Parte Terza

Solo quando il corpo e la mente del mistico avranno completato per intero il tragitto dell’integrazione, giungerà la comprensione e con essa la saggezza. La speculazione intellettuale non si addice alla strada ermetica. Se non si esce dal circuito delle forme inconsce, distaccandosi dal mondo delle suggestioni, non sarà possibile alcun progresso. Si spiegano così i tanti fallimenti e distorsioni che costellano il cammino dell’esoterista, qualunque sia la strada intrapresa.

Numerose trappole sono poste lungo il cammino dell’iniziato, nella dottrina come nella pratica, in cui cadono quanti non sono predisposti. Molti credono di essere adatti agli studi esoterici e s’infiammano dinanzi alle tante promesse della strada spirituale; altri sono attirati dal potere iniziatico, dal desiderio di predominio sugli altri o dal bisogno di conquistare la ricchezza e l’amore.

In realtà essi non sono disposti veramente a cambiare, ma pretendono di adattare la Verità alle loro esigenze e ai loro bisogni. Questo è un grave errore. Alla fine finiranno per stancarsi delle loro sconfitte, tornando ai soliti interessi o rimpolpando le fila degli scettici, che seminano il dubbio tra i più sensibili per ignoranza o per il semplice gusto di farlo.

 

È bene che il lettore inizi a convincersi che le motivazioni che lo spingono verso la ricerca spirituale sono spesso dettate da situazioni contingenti o da una personalità debole e socialmente poco integrata. Solo in un numero limitato di casi si tratta di vera predisposizione, legata alla particolare struttura interiore e alla genuina volontà di cambiare profondamente sé stessi.

Per comprendere tale aspetto, non trascurabile per chi si sente attratto da una strada esoterica, occorre seguire alcune semplici regole: innanzitutto aver chiaro il fine cui si tende. Il primo passo, come si è detto, è la purificazione della mente.

In secondo luogo si deve diventare scettici, mettendo in discussione qualunque certezza, iniziando dalle proprie false credenze, per finire a qualunque convinzione si sia sino a quel momento considerata giusta.

Non bisogna credere a nessuno, né alle accattivanti promesse dei libri né alle parole dei Maestri, veri o falsi che siano; nè pretendere di capire sé stessi con l’arma dell’auto-analisi: sono inutili tentativi destinati a fallire, o a ingigantire la propria confusione.

Bisogna eliminare ogni occasione di conflitto e di disagio, nella famiglia e nel gruppo sociale, semplicemente disinteressandosene, cioè perdonando e ignorando ogni provocazione. Allo stesso modo occorre combattere l’ansia, affrontando e risolvendo immediatamente, se possibile, i problemi della vita quotidiana, piccoli o grandi che siano; risolverli e poi buttarseli dietro, evitando i sensi di colpa, inutili e deleteri per il proprio sviluppo interiore. Pensare prima di agire e dopo mai pentirsi. Le cose, che lo vogliamo o no, vanno esattamente come devono andare.

 

Mi rendo conto che, per una persona normale, riuscire ad accettare i miei consigli non è semplice. Oltretutto un tipo siffatto non avrebbe alcun bisogno di avvicinarsi alla strada spirituale. All’inizio le motivazioni personali sono alquanto aleatorie e pescano copiosamente nell’inconscio. Lo scopo è eliminare ogni falsa idea di se stessi, rendendo l’ambiente interiore più stabile e sereno.

Non si pretende che ciò avvenga istantaneamente. Pian piano, col passare del tempo, le cose andranno a posto da sole e il distacco diventerà sempre più completo. Ciò che conta, sin dall’inizio, è la volontà, applicata con costanza in una direzione precisa, cioè il desiderio irrinunciabile di giungere alla centralità di sé stessi, aprendosi all’ispirazione superiore con umiltà e fede.

Chi aspira a far parte di una Tradizione vivente deve comprendere che questa non ha alcun bisogno della sua cultura, dei suoi sogni, della sua intelligenza o dei suoi empiti di facile entusiasmo e di tenerezza. I requisiti essenziali sono il vero amore e la volontà, come avrò modo di spiegare in seguito. E naturalmente un’anima sensibile e pronta al sacrificio.

In definitiva gli aspetti che l’aspirante dovrebbe verificare in sé, prima di iniziare qualunque percorso di evoluzione secondo la Tradizione Ermetica sono i seguenti:

  • L’innata propensione a credere nell’esistenza di una Volontà Superiore che regola i destini della vita umana, in armonia con la Legge Universale e con l’equilibrio naturale.
  • Un’innata sensibilità e bontà d’animo. La predisposizione naturale al sacrificio per amore, sia nei confronti della famiglia che delle persone care.
  • Un grande rispetto per la Natura e per la vita.

 

Se tali condizioni accadono, si può iniziare il proprio percorso applicando i miei consigli. Non servono grandi decisioni. Una bella mattina ci si alza, si fa colazione come il solito, si prende un quaderno pulito e s’inizia a scrivere il proprio diario personale.

… “Sono insoddisfatto del lavoro, i colleghi mi sottovalutano… mi scade la rata del mutuo, ma non ho soldi… temo che mio marito mi tradisca… ho paura che mio figlio si droghi… non sto bene, forse dovrò operarmi… mi sento infelice e depresso”…

Chi non ha avuto simili preoccupazioni? In fondo questa è la vita, che preme con insistenza alle soglie dell’attenzione, distruggendo ogni tensione ideale e costringendoci a rimandare il pensiero di noi stessi.

Se però riflettessimo per un istante che le nostre paure e la nostra sofferenza sono il prodotto delle nostre reazioni inconsce alle avversità e non hanno valore assoluto, saremmo più sereni e affronteremmo i nostri piccoli drammi quotidiani con maggiore efficacia e celerità.

Spesso un problema si risolve molto meglio evitando di rallentare la nostra azione con sensi di colpa e con paure, che riguardano soltanto noi e non l’oggetto delle nostre attenzioni.

Quello che chiedo al lettore è di prendere coscienza di ciò, allenandosi a contenere le forze dell’inconscio e delle sue paure infantili.  Da ciò discende l’utilità di un diario personale, in cui descrivere puntualmente i timidi successi ottenuti nel tentativo di fuoriuscire dalla corrente dell’automatismo affettivo. Il progressivo distacco dal mondo emozionale e dalle abitudini di vita, nonchè la relativa indipendenza dalle forze inconsce, ottenuta con l’allenamento continuo, contribuiranno non poco alla serenità e gioia.

Mentre procede faticosamente l’allenamento personale e la corrente di volontà positiva si rinforza, occorre alimentare la mente con nuove conoscenze e con idee in grado di far risuonare le corde dell’emozione e del sentimento. La lettura di pochi testi di Ermetismo, accuratamente selezionati, può servire allo scopo.

Ai miei amici consiglio di iniziare con la lettura del “Mondo Secreto”, l’Opera Omnia di Giuliano Kremmerz, lo studioso italiano di Ermetismo forse più vicino a noi per la sua capacità di esprimere idee complesse in un linguaggio abbastanza accessibile.

Non serve altro. Le pagine del libro vanno lette e rilette, senza pretendere di capire ogni frase, ma cercando di percepire empaticamente il significato recondito degli insegnamenti, che si fisseranno nell’inconscio come semi di conoscenza destinati a germogliare e a crescere nel tempo.

Ai pochi che apprezzano il mio stile, consiglio di aggiungere alla loro neonata biblioteca ermetica i miei libri: “Thsecundia Ibis”, “Verso il Cielo Stellato”, i “Dialoghi” e non ultimo “Ermetismo e Alchimia”, edito dalla Casa Editrice Bastogi e ormai quasi introvabile.

Chi però fosse interessato, può chiederlo direttamente a me. Consiglio di seguire anche questo piccolo corso di Ermetismo, che offro alla loro attenzione con l’intento di semplificare la strada, evitando gli errori che potrebbero pregiudicare il loro successo.

 

Secondo la Dottrina Ermetica l’Universo è regolato da una sola Legge Intelligente, che ordina i fenomeni naturali secondo un’armonia perfetta, rintracciabile in ogni creatura. Ai primordi della Creazione, lo Spirito di Dio aleggiò sulle acque del Caos primigenio, creando i Mondi e le Dimensioni secondo la sua impenetrabile Volontà.

In ogni creatura, dal minerale al vegetale, sino all’uomo, l’Essenza Divina risplende nelle profondità della struttura materiale, stabilendo l’unità di tutte le cose in un rapporto di perfetta reciprocità.

 

Lo Spirito è dunque l’alito di Dio, l’impulso inarrestabile alla Vita che sospinge la Creazione a trasformarsi eternamente, nel perpetuo ribollire dell’Universo formale. La Forza di Vita è l’impulso inarrestabile che crea l’evoluzione, come noi la conosciamo. Le forme evolvono, decadono e periscono, nell’immenso Cratere dell’Energia Planetaria, ricostituendosi nel cambiamento e nella diversità.

Le Dimensioni parallele si espandono e s’intersecano, segnando i passaggi di un perenne divenire. La materia tangibile emana le sue vibrazioni nello spazio senza forma.

Ogni cosa nell’Universo vibra, emana, irradia. Lo Spirito di Dio risplende nella Materia e questa, resa pregna di Vita, diviene Materia intelligente, eterna, pulsante: è l’Anima dell’Universo, l’Anima Mundi degli antichi Ermetisti.

 

L’uomo è figlio del Pianeta, latore dello Spirito Divino. È la creatura in cui l’evoluzione ha raggiunto la sua massima espressione. Si ricordi: Materia e Spirito, gli estremi dell’equazione creativa. Tutto il resto è evoluzione.

Dall’ameba primitiva all’uomo, la materia, polverizzata nell’emissione fotonica, ha espresso l’anima, perfetto meccanismo di eterizzazione delle sensazioni corporee; e l’intelligenza, superlativa mutazione dell’Intelligenza Divina nel suo applicarsi alla materia. Non c’è inizio e non c’è fine, non c’è scopo e non c’è spiegazione possibile.

Non è mia intenzione tediare il lettore con le solite manfrine metafisiche, che non aggiungono molto al ragionamento, che vuole essere soprattutto semplice e pratico. Le mie sono parole, ipotesi di lavoro ed è così che devono essere considerate. L’essenziale è comprendere che, secondo l’Ermetismo:

  • Dio è una Legge intelligente, non un buon padre di famiglia.
  • Dio è Uno e l’Uno è il Dio dell’Ermetismo

Fare la volontà di Dio significa dunque, per l’Ermetismo, adeguarsi il più possibile alla Legge Naturale. I nostri progenitori, prima che la civiltà complicasse le cose, avevano un rapporto molto più diretto con la Natura, di cui riuscivano a interpretare i codici segreti, sia pure attraverso visioni ingenue e primitive.

Mario Krejis

 

FINE DELLA TERZA PARTE