di Mario Krejis

La Tradizione Ermetica proietta sull’eredità del passato un’ombra di magia e superstizione, che ancora oggi influenzano l’inconscio dell’uomo moderno, intento a creare nuove e contorte ideologie, più che a guardare in se stesso.

Tuttavia, anche nel terzo millennio, è presente nell’uomo il terrore della morte, l’inquietante sensazione di una dimensione sconosciuta che campeggia oltre il senso della realtà, disturbando l’imperterrita e costante affermazione della personalità e del materialismo scientifico.

Analizzando i tempi attuali, si corre il rischio di disperdere l’attenzione del lettore in un’inutile esame degli eventi storici. Più si tende a interpretare l’evoluzione come semplice partecipazione dell’uomo ai drammi della società, meno facile sarà comprendere il concetto dell’amore-seme, come viene trasmesso nell’Insegnamento Ermetico.

Molti cercatori del “Segreto Alchemico” ricusarono le ideologie del loro tempo, non senza subire persecuzioni e sofferenze, contesi tra l’esperienza di vita e l’influenza dell’Anima Storica, che si manifestava con profonde divergenze rispetto al normale percorso esistenziale, in grado di influenzare profondamente l’uomo sociale.

Molto vi sarebbe da aggiungere sulle Correnti Iniziatiche che in Europa si ispirarono all’Ermetismo, molte volte negletto, ma fonte d’ispirazione per molti Iniziati attratti dall’idea di una “Monade” divina, contenuta nell’essere umano, nel quale produrrebbe il miracolo dell’Intelligenza Ermetica.

Il Misticismo di Eckart e l’Atomismo del Campanella rappresentarono delle concezioni profondamente influenzate dall’ideologia cristiana.

L’Atomo Divino, scriveva il Campanella, serve Dio sotto le mentite spoglie di un personaggio umano. Egli discioglie il suo “fermento”nel movimento corporeo, legando l’umano al divino in un rapporto essenzialmente magico.

In senso alchemico, la concezione del Campanella offriva ai suoi contemporanei la possibilità di distaccarsi dal Misticismo Cristiano, per addivenire a una concezione prettamente tomistica, cioè più disposta ad accettare l’uomo in ogni manifestazione esperenziale.

L’esplosione del pensiero di Tommaso d’Acquino costrinse il venerabile Pater Ecclesiae a ritornare sui capisaldi dell’esperienza religiosa. Nel tentativo di superare le concezioni neo-platoniche, che si sostanziavano in un’antitesi tra fede e ragione, San Tommaso rinunciò a una concezione del Cristo per certi versi assurda, aprendo la strada all’analisi dell’espressione simbolica,accettata nelle parabole evangeliche, ma osteggiata nella Tradizione dell’Antico Testamento.

Il mistero del Cristo, sacrificato per amore dell’umanità, indusse il sacerdozio antico a introdurre l’idea che, senza un sentimento di amore per Dio e per i propri fratelli, non vi fosse possibilità per l’essere umano di scoprire i valori dello Spirito. Si superava in tal modo l’ideologia estremistica dell’Ebraismo antico, per giungere all’idea del divino nell’uomo, indotto all’obbedienza in nome del Santo Padre, disposto a concedere indulgenze e perdono ai suoi figli migliori.

Il Geova dell’antichità si trasformò così nel Padre Misericordioso, manifesto nelle opere dei figli, i sacerdoti dell’umanità sofferente, programmati nei seminari della Santa Inquisizione; così furono spietatamente sbaragliati molti innocenti cultori del pensiero antico, dandosi l’avvio a quei sacrifici di massa che caratterizzarono i periodi più oscuri della storia umana.

Si ricordi la triste e dolorosa fine del maggiore esponente dell’Ermetismo settecentesco, cioè Cagliostro. Non é mia intenzione tediare il lettore con inutili panegirici. In un mio precedente articolo ne ho celebrato il ricordo, attraverso le sue stesse parole. Invito tutti a rileggerle.

Il grande mistero del Conte di Cagliostro sarà degnamente celebrato solo quando si comprenderà la sua vera missione e l’evoluzione superiore che lo distinse dal personaggio socialmente discutibile, ritenuto dai più un volgare avventuriero e un ciarlatano.

Nella Massoneria Egiziana, che nulla ebbe a che fare con l’odierna Massoneria, si produssero teorie inverosimili e si scomodarono persino gli Angeli, pur di divulgare un insegnamento che, per molti versi, si discostava dalla rigida mentalità razionalistica dell’Illuminismo francese e germanico.

Se pur visse da vagabondo e cortigiano di personaggi influenti, Cagliostro cercò solo di sopravvivere. Nel suo continuo peregrinare per l’Europa del settecento, egli formulò le sue preziose dottrine iniziatiche, che l’avrebbero reso famoso e amato almeno quanto fu disprezzato e odiato.

Cagliostro s’immergeva nelle profondità della sua anima con la dignitosa espressione di un antico Sacerdote, dove attingeva i suoi più autentici propositi, per difendere i quali non esitò a farsi incatenare, sopportando le peggiori torture. Pensando ai tanti mistificatori che si dichiararono suoi eredi, avrebbe fatto meglio a restare in silenzio.

Tuttavia, nel secolo dei lumi, era necessario che si attirasse l’attenzione dei più evoluti, perché si dedicassero proficuamente all’Alchimia e allo studio del “Sapere Sconosciuto”. Cagliostro si distinse per la benevolenza con cui si disponeva all’aiuto dei bisognosi, lottando contro l’incredulità dei contemporanei, in un secolo non molto disposto a credere nei portenti di questi missionari dell’umanità.

Egli previde il suo destino e dovette lottare con se stesso per non fuggire, quando ancora avrebbe potuto salvarsi. Dandosi in pasto all’Inquisizione, non si sottomise che a parole, riuscendo a cogliere, nell’ossessionante solitudine del Castello di San Leo, i sussulti della sua anima storica, mai sedotta dal peccato al punto da mostrare i cedimenti di una persona debole.

Se anche si rinunciasse alla tentazione di ritenere Cagliostro un eroe dell’Ermetismo, non si potrebbe fare a meno di considerarlo un uomo mille volte superiore a molti “vermi” del suo tempo. Rifacendosi alla Tradizione Esoterica Egizia, il suo più grande sogno fu di diffondere l’idea di un Ermetismo come forza emergente nell’uomo integrato e forte di se stesso.

Il suo motto, “Volontà e Amore” é lo stesso che si ritroverà nelle pagine del Kremmerz e negli insegnamenti dei più genuini esegeti del pensiero antico.

Serva, il ricordo del divo Cagliostro, ad auspicare ai lettori una buona sorte. Altre volte la sua influenza ha avuto carattere bene augurale per l’umanità. Che la sua anima, dai remoti confini dell’Invisibile, li assista sempre!

Molti percorsi di vita sono stati costretti a mutare, nell’interesse dell’Anima Storica. I tanti Iniziati che si sono evoluti in senso alchemico, accetteranno il mio augurio nel modo più sincero possibile. Se quest’amico dell’umanità porterà la sua esperienza d’oltretomba anche nel nostro secolo, meriterà la riconoscenza di tutti.

Pronunciato nel ventre, avaro di parole, Cagliostro non riusciva a star fermo. Una barca in mezzo al mare sarebbe stata più stabile. Pieno di boria per i suoi contraddittori, insensibile alla lusinga, secondo noi, il Divino Anacoreta dedicava la sua giornata agli ammalati.

Facendosi assistere dall’amata sposa, sedeva intorno a un tavolo di quercia, sul quale disponeva i suoi esorcismi contro il male e gli alambicchi color nero fumo, cotti e ricotti al Fuoco dell’Arte, nel tentativo di proiettare l’essenza mercuriale sui suoi rimedi. E si disperava se qualche ingrato, perdendosi nell’espressione caritatevole dell’amore di Dio, fraintendeva il suo sentimento di altruismo con l’amore macabro del bigotto.

Giunti nel terzo millennio, l’anima del venerabile Alchimista si prodigherà in parole augurali per gli uomini del futuro. Con uno sforzo di fantasia, immaginiamo dunque il suo sguardo infuocato segnare lo spazio del pensiero senza forme, mentre le sue parole, scandite dall’Ermete, entrano in noi per elucidare migliori propositi di vita.

…. “Siate amici e non feritevi senza ragione. Spegnete in voi ogni affettazione, cercando l’amicizia del più vicino tra i Numi, perché conceda a ognuno un pizzico di eternità. Vivete senza lamentarvi di ciò che la sorte vi ha destinato.”

“Separate il puro dall’impuro e il fisso dal volatile. Fissate il vostro bisogno di amore col “Sal Nitro” dell’Arte, e curatevi con bicchierini di Magnesia, versata al suono di poesie miracolose e di feconde espressioni augurali.”

“Siate “figli di voi stessi”. E vedrete il mondo con gli occhi dell’innocente fanciullo, che diverrà l’anima vostra quando il peso della materia la precipiterà nuovamente nelle caligini di un corpo vivo.”…  

Era e sarà l’augurio di ogni vero Maestro ai suoi figli.

 

Nell’ultimo secolo l’ingiustizia e la violenza, imposte con le armi, hanno rappresentato l’orrendo tributo dell’essere umano alle forze dell’Anima Mundi (1), sempre più confusa e squilibrata con l’avvento degli anni 2000.

Il Mistero del Cristo é divenuto, nell’immaginario collettivo, un ordine utopico, sottovalutato nell’intenzione progressista dell’uomo moderno. Nei secoli dell’Inquisizione, migliaia di esseri umani soffrirono con dignità, sottomessi al giogo dei signori, ma avendo fiducia nell’umanità, che cercava faticosamente il suo riscatto nell’umanesimo integralizzante della Chiesa.

Oggi sembra che non vi siano più parole d’amore da dedicare ai sofferenti. La missione dei grandi Esoteristi del passato è considerata anacronistica e futile. Eppure é nel segno di Ermete che dev’essere temprata l’individualità dei figli di Eva (gli uomini), profondamente condizionati dalle forme inconscie della loro anima storica.

Nel processo di evoluzione dell’umanità, un’Anima Collettiva può essere definita come l’insieme eterogeneo delle individualità umane. L’abbandono dell’ideologia religiosa, in favore dei culti del consumismo e del superfluo, ha relegato l’identità della razza nei meandri di fumose propensioni, da cui sarà possibile liberarsi nei profondi mutamenti prodotti dall’accidentalità delle forme sociali.

Il mostro tentacolare dell’ideologia cristiana tentò di promuovere l’unità del genere umano “nell’Ecclesia” benedetta da Dio.

Di conseguenza la Chiesa di Roma, Mater Omnium Gentium, influenzando profondamente le forme inconscie della società, riuscì a inculcare la fede nel Dio Cristiano nell’anima storica di tutti i credenti.

Eppure essa favorì, pur senza saperlo, l’evoluzione dell’umanità.

Nel segno di Cristo si nasceva e di conseguenza, avendo l’anima il dono dell’immortalità, nel suo nome si doveva morire. Nel momento fatale si imprimeva, con l’ultima confessione, la profonda influenza morale di un sacramento che avrebbe condizionato l’anima del credente nelle vite successive.

Si creò così un potente “Eggregore” cioè una entità artificiale, ma intelligente, che nel corso dei secoli si trasformò progressivamente in un meccanismo di potere.

Polarizzata nell’amore per il Cristo, l’intensa tensione emotiva, prodotta dello stato di fede, scatenò nell’Anima Collettiva della Chiesa molte energie di tipo magico, considerate come genuine espressioni di santità, ma di fatto destituite di ogni reale capacità di promuovere l’evoluzione delle anime.

Purtroppo l’influenza inconscia dell’Anima Collettiva della Chiesa agisce, ancora oggi, nell’inconscio dell’uomo. Molti paladini dell’emancipazione sociale sono, a loro insaputa, profondamente intrisi di misticismo, che si oggettiva in attitudini innate come il falso senso di altruismo, in assenza di significative esperienze di amore e di solidarietà.

Il protagonismo della Chiesa provocò nell’uomo molti atteggiamenti ispirati ipocritamente alla dolcezza e al perdono. L’uomo fiero e determinato di un tempo, prigioniero del senso di colpa, fu indotto a ispirarsi all’esempio del Cristo, modellato ad arte dalla storiografia patristica della Chiesa.

Non per questo si edificò un’umanità migliore. L’espressione cara ai mistici evangelici: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” divenne, nell’esperienza cristiana, un’implicita raccomandazione a non lottare più per se stessi.

Più i credenti si abbandonavano ai “misteri della fede”, meglio preparavano il loro inconscio ad assorbire le strutture morali imposte dall’appiattimento sociale. L’idealismo cristiano fu causa di sopprusi e di ingiustizie, spiegabili proprio nell’ottica di un profondo coinvolgimento inconscio indotto dalle suggestioni del misticismo.

Se qualcosa di diverso si manifestò, nell’uomo del novecento, fu la tendenza a divenire difensore di ideologie caratterizzate da un’esaltazione dalla fiducia nelle forze del pensiero umano. Nel Comunismo storico, come in ogni ideologia fascista e autoritaria, furono tuttavia espresse le tentazioni idolatre impresse nell’anima storica dei credenti nella fede cristiana.

Nel corso dei secoli, migliaia di anime furono influenzate dall’inquietante misticismo dell’amore sociale. False definizioni dell’uomo evoluto furono condizionate da parametri di provenienza confessionale. Il buon cristiano di ieri divenne l’uomo concreto e devoto alla società civile. L’alterego di Dio, il Diavolo delle sacrestie, si trasformò nelle separazioni/filiazioni di Ordini e Sette magiche, che enfatizzavano la missione dell’Antico Adamo.

Il mistero del Cristo, nei suoi risvolti di fede e di amore, cedette il passo al sentimento affettato dei demagoghi moderni. Grazie all’esperienza collettiva, il senso del Divino si è mutato nel bisogno di solidarietà tra i popoli, non ancora completamente emancipati dall’individualismo, che riemerge sovente sotto forma di tematiche nazionalistiche.

Oggi si decide della sorte delle Nazioni nel segreto dei Palazzi di Governo. La verità viene sistematicamente deformata nell’interesse della dottrina sociale, dominata dalle profezie dell’economia totalizzante della globalizzazione su scala planetaria.

Lo scenario del nuovo millennio, nelle intenzioni di chi manipola le masse nell’interesse del potere, non certo per amore dell’umanità, è terribile. Saremo capaci di edificare un mondo migliore? Non si tratta di una futile domanda, ma della contestazione di un sistema capitalistico che non potrà che condurre l’uomo alla rovina.

Nella mistica cristiana, il giorno del Giudizio sarà caratterizzato dalla resurrezione dei morti. Nella moderna ideologia sociale, la salvezza dell’umanità é affidata alla saggezza dei Governi e all’influenza dell’evoluzione scientifica.

Si discute sull’abbrutimento dell’uomo, espresso nei meccanismi della droga. Conclusa l’epoca dei morbi terribili, come la lebbra, il colera o la tubercolosi, l’umanità é esposta a nuovi flagelli, come le forme tumorali e le nuove pandemie, di cui il COVID è l’esempio più recente e devastante.

Miseria e dolore provengono all’uomo da guerre fratricide, condotte spietatamente nell’interesse dell’americano status quo. Pax Romana un tempo, ONU e NATO al giorno d’oggi! … Eppure si ha la sensazione che, in un’umanità fortemente condizionata dal potere economico, si debba presto risvegliare un profondo rivolgimento, non ancora definibile per le menti moderne, confuse nei processi individualistici e sapienziali del prodotto commerciale.

Le profezie di fine millennio che caratterizzarono l’Evo Medio, così come l’attuale panorama societario, hanno il sapore di semplici superstizioni, condivisibili solo da pochi esaltati. Il mistero dell’Anima Mundi, obbediente alla Legge Divina, sembra sfumare nell’illusione di un futuro dell’umanità disgiunto dalla Vita Planetaria, nell’utopico ideale di un superuomo alla ricerca di se stesso.

Il futuro incombe sul genere umano, confuso e inconsapevole dei dissesti planetari prodotti dal suo allontanamento dalle feconde espressioni della vita naturale. Il progresso tecnologico si apre all’investigazione dei migliori, distraendo l’intelligenza umana dal suo compito essenziale: perseguire l’identità della mente umana con la sua Anima Storica.

“Siamo tutti uguali” sussurra l’uomo di oggi, alla ricerca di un egualitarismo non sostanziabile nei circuiti dell’anima. Il migliore e il peggiore!… Siamo manovrati dal misterioso burattinaio che chiamano Dio, ma abbiamo destinazioni molto diverse!

Nell’Anima Mundi sono contenute miriadi di conoscenze ancestrali, dinanzi alle quali la Magia Iniziatica erige i suoi Templi, in ricordo dell’evoluzione superiore di un animale, prediletto degli Dei, destinato a evolvere per suo merito sino alla condizione divina. Se ciò avverrà, un giorno lontano, com’era nelle aspettative dei nostri antenati, sarà l’evoluzione a stabilirlo.

Quando l’essere umano saprà sacrificare ogni ideologia consumistica all’amore per l’anima, il suo destino sarà migliore. Nell’identità dell’uomo con la sua Anima Storica prenderà corpo l’Ermete, l’Intelligenza superiore, l’uomo comune rinato a se stesso.

Nella storia del genere umano si verificarono molti eventi epocali, che segnarono la fine di civiltà giunte al culmine del loro ridondante sviluppo. Immani cataclismi decretarono la distruzione di Atlantide, dove i miracoli dell’ingegneria genetica avevano condotto gli abitanti del continente perduto a conquistare poteri inconcepibili per le razze di oggi.

L’evoluzione dello Spirito Planetario, non sottomesso all’insubordinazione dell’uomo, stabilì infatti che il segreto della divinità dell’essere umano fosse relegato nel suo inconscio, affinchè l’umanità, ricondotta alla sua origine, riconquistasse eroicamente la sua eredità perduta nel sacrificio e nella sofferenza.

Le prodigiose attitudini dell’uomo primordiale furono segregate nel sistema magico caldeo-egizio, e ancora oggi sono alla portata dei fortunati esegeti del pensiero alchemico. L’Alchimia Spirituale fu inventata nella speranza di occultare le meravigliose conquiste di un lontano passato.

Nel tentativo di sollevare l’umanità dai dolori dell’esistenza, l’Alchimia si propone come l’eredità dell’antico Popolo Atlantideo, scomparso negli abissi dell’Oceano per aver profanato il segreto dell’uomo.

Saremo destinati alla fine ingloriosa dei nostri progenitori, che nei sepolcri delle Piramidi il tempo risparmiò, perché fossero l’origine di un nuovo inizio?

Possiamo considerare gli Immortali come profanatori della Volontà Divina, essi che la Legge Alchemica onora sopra ogni stima umana, definendoli Arconti di un’umanità in corsa verso se stessa?

Mi rendo conto che non sarò compreso!

Se l’Alchimia, tradotta dal linguaggio inverosimile degli antichi Soffiatori, divenisse patrimonio dell’intero genere umano, sarebbe possibile un ritorno al glorioso Adamo, antenato della Cabala Ebraica e padre dei cosiddetti Santi della Chiesa?

Io credo che la Magia, e forse la superstizione, siano più utili della semplicistica conclusione che tutto é nella mente dell’uomo. Ereditarietà e cromosomi forniscono molte spiegazioni dei temperamenti umani e delle manifestazioni interiori, modulate all’atto della loro espressione psico-somatica.

Che il Magistero Alchemico rappresenti la soluzione agli Enigmi della Sfinge, Giuliano Kremmerz lo affermò oltre un secolo fa. Una “Religione dell’Umanità”, in senso alchemico, costituisce però un obiettivo non facilmente conseguibile. Fino a quando la tolleranza della dimensione materiale lo consentirà, l’evoluzione umana sarà costretta a procedere secondo le attuali linee dominanti.

Forse saranno eventi traumatici a concludere la nostra epoca. Ma se l’Uomo Solare, rigenerato dall’Alchimia, tornerà a regnare sulla Terra, sarà sicuramente l’inizio di una nuova Era. L’uomo del futuro estenderà il suo potere nell’Universo, contestando alla Legge Divina il suo diritto di manipolare “l’Erede di Lucifero”, il solo nome che ancora si teme.

Mario Krejis é cosciente dell’effetto delle sue parole. Satanismo e Cristianesimo sono però concezioni destinate a essere superate. Nei secoli che verranno, il “Magister Templi” sarà soltanto l’uomo, Signore illuminato della Materia e ministro plenipotenziario del Sole. Nel suo divenire storico si paleseranno i misteri dell’Alchimia, fino a quando l’Oro dello Spirito non risplenderà su tutti i Metalli vili, trasformando il nostro pianeta nell’aureo Santuario di Dio.

Esiste nell’Universo una Legge Intelligente, che feconda le produzioni occulte in miracolose creazioni della Mente Divina.

Kether, la Corona Radiante, si riflette in Binah, l’oscuro Regno di Iside, dal quale germinano i frutti dell’Albero della Vita, che Chokmah, lo Spirito delle Forme, anima nella loro fatale evoluzione.

L’Alchimia rinforza l’idea dell’Anima Mundi, vigorosa creazione dei Rabbini, influenzati dal pensiero dei Sacerdoti di Iside nella loro mosaica concezione dell’Universo. Ma l’erede dei Templari sa che nessun parto fecondo, e nessuna trasmutazione metallica, sarà possibile finché Osiride non risorgerà nel grembo immacolato di Iside: Maria, Miriam, separata dall’Albero del Male per divenire la “Regina di tutti i Miracoli”.

Nell’iniziato ai Piccoli Misteri, Maria é l’Eva sedotta dal Serpente, divenuta mesta per le fermentazioni prodotte dall’amore misticheggiante per il Maestro Iniziatore. Mentre, nell’Iniziato di Osiride, il Magistero Ermetico plasma il Nume, frutto e seme dell’Uomo Solare, succube del padrone del vapore, cioè dell’essere umano, eppure Dio del suo corpo.

Lo Spirito Divino aleggerà sulle Acque delle misteriose emanazioni della Materia e tornerà, bianca Colomba, nell’Arca del Diluvio dove l’uomo, restituito a se stesso, sarà il superstite della sua stessa umanità.

Su un piano collettivo la “rigenerazione spirituale” dovrà forse attendere un nuovo Diluvio, ma si spera che, nei secoli che verranno, l’Intelligenza Divina germini Forze e Creazioni che non si manifesteranno negli orrori della guerra o delle gravi catastrofi naturali. E che il tempo a venire sia fecondo dispensatore di serenità e di pace.

L’Alchimia avrà il compito di aiutare le Forze Planetarie attraverso l’ordinato ricomporsi delle unità-uomo nelle prodigiose espressioni dell’Anima Mundi. Guardiani della Tradizione veglieranno, affinchè ogni aspetto dell’evoluzione solare avvenga nel rispetto della Legge. A noi, uomini del ventunesimo secolo, non resterà che pregare, avendo fede in Dio.

Il mistero della Reincarnazione ci ricorda che saremo, presto o tardi, gli eredi di noi stessi. Ritornando nei corpi, avremo l’illusione di essere figli del nostro tempo. Risvegliarci da quest’illusione é compito dell’Ermetismo e, per coloro che più si individueranno nell’ideale di un’esistenza spirituale, sarà la missione dell’Alchimia.

Il mio augurio é nel progresso dell’uomo: che riesca a trovare le formule giuste per adattarsi all’eterno flusso di materia, che prenderà corpo nelle cangianti espressioni delle sue tante vite.

Gli anni che verranno saranno come molti altri. Figlio del suo tempo, l’uomo continuerà il suo cammino sulla Terra, felice di scoprire in sé, ogni giorno, la speranza in una vita migliore; oppure deluso nel constatare le tante contraddizioni di un’esistenza non sempre accettabile nel suo carattere frustrante e doloroso.

Si formano pensieri nuovi e si distruggono speranze, nel perenne contrasto con le circostanze della vita, che ci riserverà molte sorprese, se avremo il coraggio di credere di più in noi stessi. Miracolosamente illesa, la “Tradizione Solare” attenderà pazientemente l’uomo soverchiato dalla sofferenza, per restituirlo all’anima sua.

È il mio augurio. Nel nome dell’Alchimia, vivete nell’ideale di un immediato rientro in voi stessi. Se lo vorrete fortemente, riuscirete. Il resto dipenderà dalle Forze Invisibili, devote al Pianeta Terra più che all’uomo.

Tuffatevi nella vita con la morte nel cuore: che sia la morte dell’illusione materialista di edificare l’uomo del futuro nel solo affrancamento dal bisogno; e serbate nell’anima il profondo amore per l’ideale di un Essere divino, che è in voi e che dovrà risvegliarsi quì, sulla Terra, e non tra gli angioletti del firmamento cristiano.

Sulla Terra!… Sì amici, quaggiù, tra i flutti ribollenti della “Corrente Astrale” saremo chiamati a risuscitare l’Angelo di Dio, che sonnecchia dolcemente in noi sognando il suo antico Eden.

Io però sono ottimista. Nonostante le speranze di tanti Iniziati, tante volte deluse, m’illudo ancora che il sortilegio dell’Osiride in carne e ossa colpisca l’uomo moderno, per trasformarlo in una creatura d’altri tempi.

Vivere con l’amore nel cuore, fino a divenire Potenze del Nume Solare: sarà nel Sole che dovrà concludersi il lungo tragitto dell’uomo nella Materia. Sarà fra mille o centomila anni!… è nell’Uno che finiremo tutti quanti, scintille di un Fuoco immenso!…

Quel Fuoco che é Amore.

FINE

Mario Krejis

 

NOTE:

  • ANIMA MUNDI:(l’Anima del mondo) è un termine filosofico usato dai platonici[2] per indicare la vitalità della Natura, considerata nella sua totalità, assimilabile a un unico Organismo vivente. Rappresenta il principio unificante da cui prendono forma i singoli organismi, i quali, pur articolandosi e differenziandosi ognuno secondo le proprie specificità individuali, risultano legati tra di loro da una tale comune Anima

 

  • EGGREGORE: Se piu’ persone legano i propri pensieri ad uno stesso argomento si finisce per creare un pensiero comune il quale genera, a sua volta,un Pensiero Maggiore fatto di energia. Se questa energia si prolunga costantemente nel tempo e se l’unione si rafforza, la forma del pensiero si stabilizza e anzi si rafforza diventando definitiva. Quando questo avviene si forma un’ EGGREGORE. Il termine deriva dal greco EGREGORIEN che significa “colui che veglia”. In antichità ’tale termine stava a designare alcune entita’ sovrumane come gli Angeli che reggono, invisibili e silenziosi, i destini dell’Umanità.

 

 

  • ANIMA STORICA: Termine che si identifica con il concetto ermetico di Uomo Storico. L’Uomo Storico è il nostro antenato, la parte più o meno cosciente della psiche che contierne il ricordo potenziale di tutte le incarnazioni cui il Principio Intelligente va incontro nel suo tragitto evolutivo verso l’autocoscienza di sé, come Dio e Signore dell’Universo Materiale.

 

  • ANIMA COLLETTIVA: Utilizzato come sinonimo di Eggregore

 

 

  • ERMETE: L’Ermete (o Spirito Mercuriale), è l’intelligenza umana purificata da tutte le influenze disturbanti dell’inconscio, integrata profondamente con l’Uomo Storico in modo da costituire un’unità funzionalmente perfetta. L’Ermete consta quindi di due parti essenziali: la coscienza ordinaria, che racchiude le conoscenze di quella vita ed è in rapporto col corpo fisico e le sue complesse funzioni neuro-psico-endocrine. La seconda parte è l’Uomo Storico, anch’esso depurato di ogni conflitto antico e ricondotto a serbatoio neutrale di conoscenza. Si legga in proposito quanto detto da Kremmerz nel suo Mondo Secreto e da Mario Krejis nel suo libro “Ermetismo e Alchimia”.

 

  • ARCONTI: Nel linguaggio religioso del mondo ellenistico, gli Arconti sono esseri di natura inferiore alla divina, ma superiore all’umana. Possono essere angeli che attorniano Dio o esseri ostili all’uomo e malvagi.