La scrittura intuitiva e l’ispirazione ermetica

di C.M.

Spiegare l’intuizione ermetica in poche righe non è semplice. Come si manifesta? Semplicemente accade di ritrovarsi in contatto con una parte di sé che esprime pensieri di ordine diverso dai soliti meccanismi mentali, e mentre si cerca di trascriverli o si ascoltano si ha la chiara impressione di esserne partecipi ed estranei.

Un fenomeno medianico? Certamente no. Vi è sempre consapevolezza su ciò che accade. L’Ermetista che si lascia guidare dalla fluenza dei pensieri segue semplicemente il corso del fiume, lasciandosi trasportare, tirando i remi e seguendo la via che lentamente lo porta a sottili percezioni, a vibranti parole che acquisteranno il reale senso solo nel momento in cui sono rilette.

Non sempre ciò è altamente lirico e ispirato, dipende dalla conformazione dell’Uomo Storico che può esprimersi in maniera espositiva, dialogica, poetica, artistica o semplicemente dando delle istruzioni.

Senz’altro l’espressione poetica, il fervore lirico che a volte assume il predominio sul razionale controllo è un fenomeno particolarmente affascinante. Soprattutto se ciò accade a persone che per la loro conformazione non sono vicine a quel mondo che all’improvviso spalanca le sue porte, riportando a galla vibranti espressioni contenute nella propria storia animica.

Le condizioni di purificazione sono senz’altro dei fattori corroboranti il fenomeno, più l’uomo tende se stesso verso elevati ideali di spiritualità e saggezza, più incentra la propria vita sulla volontà di trasformazione, più si apre all’Amore dell’Anima, maggiori saranno le occasioni in cui l’ispirazione guiderà i suoi giorni regalando doni intrisi di lirismo e poesia.

Come dice Mario Krejis, l’Ermete ha il colore dei pensieri umani e l’essenza di un Dio. E’ il Nume che si manifesta all’Uomo con un linguaggio che l’uomo stesso interpreta secondo la propria cultura e inclinazione e delle proprie doti di traduttore. Un linguaggio che può essere fatto di simboli, di figure, di suoni, di parole che sembrano sorgere da se stessi o percepiti in un guizzante istante, rubate a dimensioni nascoste.

L’uomo, partecipe e nello stesso tempo spettatore del fenomeno, vibra fortemente mentre la sua consapevolezza si espande e coglie in messaggi che stenta a decodificare, i codici di altri campi intellettivi, che sono la rappresentazione delle sue più alte ispirazioni.

Nel momento dell’identificazione, esse rimangono impresse come impronte, come resti dell’esperienza che a stento si riesce ad arginare. Lasciandosi andare a ciò che lentamente emerge dalla propria interiorità, l’Ermetista non si sforza più di servire il filo logico dei suoi pensieri e spesso non ricorda nemmeno più l’idea iniziale che l’aveva portato a scrivere o a esprimersi.

L’ispirazione avvolge l’atmosfera in frasi e ricordi che sembrano alla fine incastonarsi in un magico disegno finale. Rileggendosi ricollega i concetti a ciò che dentro di sé giace, nello stesso tempo si stupisce delle parole spesso sorte come fiori improvvisi, provenienti da stati di difficile identificazione.

L’arte in generale e la poesia in particolare sono espressioni esemplari di questo fenomeno, che si manifesta non solo in chi percorre la strada ermetica, ma anche negli uomini dotati di una certa sensibilità che vivono la cosiddetta genialità o estro in maniera inconsapevole, sentendo il contatto con essa come un avvenimento particolare “un mutamento dal solito stato” che li accende di un potente entusiasmo facendo spesso da contrasto con la vita familiare e sociale.

Tuttavia negli uomini comuni, per quanto artisti o dotati di particolari qualità di ingegno, il fenomeno può provocare spesso un disagio e uno squilibrio con la propria personalità che li induce ad allontanarsi dall’iniziale e fanciullesco entusiasmo e a condurre (esaltati dalle lusinghe dell’Ego) una vita all’insegna dell’insoddisfazione e della depressione, alla ricerca di un’ispirazione che può avvenire invece solo in condizioni di equilibrio e tranquillità emotiva.

Chi si dedica agli studi ermetici conosce invece profondamente il fenomeno, che non è sempre uguale, non tutti gli Ermetisti sono geni, pittori, poeti, grandi scrittori. Semplicemente l’Ermete può manifestarsi in immediate intuizioni (il presentarsi in maniera diretta della soluzione di un problema assillante) o in episodi di sincronicità o in sogni significativi.

La Poesia Ermetica si manifesta come emergenza dello spirito, afflato vitale che permea il mondo sublunare dell’inconscio e ne proietta i messaggi che diretti toccano le corde vibratorie dell’iniziato rivelando brandelli di sé in riverberi antichi e ricordi affioranti, o come bellissima fanciulla che reca nelle sue mani le gemme di superiori intuizioni e rivela conoscenze rapite agli Dei o a diversi stati di coscienza facendone dono alla sua fertile mente.

Lampi, guizzi di verità che accendono nella nebbia dell’abisso interiore nuovi barlumi di speranza e di amore. Altro non saprei dire, è un comporre e un ascoltarsi, è armonicamente accompagnare ciò che dai pensieri esala come una melodia che magicamente emerge da se stessa.

Il termine più esatto per definire il fenomeno è scrittura intuitiva, che può essere dettata da particolari condizioni legate a emozioni intense o da stati dell’essere suscitati da una particolare lettura, che riconduce i pensieri verso concetti che si riconoscono come veri, già presenti, o dall’ascolto di una particolare musica che determina lo sciogliersi di particolari nodi emozionali e riporta la sensibilità, il lunare, verso un punto di apertura ed esaltazione poetica; o semplicemente la contemplazione di un paesaggio, di una persona che si ama o un pensiero elevato verso Dio.

Allora lentamente prevalgono pensieri di maggiore leggerezza, la saggezza si manifesta in frasi di apparente semplicità, la bellezza riluce attraverso versi che danzano come caroselli di gioia.

Pensieri di natura elevata dettati da ciò che gli antichi chiamavano furor inteso come creatività poetica, presenza divina, che fa pensare quasi a uno stato alterato della coscienza e che essenzialmente, nell’iniziato in cui l’Ermete si manifesta in espressioni di carattere lirico, trova sfogo in immagini simboliche che adducono e indicano dei percorsi, dei consigli, delle strade da seguire.

Tuttavia il processo avviene in maniera spontanea, scevro da ogni esaltazione psicologica. Semplicemente ponendosi in ascolto e posto in risonanza dalle pratiche di purificazione e dall’influenza positiva del gruppo, l’Ermetista lascia fluire in sé i messaggi del proprio Uomo Storico, succo ed essenza della propria Anima che suggerisce, consiglia e regala alla sua parte ancora divisa le gemme o le pietre aguzze della sua Verità e del suo volere.

Spesso i messaggi si riferiscono ad antiche credenze o a conoscenze appartenenti alla Tradizione Antica. Ciò ha una sua spiegazione. Raggiunto un certo grado di purificazione, l’iniziato entra in contatto con un Campo astrale (o inconscio collettivo legato all’Ermetismo) associato alla particolare Tradizione di cui fa parte e attinge le idee e i contenuti simbolici creati dai grandi iniziati del passato, dalle religioni antiche, dalle Intelligenze che in esso pullulano alle quali si avvicina filtrandone i segnali con una percezione che diviene man mano più chiara.

Il linguaggio poetico e lirico è senz’altro un modo per tradurre esperienze e pensieri che superano il normale stato di essere, difficili da rendere nella limitata sfera della logica e della razionalità. Inoltre esse attraverso l’uso d’immagini e metafore, fissano il loro contenuto di semina occulta e si depositano dando luogo a successive intuizioni che maturano attraverso la rilettura e la meditazione su di esse.

I componimenti che seguono nascono da attimi d’ispirazione, non intendono assolutamente essere esempio di espressioni dell’Ermete loquente e manifestativo, ma solo descrizioni di stati particolari che tendono ad esso. Spero sia riuscita a colorarne le fuggevoli sfumature.

 


DEJA’ VU

Certi attimi sembrano fermare il tempo, certi stati interiori ricordano immagini e momenti vissuti che spontaneamente sono ricollegabili, come dei dejà vu, delle epifanie che sembrano venire da un tempo lontano.

Allora siamo testimoni di noi stessi, spettatori e protagonisti, ciò che viviamo lascia in bocca un sapore già sperimentato. Rimane il senso di una profonda nostalgia … verso chi e che cosa? È un ritrovarsi dentro se stessi, oltre il limite dell’essere che si espande fra tempo e spazio.

Ciò che segue è uno stato non paragonabile ai soliti meccanismi mentali, è lontano da qualsiasi schema visibile e catalogabile. Le parole si tingono di una dimensione quasi onirica, senza possibilità di analisi investigativa, ciò che realmente ci scuote è la presa di coscienza di uno stato fuori dall’ordinario che ci ricorda le possibilità infinite della nostra natura, di movimenti che interessano il nostro Ibis, corpo mobile e sensibilissimo dotato d’infinita memoria che emerge in immagini di stati vissuti.

Sospeso… come un velo che volteggia dall’alto
in sinuose onde che vibrano al suono del silenzio.
Atmosfera rarefatta, di crepuscolo.
Profumo di lavanda proviene dalla semichiusa finestra.
E mi espando nel ricordo di un attimo che s’insinua
come fuori da ogni mio tempo.
Il mio pensiero si fonde con la trasparenza di un
tessuto che cade rivestendo il suolo senza coprirlo.
Nel fondo del silenzio rimonta e riluce di adamantino
fulgore colorato dalle stelle che improvvisamente
cadono dal cielo divenuto manifesto nella sua
espressione.

 


CICLICA TRASFORMAZIONE

E’ la danza degli elementi che mutano forma e sostanza in un processo foriero d’incessanti cambiamenti. Immagini pregnanti che sussurrano al cuore simboli e passaggi. Involuto, s’insinua il linguaggio dell’Anima, che suggerisce e invita a una comprensione oltre la mente.

I concetti s’intrecciano in un movimento che ricorda il ciclo dei mutamenti degli elementi, ciclo di accrescimento e distruzione; dalla nascita (simbolo di fioritura, della generazione primaverile) al calore intrinseco, stato di Amore che accende il Fuoco e purifica, riscalda o brucia se eccessivo e divampante.

Nuovamente cenere diviene Terra, nel buio e freddo terreno della conservazione e dell’attesa, legata all’intimo prodotto della sofferenza e del dolore, succo che attrae il nutrimento del seme purificato che rinasce a se stesso.

Ciò che rimane, nell’atto estremo del passaggio al nuovo stato è immutabile nella sostanza, foriero di ulteriore fioritura o immobile nell’attesa del giusto tempo.

Nella rigenerazione della forma
Sei calore che accende
e alimenta il Fuoco
Forza ignea che riscalda e vivifica
purificante e inflessibile.
Nella cenere che sorge come intimo prodotto
riconduci la sostanza in Terra succosa
di essenze cristallizzate che si nascondono
nel fulcro del loro segreto involucro.
Il volatile trasformato in fisso.
E nel passaggio estremo dall’etere alla materia
l’atto creativo si compenetra nel pregnante nutrimento
del sacro fuoco che produce le pagliuzze d’oro.
Pulsano e riconducono a un nuovo equilibrio,
illusoria sembianza di un traguardo temporaneo.
Solo parziali assemblaggi di una sempre più vicina unità.
E nella nuova fusione l’oro ridiventa acqua che si
rifonde in Vita irrorando di linfa le braccia ramose
dell’Albero ricolmo di germogli fioriti.

 


SILENZIO INTERIORE

Vi è un luogo così intimo e personale che descriverlo è come profanarlo, una zona del nostro essere dove ogni pensiero si annulla, ogni emozione si tinge di eternità confondendosi nell’estremo groviglio degli stati inconsci, lì, diviene possibile lasciare andare ogni maschera, deporre ai piedi dell’Io ogni apparenza e dolcemente scivolare dal mondo delle illusioni, degli specchi mentali, alla dimensione dell’infinito carosello delle possibilità dell’Anima che spesso si palesa in semplici e diretti stati d’Amore.

Ciò che s’intravede è confuso da ombre apparenti, che proiettano segnali di ciò che è nascosto a semi ciechi occhi. E la vista pulsa in visioni istantanee e fuggenti fin quando ti arrendi al loro fuorviante richiamo.

L’attesa diviene arrendevolezza, consapevole accettazione del proprio limite e certezza dell’Oltre. Il Viaggio riprende sulle ali d’illusioni cadute e il coraggio indomito verso l’ignoto che in noi si appalesa.

Terra di silenzio
Terra di confine
fra il mio e il suo anelito che incombe e cresce
Ritorno all’ovile sperduto e solo
nel grembo della tua carne ormai consunta
Cielo del baluginante fuoco
sacro e potente
E la nudità assoluta di un essere antico
ritempra la vita che risale
E l’oblio offusca ogni stucchevole ricordo.
Nell’ombra è caduta la nebbia
si è diradata in un paesaggio assolato.
E ricomincia la danza
nell’energia primigenia di un giorno nuovo
E cammino
ormai solo, nel silenzio
frutto del proibito seme
ascia che colpisce ogni illusorio vagito
seguo le mie stesse ombre
lungo i pendii scoscesi della scalata eterna

 


ABBANDONO

Nel Silenzio inizia il mio viaggio.
E nell’ovattato spazio che mi circonda, la vista annebbiata riposa.
Ricordi e immagini,
pensieri che s’insinuano striscianti nel sottoscala della mente assopita,
fulminei e colorati incidono nelle pareti opache le loro fatiscenti parole.
Da tempo osservo la loro fugace apparenza e il segno tangibile e fisso mi invita a oltrepassare.
Il bagaglio è accanto ai miei piedi, poche e sostanziali riserve poste disordinatamente nelle cavità di una borsa consunta
Non esito, sono pronto.
Il ponte di luce mi indica la strada, esso si inerpica attraverso tortuosi sentieri irti di spinose ortiche.
Solo e con un cuore pulsante proseguo.
Il vento mi sospinge indietro, i lampi scaricano la loro potenza di cielo sul mio capo bagnato.
Eccomi completo e nudo al tuo cospetto, Signore dell’Oltre!
Un tempo ho veleggiato con la mia barca, credendo di trovarti tra i flutti della mia irreale esistenza.
Ora in un ultimo spasimo offro ciò che di me rimane, sciogli ogni nodo e mostrami il reale volto di ciò che sono.
Due lacrime sole… dagli occhi ormai vitrei racchiudono l’essenza di ciò che ero.
In esse scorre ciò che rimane di una vita racchiusa in un sogno.

C.M.