Introduzione

Il solito Krejis… con arroganza di sapore ottocentesco provoca il lettore discorrendo su temi del passato e dimenticandosi di ogni critica…

Non intendo scatenare un’esplosione di sdegno nei lettori. “Medicina Dei” è un titolo preso in prestito dall’antico Egitto, traslato nell’idioma del Tevere a uso dell’italico pensiero.

Saldi nel vostro proposito di verificare i postulati di un’antica Tradizione Esoterica, sarete immersi nel miraggio della Terapeutica Magica o Medicina Dei, perchè volta a ottenere l’aiuto del Divino per ottenere la guarigione di molte patologie, capaci in poco tempo di far morire un essere umano.

Fatta tale premessa, devo insistere sull’esperienza, quale essenziale parametro di valutazione di qualsiasi fenomeno di carattere psichico. Se vi sono persone disposte a credermi per fede, mi asterrò da qualsiasi spiegazione.

Non c’è nessuno?… Allora sarò prudente, rimandando i dogmi alla prossima puntata, sempre che vi siano tre o quattro di voi abbastanza pazzi da esortarmi a scriverla. Cercherò di essere chiaro, come sempre.

Vi invito a verificare la verità nella vostra vita di ogni giorno.

Magia nel ventunesimo secolo? Non vi sembra un po’ strano?

OK, tenterò allora di farvi capire il mio punto di vista, se sarete tanto adorabili da credermi sino a prova contraria, cioè nel cestino dell’esperienza.

 

Capitolo 1 (Nozioni Generali)

Con il semplice misticismo, non si comprenderanno mai i miracoli della fede. Se si chiede l’intervento divino, bisognerebbe anche conoscere i meccanismi delle “manifestazioni invisibili”.

Non sarò certo io a sminuire l’eredità dei tempi antichi, ricordandovi il “comandamento” caro a ogni materialista: “Forse anche gli asini volano, ma io credo solo in ciò che vedo!… e non vedo somari in cielo, senza ali s’intende!…

Il misticismo è ancora profondamente impresso nell’inconscio dell’uomo moderno, specie quando ha bisogno di aiuto. Si deve risalire alle origini della storia, per trovare le radici dell’irrazionalità, considerata come un rimedio alle tante frustrazioni della vita, non sempre generosa e disposta a lasciarsi influenzare dal secolare bisogno di possesso che è proprio di ogni essere umano.

I progenitori dell’uomo moderno si dedicarono alla Magia nel tentativo di migliorare il loro destino, cercando una dimensione oltre la realtà, dove Dei e Poeti potessero influire su ogni creatura per aiutarla a soddisfare i propri bisogni.

Quando il Cristianesimo distolse “l’erede di Adamo” dalla Magia, i segreti iniziatici dell’antichità sprofondarono negli abissi dell’oblio, decadendo nell’insulsa superstizione o finendo per accrescere il potere di qualsiasi fanfarone alla ricerca di proseliti.

Ciò probabilmente è di scarsa utilità per i lettori, che dovrebbero prestare più attenzione a Krejis, per non essere tratti in inganno dalle sue parole troppo scontate. Un sommario di Medicina antica è certamente più noioso di un appassionante romanzo d’appendice, come quelli cari agli amanti del brivido.

Sarei un folle, se pretendessi tanta pazienza!… Forse, però, se qualche praticuccia fosse distribuita qui e là, con la promessa di trasformare il lettore in un’eterea figurina dell’antichità, riscuoterei molto più successo.

Affermare che si pratica la Magia, significa impegnarsi in una dissertazione sulle creazioni immaginarie di ogni “pensatore” a caccia di pesci d’aprile. Esattamente come il discorrere di Terapeutica magica, all’insegna della telematica, è quasi certamente un errore, legato all’insegnamento di concetti scontati.

Non si dovrebbe iniziare alcuna pratica di Magia, senza aver stabilito prima le regole del gioco: io concedo al lettore un assaggio di Sapienza Salomonica ed egli, appassionatamente, decide di chiedermi l’iniziazione alla Via Solare: il Sole di tutti gli illusi, ovviamente, generatore solo di caos e di nerezze interiori.

Se devo essere sincero, è nell’incertezza del pensiero salottiero e ambizioso dei cosiddetti migliori, che semino. Dunque attenzione ai segreti nascosti nelle mie sconclusionate parole, o sarete presi dal vortice dell’insicurezza e scoprirete di non poter realizzare un bel nulla; e che nulla otterrete per le insulse paroline d’amore che mi offrirete, in cambio dei vostri misteriosi presentimenti e incomprensibili intuizioni.

Devo però fare un passo indietro, conferendo all’esercizio dell’intelligenza d il valore inestimabile di una preparazione perfetta. È nella pratica continua che si plasma l’Essere Occulto, il Santo Angelo, peraltro di debole costituzione se è vero che, quando serve, non riesce che a balbettare sciocche frasi di sapore insulso.

Non si nasce col “microfono astrale “incorporato. Se si desidera aprirsi alla Magia, bisogna insegnare all’Angelo il linguaggio della verità. Credo che il nostro antico progenitore abbia perso il sonno, tanto lo hanno imbottito di sapienti “medicamenti”… tranquillanti di effetto sicuro, in grado di far crollare un elefante!

E poi lo hanno lobotomizzato col “bisturi” della Fede, astraendolo dalla vita e costringendolo a contare le pecorelle per ritrovare il sonno perduto. Meglio soffrire sognando, che maturare stupide conclusioni e tenebrose idee sui mali dell’essere umano.

Ecco dunque la mia prima raccomandazione: se volete tentare l’esperienza magica, dovete aiutare il vecchio Matusalemme a rinsavire. Come? Con l’amore per l’Alchimia?

Ho forse detto questo? Se si desidera aiutare il proprio Angelo a ritrovare le forze e a divenire potente di realizzazioni, occorre assicurarsi che sia sempre in buona salute, facendolo “aumentare di peso” coi sistemi del Sacerdote Isiaco: poche gocce di “Magnesia calda”, un poco di “Gelsomino-Essenza” e, grazie al dio dell’uomo, pochissimi grammi di buon senso.

Cercare l’Araba Fenice non sempre fa ricordare dei tempi dell’oro. Forse sarebbero più utili un po’ di “fornicazioni misteriche” diluite nel “Vaso di Pandora”: … frutti marci del passato!…

Mario Krejis ricorda!… Sono i soliti pastrocchi filosofici, le Sofie di un tempo rivedute con quel tanto di malizia che è tipica di ciascun secolo!… Di lumi e di segreti non vi è traccia nella maggior parte dei libri di Magia. I pochi e autentici insegnamenti sono frutto di intuizioni superiori, espresse nel complesso di costruzioni immaginifiche o di ragionamenti scontati.

Se si riuscisse, col setaccio dell’Ermete, a esplicitare dai libri esoterici ciò che di autentico vi è contenuto, si resterebbe sorpresi nel constatare che si tratta il più delle volte di semplici opuscoli, di libelli riducibili all’osso dalle cesoie della verità.

Abbracciare un insegnamento tradizionale non significa ispirarsi alle storie dell’antichità, ma decifrare l’antico coi mezzi dell’uomo cresciuto nella realtà del suo tempo. Allo stesso modo, suggere la “Panacea del Kremmerz”  non vuol dire accettarne supinamente le idee, ma essere capaci di elaborare la propria filosofia in perfetta analogia con gli ideali del Maestro, i quali nascondono, al di là del “Segreto Alchemico”, la ratio superiore di un vero pensatore.

Occorre quindi immedesimarsi nella logica antica, rinunciando a tentare arbitrariamente di decodificare sic et simpliciter le complicate cifrarie del passato.

Dedicandosi all’Ermete, filosoficamente inteso, sarà possibile accedere a un modo di pensare che non appartiene all’uomo moderno, ma si rifà alla concezione “dell’Uomo Solare”, il personaggio leggendario che, nell’Ermetismo di oggi, si vorrebbe riportare in vita mettendogli i panni dell’uomo moderno.

La Magia dell’antichità verrebbe risuscitata in un istante, se l’esperienza del’Iniziato fosse condotta secondo i postulati dell’Alchimia, traslati in un linguaggio più comprensibile.

Il sentimento che deve animare la ricerca, in campo psichico, dev’essere compreso. Si tratta di rientrare in possesso delle giuste Chiavi interpretative, che però divengono accessibili solo quando l’Iniziato riesce a separarsi dalla protervia del suo ruolo sociale.

Si comprenderà allora che in Natura esistono Forze autonome, non codificabili in equazioni conosciute, capaci di osservazione e di discriminazione, defluite dalla Stella sfolgorante del Pensiero Divino che gli antichi indicavano con un “punto al centro del cerchio”, che raffigura l’Universo materiale.

Un cerchio perfetto, e anche una Forza, che si manifesta nel periodico convergere in se stessa come il “Serpente Ouroboros”, che rincorre perennemente la sua coda accelerando il suo moto fino all’esplosione finale, che tramortirà le Stelle del Firmamento riconducendo l’Infinito conoscibile nel “Caos della Matrice Assoluta” (cioè in DIO).

È nel Centro della creazione che vige il Segreto della Legge, che è divina ed eterna perchè rappresenta il propellente di ogni forza di vita, in espansione e poi in contrazione nell’alternante carosello delle forme.

Nella comprensione del Divino è la radice della Verità, tradotta in apologie dell’Invisibile nell’espressione filosofica delle varie Tradizioni Spirituali. Analogamente, solo la conoscenza del proprio Uomo Storico potrà consentire la comprensione della vera essenza dell’uomo: sentieri questi nascosti o inaccessibili, resi pervii unicamente all’esploratore che si renderà degno di percorrerli.

Senza una “predestinazione”, non c’è possibilità di realizzare una vera evoluzione spirituale, dimostrando a se stessi di essere degni di riuscire. In mancanza di tale requisito, occorrerà fidarsi di una Guida Spirituale, lavorando alacremente su se stessi in modo da conquistarsi le simpatie dell’Invisibile.

Si potranno così manifestare, nella propria vita, i pochi semi di sapienza conquistati duramente col proprio sacrificio, che diverranno potenti realizzazioni magiche nella misura in cui esprimeranno l’insegnamento di un Maestro perfetto.

Purtroppo nel Pensiero del Kremmerz, riferendoci al maggior divulgatore italiano della Dottrina Ermetica, sono state introdotte considerazioni aggiuntive e interpolazioni che ne hanno reso complessa e talora impossibile la comprensione. In fondo, però, questo è il destino di tutte le ideologie: col tempo vengono alterate o “volutamente” distorte, per poter servire gli scopi di quanti ne approfittano a vantaggio di se stessi.

Anche il concetto di Terapeutica Magica è stato manipolato nel suo significato originale, sino a divenire il costrutto di un’illusione fuorviante e non veritiera. La Magia è uno stato della mente e non una realtà oggettiva, disgiunta dall’uomo.

Si astrae il proprio pensiero, creando il vuoto mentale sino ad esprimere “l’essenza delle forme”, che possono essere inibite o distrutte a opera della volontà. Il concetto di Magia può essere variamente interpetrato.

Il Kremmerz, per esempio, fa riferimento allo “Stato di Mag”, una specie di trance lucida durante la quale la forza interiore si manifesta alla sua massima potenza.

Per ottenere tale effetto serve però l’amore, aggiunge l’Iniziato, che nel suo scritto dal titolo gli Amanti codifica la strada dell’attrazione magnetica, quale prodromo all’esercizio di poteri noumenici.

Fatale attrazione o attrazione fatale?… Sembra un gioco di parole, che però nasconde i rischi di ogni pratica magica, se lasciata all’arbitrio dell’essere umano.

Amare è un dono divino o può essere la più terribile delle fatalità. L’amore può esaltare nell’Iniziato la trascendenza oppure può precipitare “l’Argonauta”, alla ricerca del suo “Vello d’Oro”, nell’oscurità “dell’Oceano Antartico” dove vige il contrario del contrario.

Non sono un simpatizzante della via del Tao, specie com’è concepita e praticata in Occidente, e ritengo l’esperienza tantrica spesse volte inutile e sicuramente pericolosa. Non si può cercare il divino nelle stanze di “Satanasso”, che condanna le pecorelle al lupo, cioè a se stesso, pretendendo il sacrificio dell’anima in cambio dell’estasi dell’illusione.

Sia chiaro che le cosiddette “strade binomiali” nell’Alchimia sono alquanto improbabili, almeno per gran parte degli iniziati. L’Alchimia è preferibilmente una strada per single, cioè per anime perse che cercano l’amore fatale e forse non lo troveranno mai.

Resta però il fatto che l’amore, inteso come polarizzazione dei fluidi corporei in senso metafisico, costituisce il passaggio obbligato verso lo Sato di Mag. È assurdo immaginare di coltivare la speranza di un’ascesi spirituale senza la pratica, e di sviluppare le virtù dell’anima con i pensieri di un bandito.

Si debbono pertanto modificare le priorità del candidato alla Magia. Stabilirne le priorità per poi distruggerle, senza alcuna pietà per il pioniere che scava imprudentemente senza conoscere cosa sia il terreno franoso di montagna. Ouspensky insegna!…

È la famosa preparazione, alla quale fa mille volte riferimento il Kremmerz. Ed è anche la logica della morale cristiana: buoni pensieri, buone parole, buone opere, interpretate col sale dell’intelligenza ermetica.

Buoni per chi? Non certo per la società dell’ottocento. Siamo noi, uomini del ventunesimo secolo, che avremo il compito di valutare in noi stessi azioni e combattimenti spirituali, con il senno dell’antica sapienza risvegliato per opera della misericordia di Dio.

Così, se l’ambiente mentale è abbastanza rarefatto e povero di costrutti formali; e se il “Vuoto Isiaco” conduce l’Essere neurovegetativo a vibrare intensamente, polarizzando l’energia vaporosa dell’apparato nervoso verso i Centri superiori (Chakra), è probabile che si verifichino le condizioni giuste perchè il Mag, forza ignota al cosiddetto “uomo equilibrato”, s’impadronisca dell’Iniziato rendendolo permeabile alle Forze tumultuose dell’Invisibile, che si chiamino Spiriti, Enti o Numi.

È nello “Stato di Mag” che prendono corpo le visioni perfette delle Intelligenze Templarie, lampi fugaci di luce intensissima, che lasciano l’impronta nel sangue dell’Iniziato per il tempo necessario affinchè il pensiero dia loro forma, nel linguaggio archetipo di cui ogni razza umana detiene la chiave, custodita nell’esperienza genetica della Materia.

Ed è attraverso lo stato di sogno, proprio del Mago in fase di esaltazione, che le forme evocate trasmettono pensieri di saggezza e di verità, conferendo al confabulo umano il potere di creare.

È la “Clavicola” di cui si servirono Eliphas Levi, Cagliostro, Crowley, lo stesso Kremmerz e tante altre stars dell’Esoterismo occidentale, ripescate sapientemente dallo Storico sapientone di turno, che studia il progresso dell’evoluzione arcaica sui volumi dell’Enciclopedia Britannica.

“Con un po’ di fantasia, ogni favola si avvera!… cantava il compianto Renato Rascel in una canzoncina dei tempi della mia adolescenza. Ebbene, che sia nell’anima purificata il “Matraccio” di ogni Sale Ammonio!…

Senza che si sviluppi lo Stato di Mag, non si potranno esplorare le “oscurità” dell’astrale umano o dell’Invisibile. Si deve partire dal Microcosmo del proprio incosciente, nel quale pianeti e nebulose di materia intelligente riflettono il Caos dei “Pascoli Eterni”, dove il Pensiero Assoluto risplende, come nel corpo, la logica perfetta dell’uomo saggio ed evoluto.

È nello stato di Mag che il Nume risvegliato dall’amore parlerà, detestando le illusioni dei cercatori d’immondizie. In Magia occorre avere il potere di separarsi dalla personalità, per esprimere esclusivamente la volontà dell’Angelo Solare, liberato dal giogo dell’ego fino a divenire il Dio del suo stesso corpo.

La “volontà magica” è dunque il potere di essenzializzare il pensiero umano, sino a renderlo della stessa caratura del Pensiero Divino, che risplende nel “Mondo delle Cause”.

È il “Pensiero Solare”, risvegliato dalle pratiche alchemiche condotte giustamente e senza indulgenza verso i piaceri della vita, ma con dedizione ai principi della Scienza Ierofantica, trasmessi per amore e scanditi nelle parole e negli scritti dei veri Maestri. Vie traverse o scorciatoie non esistono.

Ci sono stati, in vero, alcuni tentativi mal riusciti di abbreviare la strada alchemica, tra i quali quello (noto ai cultori dell’Esoterismo inglese) di creare mentalmente una sorta di “Omuncolo Artificiale”, causando volutamente una dissociazione psichica in grado di trasfigurare l’Iniziato, che al momento di agire magicamente sarebbe capace di sfilarsi la consueta forma mentis, per assumere temporaneamente la personalità magica, dopo averla creata pazientemente con la meditazione e la visualizzazione, cercando di renderla potente ed efficace.

Si tratta però di una “mostruosità cibernetica”, destinata ad alienare il pensiero cosciente facendolo rantolare in spasimi innaturali quanto futili. E’ logico infatti che qualsiasi sia il grado di “condizionamento” ottenuto, si tratterebbe di forme mentali imposte con l’autosuggestione, più che di autentici procedimenti di trasfigurazione psichica.

In tali casi, non essendo stato l’Uomo Storico restituito alle sue potestà noumeniche, potrebbero verificarsi solo secondari effetti inconsci o deboli ripercussioni nell’esercizio pratico della Magia.

La pratica alchemica tradizionale costituisce l’unico mezzo, autenticamente solare, di trasmutazione psichica. Ogni altra strada spirituale ha valore solo se riesce a stabilire il contatto dell’Iniziato con determinate Influenze superiori (Via Isiaca), ottenuto tramite una preventiva e necessaria opera di purificazione e di pratiche spirituali.

Ciò accade in ogni operazione magica basata sull’evocazione di Spiriti Superiori o di altre Creature dell’Astrale, che possono manifestarsi solo se l’apparato psichico del discepolo è in condizione di accettarne l’impronta energetica, che non concerne nè la parola nè la trasmissione del pensiero.

FINE