle idee represse.

Tutto ciò richiede però di sviluppare una seconda qualità, indispensabile per il progresso spirituale, cioè la capacità di far tacere la mente e il turbinio dei pensieri, ascoltando al contempo i racconti e i consigli della propria anima storica, resa cosciente e intelligente dalle pratiche ermetiche.

Bisogna cioè imparare a tacitare la mente, educandola al silenzio. Il che si può ottenere con la meditazione sistematica sui simboli dell’Ermetismo e con altri metodi della Tradizione Occidentale.

“Apriti anima, libera te stessa dalle sofferenze inutili, dai contenuti spuri, dalle incrostazioni di vite su vite!”

“Fai emergere in te il Sole, quel Sole Spirituale che non chiede che di brillare, riscaldare, illuminare il Creato, gli animali, le piante e i microbi che tappezzano i mille cunicoli del nostro debole corpo!”

Ricorda dunque, sempre: SILENZIO!

Per evolvere spiritualmente c’è bisogno di silenzio! Dio si trova nel silenzio!… Gli Angeli si trovano nel silenzio!…

La vita si svolge rumorosamente, e ti schianti contro una realtà che ti pare ingiusta e inutile. La verità, la sola verità che conta, è riuscire a morire alla propria mente. Perché, oltre il Velo di Maya dei pensieri, c’è la certezza della Verità Solare!

Ricordati di allenarti a scrivere! …

Ma per chi, per che cosa?…

Scrivi per te, per non dimenticare, per delineare il tuo percorso sulla terra, per non scordarti la sera di ciò che hai pensato la mattina; per ascoltare l’altra campana di te stesso (l’Uomo Storico) e accettarla dolcemente in te, poco per volta, fino a conseguire una prima forma di integrazione ermetica!

Il tuo Dio si esprime facilmente nella scrittura. Ma se fai a meno di scrivere, Egli ti parlerà più chiaramente nel silenzio.

Non è meraviglioso il silenzio?

Non è straordinaria la capacità di tapparsi la bocca e di sterilizzare la mente, bagnandola nelle acque ribollenti del Lete?

Nel silenzio germinano le rose della pudicizia e del riserbo, le violette della speranza, i ciclamini variopinti di pensieri mai pronunciati e di emozioni senza forma, che scaturiscono dal cuore e s’infiggono in ogni cellula vivente, in ogni corpo, in ogni anima, esortandoli alla Vita e a vibrare per risonanza celeste.

La parola SILENTIUM era incisa negli antichi Grimori di Magia e sui frontespizi dei Templi antichi, dove si nascondevano gli Dei, stufi di ascoltare preghiere inutili e sproloqui ipocriti.

SILENTIUM significa non chiedere!

SILENTIUM significa non volere!

SILENTIUM significa accontentarsi di essere ciò che si è, di avere ciò che si ha, di perdere ciò che la vita ci toglie!

SILENZIO È VUOTO CHE È PIENO!

Chi viene con me sulla Luna?

Chi vuol conoscere l’intima armonia dei Pianeti e delle Stelle?

Chi ardisce gettarsi insieme a me nel Vuoto, per concludere la sua vita con lo sfingeo ammonimento: SILENTIUM?

Silenzio che è armonia di Cori Celesti e speranzose attese che non saranno mai deluse!…

Nel silenzio germinano i semi della verità, come nell’oscuro terreno germogliano i teneri arbusti che crescono, s’innalzano, sino a diventare alberi giganteschi che si proiettano verso il Cielo.

Nel Silenzio della mente, Ermete parla!

Benedetti siano gli Dei! Il loro aiuto non mancherà all’uomo umile, che soffre e aspira all’unione delle sue forze nell’Uno!

 

Mario Krejis