D: Si dice che la Via Ermetica sia una strada essenzialmente di purificazione. Si tratterebbe in particolare della cosiddetta Strada Isiaca, che andrebbe tenuta distinta dalla “Strada Solare” o “Osiridea”, sulla quale molto si è scritto e si sono alimentate molte leggende.

R: La “Strada Isiaca” si propone la creazione del cosiddetto “Uomo Integrale”, nel quale la coscienza è talmente emancipata da comprendere, in una visione unitaria, ogni aspetto della vita. La Realizzazione Ermetica conduce alla creazione di un tipo umano progredito, in cui le emozioni, il processo conoscitivo e la stessa volontà sono controllate da un unico pensiero intelligente.

 

D: Mi pare che il Kremmerz non spieghi altrettanto chiaramente i meccanismi dell’evoluzione personale.

R: Kremmerz inizia le sue lezioni dalle scuole elementari, com’era naturale per l’uomo dell’ottocento. La Fratellanza di Miriam, dal noviziato al grado di terapeuta, è solo il primo passo dell’educazione isiaca. La Terapeutica è un fecondo sistema di utilizzo delle energie proprie dell’iniziato, dirette verso uno scopo solidale e umanitario.

Il “Maestrato di Miriam” rappresenta, nella concezione kremmerziana, la condizione più avanzata della Strada Isiaca e anche quella che maggiormente si avvicina alla mia descrizione.

Non è facile giungere a tal grado di purificazione, che dovrebbe essere l’anello di congiunzione con la Strada Solare, sempre che si determinino particolari condizioni che sarebbe inutile illustrare in questa sede.

Purtroppo non mi risulta che vi siano Maestri con le caratteristiche che ho espresso. Di “Maestri di Miriam” non si parla quasi più nelle Fratellanze attuali: un po’ per il fatto che spesso non si comprende la portata del termine; e anche perchè, nella concezione essenzialmente terapeutica dell’Isiaco, il “Maestrato di Miriam” non aggiunge nulla al semplice atto di curare gli ammalati, anziché significare la profonda trasformazione psichica dell’Iniziato.

Insomma il processo generativo ermetico produce un tipo peculiare d’Iniziato assimilabile, in un certo senso, al Santo del Cristianesimo.

Tuttavia l’Ermetismo, a differenza del Cristianesimo, non comporta l’immedesimazione del Corpo Lunare (cioè dell’inconscio umano) con l’immagine del Cristo, bensì con gli “Archetipi” dell’anima, cioè con potenti suggestioni impresse profondamente nell’Inconscio Collettivo.

Il concetto cabalistico “dell’Adam Kadmon” riassume idealmente il percorso spirituale dell’iniziato Isiaco, che giunge sino all’identificazione inconscia con l’idea dell’Uomo Solare, cioè di un uomo superiore sublimato nella sua identità con l’Uno.

 

D: Si tratterebbe insomma di un processo di suggestione, come negli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola o di Tommaso da Kempis, dove il fedele, in stato di concentrazione, imprime nel suo inconscio, che lei definisce “Corpo Lunare”, l’immagine emozionale del Cristo, in modo da evocarne quasi i pensieri e gli insegnamenti.

R: Non direi. Il processo d’immedesimazione dell’iniziato isiaco è profondamente diverso. Gli Dei-Uomini delle Religioni confessionali sono pur sempre delle Forme, che racchiudono precise caratteristiche, ben sostanziabili sul piano morale, psicologico ed emozionale.

Sono cioè modelli ideali, coniati ad hoc dai fondatori di quelle Religioni e modificati a oltranza nel corso dei secoli, per adattare l’insegnamento religioso alle esigenze delle società in continua trasformazione.

Nel caso dell’Ermetismo, invece, l’Iniziato si apre all’ispirazione superiore cercando di attingere agli Archetipi dell’Uomo Solare, riassumibili nelle parole: “Potere, Verità e Amore”.

Sono cioè delle “Forze Primordiali”, diretta emanazione del Dio Unico, a improntare nell’Ermetista il processo di trasformazione interiore, unico e irripetibile, perchè avviene secondo i “tratti atavici” (Uomo Storico) e distintivi di quell’unità/uomo.

 

D: Quindi quali sarebbero le prerogative di un Iniziato isiaco?

R: Come diceva il Kremmerz, si deve partire dal basso e procedere lentamente verso la Meta. Pretendere di bruciare le tappe è inutile e dannoso. Si deve iniziare purificando il proprio corpo fisico

 

D: Quindi in pratica i seguaci della “Miriam” sarebbero degli apprendisti Ermetisti.

R: Non dico ciò. Tuttavia confondere il fine coi mezzi usati per raggiungerlo sarebbe un errore. La Terapeutica Magica, come afferma lo stesso Kremmerz, non è il vero scopo dell’Iniziato isiaco, ma rappresenta il sistema nobile di cui quest’ultimo si serve durante il periodo di trasformazione e di purificazione ermetica.

D’altronde mi sembra più onesto polarizzare l’attenzione degli Iniziati sulla Terapeutica Magica, piuttosto che alimentare la loro fantasia con storie inverosimili e interpretazioni personali e spesso sibilline.

 

D: Cosa manca, secondo lei?

R: Manca la giusta comprensione degli scopi dell’Iniziazione Isiaca, riassumibili nella creazione di un tipo umano il più perfetto possibile, in rapporto naturalmente al particolare periodo storico.

A lungo termine, invece, lo scopo delle pratiche è conformare l’interiorità dell’Iniziato secondo il prototipo dell’Uomo-Solare, senza per questo pretendere di generare a tutti i costi un “Eroe” o un Semi-Dio. Ciò sarebbe anche possibile: si può, anzi si deve, tendere sempre al meglio.

È il mezzo più idoneo per sviluppare la nobiltà d’animo, che è poi l’humus da cui scaturirà l’Acqua di Vita, che non è altro che Amore.

 

D: Lei ci trasporta in un altro campo, quello dell’Amore Sacro o Amore Magico.

R: Amore è una parola che ha molti significati. Il senso dell’Amore, in Magia Divina, è deducibile dalle mie parole. La sublimazione interiore produce Amore.

Il “Sole Spirituale” è la sola e più autentica definizione “dell’Amore Magico”, quell’amore che sana le piaghe dell’anima. Più ci si avvicina a quel Sole, che è Dio, meno il proprio sentimento sarà influenzato dall’egoismo o dal sesso.

Più tale Segreto è svelato, meno è compreso. Servono umiltà e fede. Il che è difficile trovare nell’uomo comune.

 

D: Quindi il cosiddetto “Stato di Mag”, cioè di esaltazione psichica, in cui il Mago compie i suoi prodigi, è una favola?

R: È una realtà solo per chi sia giunto a lambire la grandezza fulgente dell’Uno-Dio. Il resto sono solo fandonie o semplici esercizi di autosuggestione.

 

D: Alcuni sostengono che lo stato esaltativo di cui si parla, può essere raggiunto durante l’attività sessuale.

R: È il solito argomento della Magia Sessuale, che tanto attira gli apostoli del Tantrismo di casa nostra, spuria gemmazione dell’antica Tradizione orientale. Il vero Mago non ha bisogno del sesso per risvegliare il suo potere, perchè egli stesso è Potere.

 

D: Eppure di forza sessuale si parla anche nel “Corpus”, l’Opera iniziatica ritenuta più importante del Kremmerz.

R: Il sesso è l’aspetto più morboso e piacevole della vita. Il più morboso, perchè evoca sensazioni che si calano negli abissi dell’animalità e dell’istinto, coinvolgendo ogni aspetto mentale e fisico dell’essere umano.

Ed è anche l’aspetto più piacevole, perchè produce l’orgasmo, cioè il massimo godimento conseguibile da una creatura vivente, la forza irresistibile che spinge gli animali all’accoppiamento e alla procreazione.

È logico che una Strada Spirituale, che prometta i poteri della mente più il piacere sessuale sia più appetibile di altre più difficili e meno goderecce.

Insomma vincere al gratta e vinci, liberarsi di un rivale fastidioso, influenzare il destino a proprio vantaggio, e al contempo fare l’amore con una bella donna, è il meglio che si possa desiderare!…

 

D: Non mi ha spiegato però perchè il Kremmerz parla di pratiche sessuali…

R: Il Corpus, nelle varie versioni più volte profanate, è un testo pieno di errori e di veleni. Nella parte sicuramente attribuibile al Kremmerz, egli usa un linguaggio cifrato e difficilmente comprensibile. Il Segreto dev’essere protetto, ammesso che si tratti di un segreto e sia proprio quello che si crede di intuire.

E poi anche il Kremmerz potrebbe aver sbagliato, come tanti prima e dopo di lui. Anzi probabilmente ha sbagliato, non essendo stato capace di liberarsi completamente dell’idea che tutti gli uomini sono dei piccoli “Prometeo”, in grado di liberarsi da soli dalle loro catene.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Dove sono gli Dei viventi che aveva preconizzato, gli Eroi, i Numi, gli Angeli nella carne?

Se ci sono, allora si facciano avanti!… Purtroppo vedo solo persone che si atteggiano a Guru, suonando il piffero delle loro illusioni e incantando gli ingenui.

 

D: Allora lei esclude che vi siano veri Iniziati?

R: No, non lo escludo. Ma se ci sono, non li troverà negli Ordini costituiti, né tra le pagine di Facebook.

 

D: E dove, secondo lei?

R: Semplicemente non li troverà. Perchè un Realizzato, cioè un Iniziato che ha raggiunto il suo Dio, non ha più bisogno di discepoli, né di farsi conoscere dal grande pubblico.

 

D: Lei scrive su Facebook, quindi è come se dichiarasse di non aver raggiunto la sua Meta. Allora perché chi legge dovrebbe fidarsi di lei?

R: Io mi limito a indicare la Strada, dando dell’Ermetismo l’interpretazione che per me è la più giusta. Come ho avuto modo di spiegare, faccio ciò per diletto e non per missione. Non mi illudo di trovare indulgenza da parte di chi legge, né che saranno in molti a comprendere lo spirito con cui scrivo.

Tuttavia ciò non m’interessa. Può anche darsi che fra un giorno, un mese o un anno, io decida di scomparire dalla scena pubblica e di ritirarmi in silenzio. È già accaduto in passato e accadrà ancora. Si tratta ahimè di una tentazione molto forte: ripercorrere vecchie strade, pur sapendo che l’orologio dell’anima segna un’ora diversa.

Sono dinamiche interiori personali, su cui sarebbe inutile indagare. Ciò non toglie che qualcuno, mosso da buona volontà, possa trovare nei miei scritti utili spunti per la sua ricerca.

 

D: Ritornando al problema della Strada Ermetica, da quanto mi pare di capire non avrebbe senso impegnarsi nella ricerca di un Maestro.

R: Molte sono le vie che portano a Roma. Alcuni scelgono strade più brevi, anche se tortuose e impervie. Altri invece partono dal loro Paese e passano dall’Estremo Oriente, per poi giungere comunque a Roma.

Ci sono tanti Maestri, veri e falsi. Ognuno troverà quello più adatto a lui. L’importante è non credere mai che quel particolare Iniziato sia l’arbitro della propria vita, ben sapendo che solo l’Anima Storica è il vero Maestro Interiore

 

D: Ci parli ancora del “Corpus” del Kremmerz, che tanto interesse ha prodotto tra i cultori dell’Ermetismo.

R: Non ha prodotto l’interesse di tutti, mi creda, ma solo di quanti sono corrosi dal tarlo dell’ambizione e del sesso. Soltanto il primo volume del Corpus, la “Sophia”, può essere sicuramente ascrivibile al Kremmerz, perchè è il meno manipolabile.

Gli altri volumi sono in gran parte apocrifi, cioè una miscellanea di pratiche e interpretazioni di varia estrazione, che poco o nulla hanno a che fare con la vera Alchimia Egizia.

Pochi documenti sicuramente autentici, per lo più trafugati, sono stati rimaneggiati e integrati con influenze tantrico-sessuali e di poteri occulti e destabilizzanti. In quelle pagine è seminata a larghe mani la follia e aleggia lo “Spirito della Morte”.

Non faccio terrorismo psicologico, non ne avrei motivo. Ma ciò che può servire a salvare le anime, deve anche possedere il potere di distruggerle. È la Legge.

Scorrere quelle pagine può suscitare sdegno, ilarità, disgusto o fascino. Dipende dalla quantità di immondizia che sedimenta nell’Anima Storica del lettore. Ma in nessun caso in quelle righe potrà essere trovato un seme di verità. E se anche quel seme vi fosse, sarebbe in sostanza irrintracciabile.

 

D: Crede che la Via Alchemica sia perseguibile al giorno d’oggi?

R: L’Alchimia è l’arte trasmutatoria per eccellenza, il sistema egregio ideato dagli antichi Soffiatori per trasformare il Piombo in Oro; o, nel significato spirituale, per modificare la sostanza umana trasmutandola in atomi di Luce Spirituale, cioè in Pensiero Solare e Divino.

Si tratta di un insieme di concezioni astruse e senza senso apparente, che servono il più delle volte a confondere ancora di più le idee di chi legge, per trovare una traccia che possa aiutarlo nella ricerca.

 

D: Quindi lei non consiglia, allo studioso di Ermetismo, la lettura di testi alchemici.

R: Non sconsiglio niente. Dico che chi legge e non comprende fino in fondo, finisce per fidarsi delle sue intuizioni e quasi sempre sbaglia. Così facendo, però, non fa altro che rendere ancora più complicato questo campo già difficile della Scienza Ermetica.

L’Alchimia è frutto di speculazioni e di immagini fantasiose. Ogni autore ha un suo frasario e ogni frase si presta a mille interpretazioni diverse. Per il profano comprendere è difficile, se non impossibile.

Solo chi ha già realizzato la “trasmutazione” può trovare il filo di Arianna che lo guiderà verso la giusta comprensione. Lasciamo che dell’Alchimia medievale si occupino storici e filosofi. Per l’uomo moderno, interessato alla sua realizzazione spirituale, servono concetti chiari e indicazioni precise.

Quando avrà realizzato il suo stato ermetico, penetrando nel vestibolo del Tempio, egli avrà tempo e modo per dilettarsi con l’Alchimia. Leggere Flamel o Rupescissa va bene. Ma mettergli in bocca i propri pensieri, il più delle volte sbagliati, è un atto stupido e senza senso.

A volte resto estasiato dinanzi alle forbite disquisizioni sulla natura della Pietra Filosofale e sull’Arcano Ermetico. E sorrido di compassione, quando ascolto le solite solfe a sfondo magico-sessuale, sia pure servite in varie salse: storielle che incantano gli stolti.

 

D: Non esiste dunque nell’Ermetismo una strada a sfondo magico-sessuale?

R: La sola strada perseguibile dal neofita è la Via Isiaca, per la quale non esiste altro che l’amore. Ma l’amore, o meglio la personale interpretazione del termine amore, dev’essere profondamente modificata. Il sesso deve trasformarsi in “dedizione d’amore” al proprio compagno.

I “Cantori della Rosa” sono un esempio calzante. Negli “Amanti” il Kremmerz suggerisce qualcosa di simile, quando consiglia ai due amanti di esaltare il loro desiderio, senza tuttavia materializzarlo nella copula.

È un modo come un altro di dominare il Serpente della lussuria. Il desiderio non soddisfatto, esaltato dall’istinto, si trasforma in sentimento, che è l’anticamera di un primo stadio di quello che, nell’Ermetismo, si definisce “Amore Magico”.

Cupido scaglia il suo strale. I due Corpi Lunari (e non fisici) degli amanti si compenetrano e gli opposti si annullano in uno spasimo di unità. Proprio in quello stato, la “Preghiera del Cuore” diventa possibile. Si aprono i canali dell’anima e ci si sente più vicini a Dio. Questo però è solo uno dei modi, il più difficile e pericoloso. Difficile e tuttavia concreto.

L’Iniziato Isiaco non è tenuto alla castità se non quando questa è indispensabile, e solo per brevi periodi. Ogni sua azione, però, anche la più naturale e istintiva, dev’essere sempre illuminata dalla Luce della consapevolezza e dell’intenzione positiva, che è quella di vivere nel rispetto delle leggi spirituali.

In alternativa si può procedere studiando, leggendo, ascoltando la parola e le esperienze di chi ha già percorso la Strada Spirituale, traendone stimolo e ispirazione. È un’altra delle vie che “conducono a Roma”. In tal caso si tenta di favorire l’emergenza spontanea dei contenuti inconsci racchiusi nell’Anima Storica.

 

D: Cos’è “l’Anima Storica”?

R: Nei Reincarnati l’anima si dice storica perchè racchiude sinteticamente l’essenza virtuale di tutte le vite vissute sulla terra.

L’Anima Storica, o “Uomo Storico” del Kremmerz, normalmente è inconscia e si manifesta solo negli atti impulsivi, quando particolari circostanze della vita abbattono le barriere della coscienza sociale.

Se però si apre un canale stabile di comunicazione tra coscienza e inconscio, o meglio tra l’intelligenza dell’iniziato e la sua Anima Storica, la sua consapevolezza si amplifica. Egli allora si integra con la parte più vera e profonda di sé stesso e accetta la sua vita come una delle tante possibilità realizzabili in questa dimensione. Alla fine diviene più saggio e più sereno.

 

D: È allora che nasce l’Ermete?

R: In parte è così. L’Ermete è la manifestazione mentale di un primo grado d’integrazione con l’Anima Storica. Più si procede nella purificazione ermetica, più raffinato e profondo diviene il “Risveglio Ermetico”.

La manifestazione dell’Ermete dipende dalla capacità dell’iniziato di superare ogni costrizione inconscia, comprese quelle provenienti dallo stesso Uomo Storico. Ciò accade quando i “canali” di comunicazione dell’inconscio con la coscienza sono completamente aperti.

In tal caso la purificazione dovrà essere applicata a entrambi, sia all’uomo che alla sua controparte inconscia. Infatti l’Uomo Storico non è perfetto, anzi spesso è gravato di pesanti eredità morali.

Il Karma individuale è dovuto all’influenza pressante dell’Uomo Storico, che spinge l’uomo in una determinata direzione, che può essere molto diversa da quella dettata da scelte razionali o da motivazioni puramente sociali.

Nascono così conflitti inconsci, insoddisfazioni e sofferenze che non sembrano riconoscere una vera motivazione. Occorrerà pertanto che l’Uomo Storico sia progressivamente purificato, nel senso di eliminare dal suo interno quei fattori karmici che interferiscono con la vita sociale.

Le due componenti dell’uomo, dovranno quindi essere amalgamate e integrate in una personalità rinnovata e potente. Si procederà con la purificazione fino al risultato finale, cioè un “Ermete loquente” e in grado di assumere progressivamente il controllo dell’uomo nella sua totalità. Non vi sarà più alcuna differenza tra intelligenza e interiorità, che diverranno un’unica entità. Il progetto dell’Iniziazione Isiaca sarà a tal punto realizzato.

 

D: Tutto questo comporta la Via Isiaca?

R: In breve sì. Chi intraprende questo percorso, sa che potrà durare tutta la vita. Non si finisce mai di crescere.

 

FINE