Capitolo 2

(Gli Abitanti del Mondo Invisibile)

Qualsiasi forma di contatto telepatico con Creature intelligenti dev’essere considerata con diffidenza e concretezza. In ogni momento della vita si generano miriadi di pensieri. Si tratta di meccanismi ben noti alla Psicologia, che cerca l’origine delle emozioni in un approccio mentale alla realtà. Se si generano pensieri positivi, l’atteggiamento interiore del soggetto si sposterà verso l’ottimismo e la serenità. Se prevale un’esperienza negativa, saranno generati stati emozionali improntati alla depressione o alla paura.

Quando un ipotetico Maestro aiuta i suoi discepoli, sa che gran parte delle loro reazioni emotive saranno influenzate dal loro stato inconscio, cioè dalla loro anima, più che dai loro pensieri, e quindi dalla realtà.

Si deve insomma ritenere (soprattutto nella strada spirituale) che sono le modificazioni dell’empatia individuale che stimolano la genesi dei pensieri, che saranno sostanzialmente intonati allo stato interiore evocato.

Quando un Iniziato incontra delle persone comuni, intrattenendosi con loro in piacevole conversazione, è probabile che ognuno dei suoi ascoltatori generi pensieri che sono conseguenza dell’influenza inconscia dell’Iniziato sulla loro interiorità.

Per esempio, se quella persona è avvezza a pensieri di spiritualità, costruiti pazientemente con la pratica delle virtù, aprendosi emotivamente alle parole dell’Iniziato avvertirà un sentimento di amore avvolgerlo fino a determinarlo in uno stato estatico di fede e di esaltazione.

Se al contrario l’ascoltatore è un epicureo dedito alla materia, senza alcun interesse per le cose spirituali ma con un’anima istintiva e poco matura ermeticamente, è probabile che il contatto con l’Iniziato evochi le solite emozioni, che potranno però assumere anche connotazioni morbose o a sfondo sessuale.

Nei due esempi precedenti la forza applicata al sistema, cioè l’influenza dell’Iniziato, è la stessa, ma i suoi effetti varieranno grandemente a secondo dell’equilibrio psicologico e soprattutto dai contenuti inconsci dell’ascoltatore, cioè dalle caratteristiche del suo “Uomo Storico”.

Insomma esiste una notevole differenza individuale nella capacità dell’individuo di rilevare neutralmente le azioni indotte da una Forza esterna (nel nostro esempio il Maestro) sulla sua anima. Ciò spiega l’estrema variabilità delle comunicazioni medianiche, nei pochi casi in cui il medium entra effettivamente in rapporto con Esseri disincarnati.

Quando si chiede un responso su un avvenimento futuro, si debbono sempre considerare con prudenza le risposte che si ritiene provengano da un’Entità. Il più delle volte le proiezioni mentali, prodotte dall’evocazione, derivano da “ospiti aurici” indesiderati, cioè da Larve, Simili Nature o da Spiriti Elementari.

Al contrario, nel caso di un’autentica presenza spirituale, l’uomo impuro conserverà ben poco dell’impronta luminosa dell’Entità. Le distorsioni mentali saranno tali e tante che il “raggio di conoscenza” proveniente dallo Spirito disincarnato si scomporrà in mille riflessi, che stimoleranno la mente a produrre pensieri inutili, potenziando in senso squilibrante i dinamismi psicogeni che caratterizzano la realtà ordinaria di quell’uomo.

Quindi la purificazione rappresenta una condizione essenziale per qualsiasi contatto con l’Invisibile intendendo, col termine purificazione, la corretta disciplina mentale che allena l’iniziato a controllare i suoi pensieri, ponendolo in grado di orientare le sue fasi di esaltazione emotiva verso idealità superiori, che contribuiranno a stabilire il giusto ambiente psichico per ogni contatto con l’Invisibile.

Spesso si insiste, specie con i nuovi giunti, perchè leggano e si dedichino con passione alle tematiche iniziatiche. L’entusiasmo, energizzato dalle pratiche, rappresenta un aiuto essenziale per ottenere i primi risultati in campo spirituale.

Nelle fasi successive, quando l’Ermete inizierà a farsi strada nel labirinto dei pensieri, il discepolo saprà come fare in modo che il suo tenore emotivo sia sempre elevato e in grado di assorbire le sottilissime vibrazioni dell’Invisibile.

Quindi occorre preparazione. Dopo di che si potranno muovere i primi passi nel mondo dell’Occulto. Il meccanismo dell’azione magica è abbastanza semplice. La mente inconscia del discepolo si comporta come femmina, lasciandosi ingravidare dalla volontà maschia e potente racchiusa nei Segni e nelle Cifre di chiamata, che ogni Tradizione mette a disposizione dei suoi seguaci.

Gli effetti realizzativi saranno legati alla capacità dell’apparato psicosomatico dell’Iniziato di operare una conversione di forza nervosa in grado di attivare una concatenazione di cause ed effetti che condurrà, in tempi più o meno lunghi, al risultato desiderato.

Pertanto la maggiore o minore tempestività dell’azione magica dipenderà dal grado di “trasparenza” della psiche, nonchè dalla plasticità delle forze inconsce nell’assumere la forma adatta al tipo di azione da compiere.

La “cristallizzazione” connessa al proprio ambiente mentale, può costituire un ostacolo insormontabile all’azione magica, se contrasta coi principi etici assorbiti con l’educazione e l’influenza ereditaria della famiglia; a meno che i caratteri profondi dell’anima incarnata non siano talmente energici, da vincere le resistenze mentali affermandosi potentemente, sia pur in un contrasto stridente con l’ambiente di vita.

Tuttavia, anche in tali situazioni, è probabile che l’effetto magico abortisca in un insieme di disturbi psichici, che squilibreranno vieppiù l’operatore, anzichè determinarsi in manifestazioni corrispondenti alle sue intenzioni iniziali. E ciò sia nel bene che nel male, sia che si tenti di liberarsi di un nemico che di curare una malattia.

Il Mago stregone, che si appresta a un’opera di morte, deve innanzitutto aver cura di eliminare dal suo incosciente ogni ombra di misticismo, sia pur remota, che potrebbe rendere poco pregnante la sua azione magica. Allo stesso modo il Terapeuta deve sapere che, se persistono coaguli oscuri nella sua anima, potrà solo illudersi di agire efficacemente in favore degli ammalati.

Esiste un solo mezzo per superare rapidamente l’ostacolo della cristallizzazione inconscia di idee a sfondo moraleggiante, e cioè un forte sentimento in grado di coartare le forze psichiche nella direzione voluta dal Mago. E cioè un grande amore… o un terribile odio.

Occorre cioè che il sentimento, bianco o nero che sia, divenga talmente assoluto e coinvolgente da colorare ogni espressione inconscia dell’iniziato, dinamizzandola nel senso desiderato. È un segreto inaccessibile della Magia Templaria la potestà di esaltarsi, al punto da divenire veicolo di Forze metafisiche espresse nell’Empireo. La manifestazione umana consentirà poi alle forze invocate di realizzare l’effetto voluto.

Un’applicazione -assolutamente velleitaria- del principio che ho esposto, è rappresentata dalle tecniche di identificazione del Mago con Forme Archetipe e immagini divine. Si sceglie un Modello Divino e vi si immedesima sino a sentirsi quella Forma, che si comporta quindi come veicolo di un particolare “flusso energetico ”macrocosmico” che s’intende orientare con la propria volontà magica.

Con la dovuta esclusione di autentici “Realizzati”, il più delle volte tali tecniche risultano inefficaci o generano stati esaltativi di breve durata, che non escludono la possibilità di ossessioni da parte di abitanti inferiori dell’Astrale.

Senza un’effettiva metamorfosi inconscia, che interviene lungo il percorso iniziatico, non si può articolare il linguaggio dell’Invisibile, nè controllarne i profondi dinamismi energetici, che sfuggono a qualsiasi controllo in termini coscienti o razionali.

Serve dunque l’umiltà di dare la giusta importanza ai “millesimi” di Grazia concessi al novizio che intraprende una strada spirituale, senza pretendere di scalare le montagne a piedi nudi e senza allenamento. Ciò nonostante, esistono tecniche di Magia operativa accessibili anche ai neofiti, che possono essere utilizzate con successo in determinate condizioni.

Il primo punto è aver chiaro chi siano gli interlocutori del praticante. Spesso si tracciano Segni, o si disegnano Cifre, senza ben comprendere di cosa si tratti. Ogni pensiero può divenire un’Entità intelligente, se formulato con la dovuta energia e reso vitale da un’ardente fede.

L’Iniziato perfetto crea forze intelligenti semplicemente esprimendo un’intenzione e dandole corpo con la sua volontà. L’uomo comune, invece, generando pensieri mossi dal desiderio, crea solo Larve, cioè Entità auriche embrionali, sia pur dotate di istinto di sopravvivenza e di autotutela, in grado a volte di trasferirsi da un individuo all’altro nelle varie forme di “contagio fluidico”.

Tra i due estremi dello spettro vi sono le infinite possibilità della mente umana, capace di generare forze intelligenti di durata variabile, in rapporto al grado di energia nervosa e all’intensità del “mono-ideismo magico”. Si tratta quindi di facoltà comuni a tutti gli esseri umani, ma attive al massimo grado solo nell’uomo psichicamente evoluto.

Come si è detto, il Mago esprime solo volontà compiute, edificando in “Astrale” forze capaci di agire sulla materia, inducendo così i suoi desideri a realizzarsi. Allo stesso modo un Iniziato che voglia dedicarsi alla Terapeutica Magica, dovrà alimentarsi alla sua forza interiore per agire su qualsiasi disturbo corporeo e restituire la salute agli infermi.

Egli racchiude la sua volontà nel Segno, carico empaticamente del suo potere interiore, che resta nell’Invisibile come coagulo potenziale della sua volontà magica.

Richiamare in sè quel seme è possibile solo se, al momento dell’azione magica, l’Operatore si pone nelle condizioni di amplificare il voltaggio dell’espressione magistrale, contenuta nel segno, assorbendola passivamente nel suo Corpo lunare.

L’anima diviene in tal modo l’espressione fermentativa del potere superiore del Maestro che un tempo creò quel dato Segno, cioè la seconda Hè del Tetragramma divino, l’Utero Isiaco in cui la volontà marziale si sviluppa, fissando le sue radici nella manifestazione fisica e divenendo così potere di azione nella materia.

Si devono in tal modo interpretare le migliaia di Cifre corrispondenti ai cosiddetti “Geni della Tradizione”, generati in una specie di “parto occulto” dal Mago e rese vitali nell’Invisibile, quali esperimenti di fissazione di materia nella materia, ossia di forza esprimibile nell’architettura somato-psichica dell’iniziato.

I Geni della Tradizione Kremmerziana sono per gran parte terapeutici, cioè deliberatamente creati con finalità positive nel campo della Terapeutica magica. Ve ne sono naturalmente anche altri, con diversi effetti in campo psichico e materiale.

È buona regola utilizzare solo Genialità della Tradizione a cui si appartiene. Il Kremmerz non si fidava di alimentare i suoi Cifrari con formule assunte da altre fonti. Ciò che lasciò è il frutto di un’unica “Mente Osiridea”, volendo risalire ai primordi della storia umana e della genealogia dell’Ermetismo.

Che si chiamino Geni o Spiriti non ha importanza. Sono comunque Entità, nel senso che devono considerarsi le Unità semplici di un processo moltiplicativo che conduce l’Uomo Solare a perpetuare se stesso e il suo potere nell’eternità. Mi rendo conto che non sarò compreso da molti. Esiste una gerarchia di Genialità, esattamente come nella mente dell’uomo vi sono pensieri di gravità diversa, dai semplicissimi ai più complessi.

Se un Iniziato decide di affidare a un Genio una particolare missione, e se ritiene che la sua utilità sia tale da meritarne una lunga sopravvivenza, può edificare il suo pensiero intorno a un Essere intelligente, capace di resistere per secoli nel pieno possesso delle sue facoltà. Anzi accrescendo il suo potere col tempo, essendo dotato di un forte istinto alla vita. Il Mago può in tal caso sublimare le potestà di uno “Spirito Elementare”, costruendo il suo Genio in modo che sia potente e longevo.

La caratteristica di tali Genialità è il carattere fortemente attrattivo verso esseri della stessa natura. La maggior parte dei Geni superiori della Tradizione Ermetica sono infatti dei Polimeri di Geni accomunati da analoghe finalità. In tal modo, richiamando il Genio, l’iniziato può agire, esercitando il suo potere nell’azione complessa dell’esperienza.

Si tratta in definitiva di Pensieri viventi dotati di autocoscienza, di Esseri che amano vivere a contatto dell’uomo, per rigenerarsi in un continuo scambio energetico che li corrobora e li rende invincibili. Altrimenti si indeboliscono progressivamente, come un magnete si scarica della sua elettricità.

Alcuni Geni della Tradizione, specie i più antichi, si trovano in condizione di relativa inattività. Richiamarli alla vita è compito dell’Iniziato, che sa come aprire i canali dell’Energia Cosmica, richiamando i Geni più idonei alla missione che intende svolgere.

Oltre ai Geni vi sono però altre Entità, che possono saltuariamente aiutare il Mago nell’esaudire i suoi desideri. Si tratta di Esseri superiori all’uomo e immortali, anche se non eterni. In ciò si differenziano dagli Spiriti Elementari, più longevi dell’essere umano, ma come lui destinati a riassorbirsi prima o poi nella “Marea Astrale”.

Nella Tradizione Ermetica sono definiti Eoni gli Esseri spirituali che esistono dai primordi della creazione; oppure si tratta di Entità che, un tempo uomini, seppero gradatamente elevarsi sino a conquistare l’immortalità: puri Spiriti, capaci di agire efficacemente sulla materia, influenzando l’evoluzione dell’uomo senza interferire direttamente con i suoi pensieri, ma aiutandoli o ostacolandoli dall’alto della loro evoluzione.

Di natura angelica o non angelica, gli Eoni sono intransigenti e motivati a esprimersi nel mondo umano, ma vengono irrimediabilmente allontanati dalle “falene” indegne dell’esperienza sacrale. Sono invece attratti dalle anime evolute, capaci di esprimere, nell’amore e nella serenità, il loro stato interiore.

Gli “Spiriti Eonici” sono gli Eroi nel senso classico del termine. Insieme costituiscono il “Sacrario” della Tradizione Ermetica, le pietre angolari su cui poggiano le parole dell’Iniziato, della cui giustizia sono talvolta spietati esecutori. Tradizionalmente gli “Spiriti Eonici” sono attribuiti ai sette Pianeti, in base al loro carattere e alla loro azione sulla psiche umana. Ognuno di loro possiede un’intelligenza mille volte più potente dell’uomo più evoluto e, come l’Iniziato, creano la gerarchia di Entità che più si riconosce nel loro temperamento.

Come ho detto, esistono Eoni che presiedono alla terapeutica Magica. Molte Genialità appartengono alle loro schiere invisibili le quali, quando richiamate dal terapeuta, agiscono nel rispetto della volontà del loro Creatore, che ha stabilito con essi un vero patto di amore.

Esistono infine gli Spiriti Superiori, Stelle fisse del Firmamento Osirideo, dei quali non è il caso di parlare. Sarò clemente coi detrattori dell’Ermetismo, evitando di profanare il ricordo di Giuliano Kremmerz con i commenti sarcastici di tanti parolai e saccenti coltivatori di fandonie. La Magia si conquista lentamente, attraverso un lavoro progressivo che l’Iniziato compie su se stesso. Pretendere di creare Geni e fantasmi col pensiero, o di osservare le Ondine al bagno, fa sorridere di tenerezza e di pietà cristiana. Bisogna convincersi che nell’Ermetismo non c’è posto per i mistici dal “succhio” facile. L’Ermetismo era, è e sarà sempre una scienza empirica.

Dove non si giunge per esperienza diretta, è invece legittimo e sacrosanto il dubbio.
Dovrei convincervi che esistono eroi e fantastici cavalieri, che si batteranno con voi per conquistare la vostra castellana, l’anima antica? Se ci tenete, provate! Ma se non riuscite, lasciate perdere e riprovate la prossima vita, senza lasciarvi prendere dallo sconforto al punto di sussurrare: non è vero niente! …

La Scienza dell’anima si disvela nell’esperienza, se quella vita sarà spesa nel ricordo dei tanti Martiri che seppero dedicare i loro scopi all’umanità del futuro. Se siamo, come siamo, imperfetti ma perfettibili, inquieti ma non infelici, desolati ma non disperati, lo dobbiamo a loro.
Chi muove le corde dell’umanità, spingendola verso lo stesso destino di ogni civiltà del passato?

Verrà l’Anticristo, a bloccare un’eredità morale aperta precocemente all’Invisibile?
Speriamo di no!… Ogni cosa a suo tempo! Per ora accontentiamoci di capire i presupposti della Terapeutica Magica.

Mario Krejis