di E.C.

Personaggi:
Netjerikhet
Sibilla Cumana
Sibilla Delfica
Polifemo
Luna
Pozzo

In una calda notte d’estate la Luna si rispecchiava in un Pozzo, tutto era silenzio, tutto era fermo. Solleone aveva celebrato la sua Agape e la natura riposava.

Luna

Pozzo: Luna ogni anno passi su di me e ti rispecchi in me, ma non parli mai.

Luna: oh Pozzo, quest’anno ho visto cose nuove. Oh Pozzo, quest’anno ho un racconto per te.

Pozzo: narra allora, Luna!

Luna: in un campo vicino a Pompei c’erano due Sibille e Polifemo che passavano il loro tempo in lazzi e scherzi, poi comparve un uomo con un mantello sulle spalle, appoggiato al suo bastone e con un cane che gli mordeva la gamba. Netjerikhet egli era. Veniva dall’Egitto e parlò.

Netjerikhet: salve a tutti, vengo nella vostra bella Enotria da Ta Meri.

Sibilla Cumana: ciao Netjerikhet, perché sei venuto qui?

Netjerikhet: in Ta Meri gli Dèi si sono destati ed io qui sono alla ricerca dei discendenti di Mamo Rosar Amru, sacerdote di Iside che qui conobbe l’Amore.

Sibilla Cumana: ha amato ed è tornato, dopo la vendetta della Dea, cominciò la sua vendetta e conobbe il Suo amore.

Polifemo: linguaggio oscuro, linguaggio da Sibilla. Fatti non parole!

Sibilla Delfica: oh Polifemo l’unico occhio ti impedisce di vedere.

Polifemo: cosa devo vedere? Miti, leggende di tanti secoli fa.

Netjerikhet: non si tratta di leggende. L’antica sapienza Egizia è emigrata e giunta nella vostra bella terra, la terra del vino e dell’olivo, la terra del grano e qui è rimasta nascosta e ogni tanto emerge, ribolle al di fuori della lava del Vesuvio: Giordano, Raimondo, Alessandro, Giuliano, Mario.

Polifemo: e mo’ che c’entra sto’ Mario, ma chi è?

Sibilla Delfica: anche lui, come gli altri, è stato amante di Partenope. Anche lui come gli altri ha bevuto l’acqua del Sebeto.

Sibilla Cumana: Sebeto, fiume sacro e nascosto, il nostro Nilo.

Polifemo: vuoi dire che l’Egitto si è trasferito sulle rive del vostro bel golfo? Sulle rive del vostro bel mare, dove Partenope morì?

Sibilla Cumana: si! Dove Virgilio nascose l’Uovo!

Netjerikhet: si! Dove Mamo approdò!

Sibilla Cumana: tutto passa da qui, tutto qui si compie.

Polifemo: parole velate le vostre.

Sibilla Delfica: Polifemo, l’unico occhio ti fa cieco, l’unico occhio non ti fa vedere.

Polifemo: cosa dovrei vedere?

Netjerikhet: la cosa più semplice: lavoro di donna e gioco di bambini.

Polifemo: continuate con gli enigmi!

Sibilla Delfica: non sono enigmi Polifemo dall’unico occhio che vivi sul monte del fuoco. Tanti hanno celato il vero in enigmi e segreti per ingannare gli uomini con uno o due occhi. Per il loro potere sulle menti. Ma l’uomo che ha il terzo occhio vede e sorride sapendo che vita dopo vita tutti giungeranno alla propria meta.

Polifemo: ma tu Netjerikhet perché sei giunto nella terra del vino?

Netjerikhet: Giordano, Raimondo, Alessandro, Giuliano li ho conosciuti tutti. In epoche diverse hanno portato il messaggio dell’Egitto ai loro contemporanei, adattandolo e rendendolo accessibile alle loro menti. Ora c’è Mario, vorrei conoscerlo, parlare con lui per sentir da lui parole sul Nuovo Ermetismo. Vorrei sentire parole nuove, per l’uomo del III millennio. Vorrei sentire che gli Dèi dell’Egitto sono ancora qui, nella vostra bella Enotria.

Polifemo: ma tu chi sei? Che porti parole tanto antiche, che porti la rimembranza dei tempi antichi, dei tempi della Sfinge?

Netjerikhet: fui Re e fui Sacerdote. Horus abbracciava la mia testa con le Sue ali e l’Ureo era sulla mia fronte, calpestavo i Nove Archi e manifestavo Maat. Toro di mia madre. Ora sono qui!

Sibilla Cumana: ora sei qui Grande Faraone! Il Tuo Ka è potente! Il Tuo Ba vola sulle nostre teste! Il Tuo Akh ci abbaglia! L’Ureo sulla Tua fronte sputa fiamme suoi Tuoi nemici, sui nostri nemici! Tu ci difendi!

Sibilla Delfica: ora sei qui Grande Faraone! Figlio di Ra, Amon ti generò! Tu sei il timoniere di Mandjet, il timoniere di Seketet! Tu sei il timoniere delle Maaty!

Polifemo: tu Faraone potente conosci dunque l’Arcano degli Arcani?

Netjerikhet: Arcano? Arcani? Parole al vento per ingannar gli sciocchi. C’è un solo Arcano: l’Uomo e quel che porta dentro la sua dura cervice, che si prolunga fino alla Radice dove si distilla il Nettare della Dea per poi risalire per le Divine Nozze.

 

Grande sei Tu,
oh Dea dai mille nomi,
con seni prorompenti,
le caviglie cerchiate d’oro
e le unghie di rosso carminio.
Amorevole madre,
tremenda vendicatrice.
Figlia di Ra,
padrona del Tutto,
Anima del Mondo.

Polifemo (improvvisamente gettandosi a terra): ah! Non accecare il mio unico occhio con la sfolgorante potenza della Dea; misero essere io sono, verme della terra, obbrobrio degli uomini. Pietà, ché non son servo dell’Avversario!

Netjerikhet: sì, ti perdono, ché non sai di cosa parli, ché non odi la voce; ma riprendiamo il mio primitivo discorso: ho saputo che dall’Apula terra un messaggio è giunto nella terra della Sirena che ha riaperto le chiuse del Sebeto e il Sacro fiume di Partenope, pian piano, riprende il suo corso segreto. Tanti scogli e ostacoli ne impediscono il fluire, si noman eredi di grandi Uomini, si noman possessori dell’Arcana Sapienza, legan con catene chi in loro crede, diffondon oscurità e morte. Ma il Sacro fiume ridestatosi, quasi Nergal rinveniente, con le sue acque scaccia le tenebre dell’oscurità e della morte, i fantasmi passionali della mente; e Ra torna all’apice del Suo corso per inondare tutto di Luce.

Luna quella notte fermò il suo corso continuando a specchiarsi nel Pozzo, gli alberi fermarono le loro foglie, gli uccelli le loro ali. Un lupo da lontano rivolse i suoi occhi scintillanti verso il Pozzo.

Pozzo: che bel racconto Luna. Sotto di te si sono incontrati dei Numi e le favole antiche diventano realtà. Beata la terra che fu calpestata dai Numi!

Una dolce Ondina nel canneto piangeva le calde lacrime dell’amore.
Luna riprese il suo narrare.

Sibilla Cumana: ora a Partenope si parla di Largo e Piazzetta, di Accademie rinate, ma la luce non brilla, il Nume non parla.

Sibilla Delfica: altrove è il Nume, ben ha detto Netjerikhet. In Partenope ci sono; sono ancor bambini, ma già poppano ai seni della Dea e presto saran maturi. Una nuova alba illuminerà il cielo di Partenope.

Netjerikhet: a loro un Libro è stato donato, ne facciano uso per la salute di chi chiede. In Esso la Vita è racchiusa, la Forza della Guarigione per anime e corpi da Esso prorompe. Così i Novelli Ermetisti adempieranno la loro missione!

E.C.