di Mario Krejis

Ho ricevuto alcune richieste di chiarimento sul problema dell’Iniziazione e del Giuramento Magico, che ne rappresenta un aspetto fondamentale. Pertanto, senza pretendere di essere esaustivo, richiamerò sinteticamente qualche concetto basilare, soffermandomi sui gravi rischi che corre chi affronta con superficialità tale aspetto della Strada Iniziatica.

La persona che aspira a un percorso di evoluzione interiore, nell’Ermetismo come in qualsiasi Tradizione Esoterica, ignora che vigono, nell’Invisibile, regole molto rigide, che occorre rispettare perché quell’Iniziazione sia ritenuta valida anche nei Piani Spirituali. Ho trattato estesamente dell’argomento nei miei libri di Ermetismo e in vari articoli pubblicati sul sito della Società Ermetica, ai quali rimando chi fosse interessato.

Vale la pena ricordare che, con l’Iniziazione, l’aspirante ermetista si appresta a bussare a una “Porta” che si aprirà solo se la sua anima è pronta, e se (e quando) gli “Abitanti dell’Invisibile” lo consentiranno, sostenendolo con ispirazioni, percezioni elevate e persino con effetti sul piano fisico, che lo aiuteranno sino alla sua perfetta integrazione con lo Spirito Divino.

Ciò può verificarsi, infatti, solo se sussistono nel candidato determinati requisiti: un’Anima Storica compatibile con l’ascesi mistica, l’assenza di pesanti debiti karmici e l’esistenza di predisposizioni morali innate, come l’umiltà, la sensibilità dell’anima e una fede incrollabile nell’esistenza di Dio e delle Forze Spirituali.

In sintesi, l’Iniziazione segna l’inizio di un processo interiore dinamico e polarizzante, che collegherà per sempre l’iniziato alla Tradizione e a “Spiriti Maestri”, di livello elevato, che faranno sì che la sua evoluzione proceda secondo precise direttrici, statuite dall’origine dei tempi.

Si tratta pertanto di stipulare un vero e proprio “Patto” con le Forze Intelligenti della Tradizione, il quale è sancito da un Giuramento magico, che ribadisce la volontà del discepolo di proseguire (anche nelle vite successive) la sua evoluzione nel rispetto dei principi di obbedienza alle regole di quel dato Ordine.

In cambio della sua lealtà, l’Iniziato riceverà gli insegnamenti pratici e le “Chiavi di Passo” che lo trasformeranno interiormente, plasmando la sua interiorità fino alla nascita in lui del “Cristo Interiore”, che diventerà il vero Maestro, che lo guiderà nelle fasi più avanzate dell’ascesi. Inoltre, anche nelle vite successive, egli ritroverà sempre la Strada, riprendendo il cammino dal punto in cui lo aveva interrotto.

Ricordo questi concetti elementari per rimarcare che la cosa più stupida che una persona di buon senso potrebbe fare, è sottovalutare l’importanza e il valore dell’Iniziazione (e del Giuramento Magico), che lo condurrà alla distruzione delle infinite suggestioni impresse nell’inconscio, che ostacolerebbero fatalmente il processo d’integrazione ermetica e la formazione di un “Corpo Mercuriale” stabile e immortale.

Per raggiungere tale scopo, il discepolo dell’Ermetismo dovrà intraprendere un lungo ed estenuante processo di Purificazione Isiaca, che non sempre è coronato da successo, specie se sussistono riserve mentali e incertezze tali da costringerlo a permanere indefinitamente nel recinto della mentalità comune.

Si tratta, in parole semplici, di combattere una lotta senza quartiere col “Serpente” dell’inconscio, con le vecchie abitudini mentali, con le influenze sociali e con l’istinto animale, che non si arrende mai troppo facilmente.

Non tutti ci riescono. Occorre essere predisposti (e pochi lo sono realmente).

Per dirla con Apuleio (De Magia): “Non ex omni ligno, Mercurius”.

Dovete anche sapere che più tenete stretto il “Serpente” (che prima dormiva al sole e appariva piuttosto innocuo), più quello si dibatte; ed è importante ricordare che la vostra presa dovrà farsi sempre più stretta, altrimenti il Serpente vi sfuggirà e vi morderà.

Se dite a un bambino di non fare una cosa -una qualsiasi cosa- questi immediatamente vorrà farla, anche se altrimenti l’idea non gli sarebbe mai venuta in mente: lo stesso accade all’Iniziato della Tradizione Ermetica.

Tutti abbiamo latenti in noi delle nerezze interiori, delle tendenzialità negative; e di quasi tutte possiamo restare inconsapevoli per tutta la vita; a meno che non siano destate dalle pratiche di ascenso magico. Esse sono in agguato. Ed è necessario destarle una per una, e distruggerle una per una. Tale è la Purificazione Ermetica.

Chiunque sottoscriva il giuramento di “Novizio” stuzzica dunque un nido di calabroni. Basta che un uomo formuli la sua aspirazione coscientemente… e il “Nemico” gli è subito addosso.

Sembra quasi impossibile che qualcuno riesca a superare i terribili anni di noviziato: eppure l’aspirante ermetista non è tenuto a fare nulla di difficile; anzi, sembra quasi che non sia tenuto quasi a nulla, tranne che a pregare, rispettando semplici regole di vita. Ma l’esperienza insegna che è come strappare un uomo dal suo focolare, per scagliarlo in una tempesta in mezzo all’Oceano. In verità, forse è la stessa semplicità del compito a renderlo tanto arduo.

L’iniziato, una volta divenuto tale, deve aggrapparsi alla sua aspirazione: deve affermarla e riaffermarla, disperatamente.

Forse l’ha quasi perduta di vista; gli pare quasi priva di significato; allora la ripete meccanicamente, mentre viene scagliato da una ondata a un’altra.

Ma se si tiene aggrappato a essa, ce la farà.

E quando vi sarà riuscito, le cose riassumeranno di nuovo il loro vero aspetto; egli vedrà che le cose, in apparenza tanto reali, erano soltanto illusione; e potrà affrontare, fortificato, le nuove prove che l’attendono.

Ma sfortunato colui che non riesce a resistere. È inutile che dica: “Non mi piace l’Atlantico; ritornerò al mio caminetto”. Basta compiere un solo passo su quel sentiero, perché non vi sia più possibilità di ritorno.

Ricorderete forse le parole dello “Scudiero Roland” di Browning, quando giunse alla torre tenebrosa, citate magistralmente da A. Crowley nel suo “Magick”:

“Ed ecco, non appena io fui di nuovo
sulla pianura, dopo un passo o due,
E mi volsi a gettar lo sguardo indietro
Sulla strada sicura, era svanita;
Solo la piana fino all’orizzonte.
Altro non mi restò che proseguire.”

Si tratta di una verità universale. L’affermazione secondo la quale l’Iniziato può rinunciare quando e come vuole, è vera solo per coloro che hanno preso alla leggera il Giuramento.

Un vero Giuramento iniziatico, se avviene secondo la Tradizione, non importa se affidato a un Maestro visibile, a un’Entità Spirituale e persino a sé stessi, non può mai venire infranto. Voi vi illuderete che ciò sia possibile, ma non lo è.

Questo è il carattere (e forse il vantaggio) di un vero “Giuramento Magico”.

Per quanto cerchiate di allontanarvi; per quanto possiate pentirvi della scelta fatta, perchè delusi nelle vostre aspettative; per quanto possiate imprecare e rinnegare il vostro passato, in un lontano futuro -forse in un’altra vita- giungerete egualmente alla Meta. Tuttavia, nel tentativo di infrangere il giuramento, sarete riusciti soltanto a causare a voi stessi guai tremendi. Pezzo per pezzo, infatti, la vostra esistenza andrà a rotoli.

D’altra parte, se non perderete la fede; se avrete la costanza di pregare e l’umiltà di chiedere aiuto, facendo tacere le mille Larve che pullulano nella vostra aura; allora le circostanze della vita, per quanto dolorose, vi spingeranno innanzi, mosse da “mani caritatevoli” che vi aiuteranno a proseguire il cammino.

L’aiuto delle Forze Invisibili non mancherà ai puri di cuore, se avranno sbagliato in buona fede e riconosceranno il loro errore. Purtuttavia, non sempre le cose vanno in questo modo.

Vi sono individui, non idonei a un percorso di evoluzione spirituale, che pretendono di tentare l’impresa a tutti i costi, spinti dalla vanità e dall’ambizione. Talvolta ricevono l’iniziazione da Iniziati di “manica larga”. O tentano la sorte, eseguendo riti di auto-iniziazione e tracciando Cifre sconosciute, di cui ignorano il vero significato. Costoro non otterranno mai il risultato sperato (o otterranno esattamente il contrario) e non avanzeranno di un sol passo verso la loro realizzazione spirituale.

Inizieranno invece a dubitare sempre più della loro scelta, rifiutando di dar credito ai segnali di allarme che emergono in loro sempre più numerosi: momenti inspiegabili di depressione, che si alternano a fasi di megalomania; o pensieri di invidia e impulsi di prevaricazione verso il Maestro e gli altri iniziati (la maggior parte) del loro Gruppo, che superbamente ritengono meno progrediti di loro.

 

 

Può anche darsi che tali soggetti, in altre vite, abbiano contratto “debiti karmici” o patti nefasti con Entità oscure; o che siano perseguitati da Spiriti Elementari incistati (senza che se ne rendano conto) nel comodo ricettacolo del loro Corpo Lunare. Altre volte sono in gioco “tare ereditarie, maledizioni trasmesse di padre in figlio per generazioni e generazioni.

Sta di fatto che inevitabilmente questi tristi figuri finiranno per allontanarsi dal Gruppo o dalla Fratellanza di cui erano stati i paladini, rinnegando palesemente il giuramento fatto al momento dell’iniziazione.

S’illuderanno di essersi liberati di inutili superstizioni, mettendo in dubbio tutto ciò in cui fino a un giorno prima avevano creduto, e la stessa esistenza delle Forze Invisibili, ridicolizzando la Tradizione e facendo prevalere una distorta razionalità sulla loro antica fede, sin dall’inizio ipocrita e interessata. Tutto, pur di non ammettere di aver miseramente fallito.

Inoltre si “auto-convinceranno” di aver lasciato la Strada di propria volontà, iniziando a girovagare da un Maestro all’altro, da una Tradizione all’altra, senza mai trovare il bandolo della matassa. Si illuderanno di aver conquistato l’emancipazione e la libertà, ma la verità è che saranno stati cacciati a “pedate nel sedere”.

Non pensate che esageri. Si tratta di persone destinate fatalmente a sbagliare, dove la consapevolezza giungerà (se mai giungerà) quando sarà troppo tardi. Nulla potranno fare per invertire la rotta. La loro parte oscura, sempre più pressante, perché alimentata dall’odio e dal rancore, glielo impedirà, serrando la loro anima in una morsa sotto cumuli di miserie morali.

E se il loro “cuore” si ostinerà orgogliosamente a tacere (il che accade quasi sempre), la porta dell’evoluzione si chiuderà. Le Forze Superiori si ritireranno e il Patto sacrale sarà infranto unilateralmente e annullato per Volontà Superiore.

“Consuma dentro te, con la tua rabbia” (Dante, Inferno, canto VII)

In tal caso quelle anime regrediranno, per essere affidate alle attenzioni di Choronzon (Demone principale “beniamino” di A. Crowley), che si occuperà del loro “futuro” (e forse non solo del loro). Ogni altra strada spirituale sarà loro preclusa, in questa e in altre vite. Rinasceranno “ciechi di luce” e dovranno molto penare per ritrovare la Strada.

Non si scherza impunemente con l’Invisibile! ….

Quindi esorto alla prudenza chiunque aspiri a percorrere una qualsiasi Strada Spirituale. Non abbiate fretta, prendete tempo e ascoltate il vostro cuore, prima di fare una scelta impegnativa e non scevra da rischi.

Una volta avviato il processo di trasmutazione interiore, questo non può essere fermato: forse rinviato ad altre vite, ma giammai arrestato definitivamente. Si resterebbe “congelati” dentro, in uno stato di indeterminatezza foriero solo di dolore e talvolta di follia.

Non ripeterò mai abbastanza che tale è la natura delle cose; non dipende dalla volontà di una persona, per quanto potente. Nulla si può contro il giuramento più debole del principiante più dappoco.

Si può tentare di creare una Personalità magica, dove prima non esisteva altro che un caos di capricci: la Strada Spirituale è lunga e piena di prove, ma una volta che si è iniziata “l’organizzazione” del proprio pensiero secondo una data Tradizione, essa è sacra e non può essere più cancellata.

Come dice Blake, “Tutto ciò che vive è sacro”. Perciò la creazione della vita è il più sacro dei compiti. Tuttavia per il Creatore non conta molto che cosa crea: nell’universo vi è spazio sia per il ragno, sia per la mosca (compresi luridi scarafaggi e falene con le ali spezzate).

Gli “indegni” che si avvicineranno troppo al “Fuoco”, bruceranno come zolfanelli, e ogni granello del loro corpo diverrà materiale di scarto, tranne la “cotenna” annerita di fumo che conterrà, dove prima c’era un’anima, una poltiglia nera e maleodorante, immersa nel liquame putrescente della decomposizione.

Tuttavia è dal mucchio di rifiuti del Diavolo, che si sceglie il materiale per creare un Dio!… Probabilmente anche i pensieri cattivi e sconclusionati di coloro che cadono nelle grinfie dei Demoni, forniranno il “materiale bruto” con cui iniziare una nuova creazione, forse da qualche altra parte nell’Universo.

Non si butta nulla, in Natura, neanche il letame.

Questa è l’analisi ultima del “Mistero della Redenzione”, ed è probabilmente la vera ragione dell’esistenza (se esistenza si può chiamare) della forma, o se preferite dell’Ego.

È sbalorditivo che questo grido tipico, “Io sono io”, sia invece il grido di ciò che, soprattutto, non è l’Io.

Fu il Maestro Gesù, la cui Volontà era così potente che a una sua minima espressione il sordo udiva, il muto parlava, i lebbrosi erano mondati dalle loro piaghe e i morti ritornavano alla vita, quel Maestro e non altri, che nel momento supremo della sua agonia poté gridare: “Sia fatta la Tua Volontà, non la mia”.

Dunque, lo ripeto, mai prendere alla leggera l’Invisibile, se non si sa con chi si ha a che fare! Giocate dunque la vostra partita, se volete!

Andate avanti, senza credere a nessuno: solo al vostro cuore e all’irresistibile forza interiore che risveglierete con le pratiche sincere e la fede in Dio, e che vi spingerà avanti.

Siate determinati e non lasciatevi turbare se, talvolta, potrete imbattervi in qualche trombone stonato, che anziché meditare (come dovrebbe) sui propri fallimenti (umani e spirituali) tenterà di insinuare il dubbio nei più sensibili, offendendo gli Dei e percorrendo interi “spazi siderali” col propellente della propria presunzione, cattiveria e soprattutto stupidità.

Saranno utili prove per voi, che vi tempreranno (se le supererete!). Per essi sarà invece la resa definitiva all’Avversario. Dunque allontanatevi da loro in silenzio, lasciando che ridacchino alle vostre spalle, – campioni senza valore – mentre si stropicciano le mani di bieca soddisfazione per le vostre sconfitte, grattandosi la pelata o allisciandosi il pizzetto. Nessuno li rimprovererà, se sputeranno nel piatto dove hanno mangiato.

Ma non dimenticate mai che un Giuramento Magico può proiettare in alto, o diventare un nodo scorsoio!… E come per il vecchio Giuda, anche se avranno fatto ciò che era scritto nel loro Libro del Destino, costoro finiranno appesi per il collo all’albero della desolazione e della sofferenza.

E alla fine, quando meno se lo aspetteranno, tutti i loro nodi verranno al pettine. Il Diavolo riscuoterà la sua mercede e l’equilibrio nell’Universo sarà ricomposto.

Così, ancora una volta, persino per merito di qualche insignificante pidocchio, dal Male scaturirà il Bene e, dalla putredine dei loro corpi, qualche grammo di energia per “Santa Madre Terra”.

 

“CORRUPTIO OPTIMI PEXIMA”

(San Gregorio Magno: Moralia)

(I buoni, quando si guastano, diventano pessimi)

 

FINE