Dialogo sul Messaggio Universale dell’Ermetismo

di Mario Krejis

Il giorno dopo Francesco sarebbe partito per far ritorno a Parma. Aveva dedicato il pomeriggio ai preparativi, caricando le numerose valige sulla sua vecchia Mercedes, compresa la piccola mountain bike con cui girava in lungo e largo quando era in vacanza. Decidemmo di cenare insieme in albergo, dove avremmo potuto conversare tranquillamente senza essere disturbati.

 

Francesco: Avrei tante domande da farti!… Purtroppo il tempo gioca a mio svantaggio. Perciò ti dirò subito ciò che non mi ha convinto del tuo ragionamento.

Ho capito che l’Ermetismo è una strada di evoluzione, che consente di conciliare la conoscenza scientifica con la spiritualità. Temo però le tue concezioni siano giuste solo per chi ottiene dei risultati.

Tu lo definisci un metodo soggettivo, ma si potrebbe anche parlare di autosuggestione o di semplice fantasia. Il Kremmerz tentò di utilizzare le forze del risveglio ermetico a vantaggio dei sofferenti. Il tuo Iniziato ideale, al contrario, mi sembra piuttosto un egoista. Tu ribadisci la necessità di rivolgersi all’anima, per realizzare l’integrazione. Ma allora che senso avrebbe il tanto decantato filantropismo ermetico?

Secondo la tua visione, un Ermetista dovrebbe procedere a fatica, lavorando su sé stesso tutta la vita, avendo come unica meta l’integrarsi col suo Uomo Storico: il che non sarebbe un grosso problema, se la vita spirituale decorresse parallelamente all’esperienza.

Purtroppo, però, ciò non accade nella realtà! Viviamo in balia delle nostre emozioni, travolti da eventi che spesso non riusciamo a comprendere. Le piccole soddisfazioni della vita possono aiutarci: una storia sentimentale, una vacanza, amici affettuosi, il successo!… Aggiungerei all’elenco la strada spirituale, se non temessi di sembrarti un ipocrita!

Guardati intorno, Mario!… Che fine fanno gli austeri Ordini Iniziatici, che dovrebbero mettere in pratica i tuoi principi? Durano qualche anno e poi scompaiono!

Gli Ermetisti gridano ai quattro venti le loro presunte verità, richiamando frotte di curiosi e di insoddisfatti: all’inizio c’è entusiasmo, poi si ritorna nell’inerzia di un progresso aleatorio. Dirai che così è la vita e che solo i migliori hanno il diritto di progredire. Si tratta però di una ben magra soddisfazione!

Se una filosofia non produce i suoi effetti nella realtà, probabilmente non è valida. Secondo te, quando scopriremo se siamo cambiati: dopo dieci o vent’anni di insuccessi e di speranze deluse? E da chi poi dovremmo conoscere la verità: dal Maestro, dall’Ermete, dal nostro Uomo Storico?

Tu parli di maturazione interiore! È logico che col tempo le nostre idee cambino, che i punti di vista si modifichino e intervenga una maggiore saggezza! Ma chi potrà affermare che sia merito dell’Ermetismo e non della semplice esperienza di vita? Con la differenza che un uomo normale non si sacrifica continuamente, distorcendo il suo pensiero in un monoideismo anacronistico e pericoloso.

Vivere in maniera spensierata il poco tempo a nostra disposizione, senza preoccuparci delle nostre intenzioni nei rapporti con gli altri!… Questo non ti sembra un obiettivo più plausibile? Temo che sia il bisogno a spingere l’uomo verso la Spiritualità, soprattutto la paura della morte, come purtroppo nel mio caso!

 

Krejis: Non ho la sfera di cristallo e non posso conoscere il futuro. Magari si potesse sapere dove ci condurrà l’Uomo Storico, che comprende i nostri bisogni come un cinese capisce l’italiano.

Un esercizio di retorica, ecco come definisco il tuo sfogo! Un’inutile retorica che serve alla tua personalità per restare tal quale, senza pericolo di vedere minate le fondamenta del suo precario equilibrio.

Le tue domande provengono dalla mente, non dal cuore. Il bisogno di Spiritualità non scaturisce dai ragionamenti di un buontempone, ma da un serio proposito dell’anima, che per l’Ermetismo è una creatura autonoma e vitale, non un semplice aspetto della personalità, come si vorrebbe nella Psicologia.

La fede non è appannaggio della Chiesa, ma un’attitudine dello Spirito. Se si comprende che l’esperienza è un aspetto parziale della conoscenza, il sentimento può assurgere a parametro di stabilità, seguendo l’esempio dei grandi Mistici del passato, che proprio nel sentimento del divino individuarono la loro meta.

La saggezza e il carattere, conformati secondo i principi della vera Scienza, sono gli aspetti umani dell’ascesi. Non ho detto però che esauriscono l’ascesi stessa. Sono il rovescio della medaglia, che porta sull’altra faccia l’immagine di Dio, non quella dell’uomo sociale.

Far emergere tutto ciò che è disarmonico e distruggerlo, per liberare l’individuo dalla tirannia dell’inconscio, è un esempio del metodo ermetico e dei sistemi iniziatici dell’antichità.

Non si tratta di un’impresa facile, me ne rendo conto, ma neanche di una missione impossibile. Il segreto per riuscire consiste nella volontà e nella perseveranza. Occorre intuire la verità, anche senza apprenderla dalle parole di qualcun altro; ed essere costanti nella volontà di giungere al centro del proprio essere, senza indulgere in pensieri autolesionistici e in parodie di speculazioni intellettuali.

Il successo dipende dall’insistenza con cui si bussa alla porta di Dio. Un significato più elevato non c’è. Il mio appello alla serenità non dev’essere considerato come un’ipocrita risposta all’inquietudine di chi inizia. L’Ermete penetra nella mente con lentezza.

Non si possono fissare tempi prestabiliti: vi sono percorsi che durano un’intera vita e altri più brevi. Il problema non è il tempo, ma il sentimento che si risveglia nel cuore. La percezione dell’Invisibile e la certezza della sua esistenza sono doni importanti.

Il messaggio dell’Ermetismo è individuale. Ogni uomo contribuisce diversamente all’evoluzione dell’umanità. Persone semplici o complicate devono sottostare a diversi meccanismi di trasformazione psicologica e di evoluzione.

Il percorso ermetico si definisce nel corso della vita. Non vi sono canovacci o modelli preconfezionati da seguire. Quanti si sono posti il traguardo di una “Società d’Iniziati” capace di oltrepassare i limiti dell’evoluzione naturale, sono caduti nelle spire della sofistica e della retorica iniziatica.

Si può e si deve crescere, alimentando la propria anima con le forze del risveglio, ma senza pretendere l’impossibile. Mi riferisco ai tanti che si vantano di possedere dei poteri o di esercitare un’influenza sugli altri. Ogni espressione dell’anima potrebbe sembrare un potere straordinario, ma si tratta del frutto dell’ignoranza e non della verità.

La missione dell’Ermetismo è di risvegliare le coscienze dal torpore dell’esperienza sociale, riconducendole allo stato di purezza della prima incarnazione, ossia a una condizione di verginità psichica incontaminata, che meglio si presta alla manifestazione divina.

 

Francesco: Parli spesso dell’Uomo Solare! Che intendi?

Krejis: L’Uomo Solare è il classico Mago della leggenda, cioè un Iniziato che ha conseguito l’integrazione. È l’espressione più avanzata dell’umanità, di cui costituisce la punta di diamante.

Lo “Spirito della Razza” è il patrimonio inconscio che accomuna gli esponenti di ogni discendenza, accrescendosi, nel corso dei secoli, come il bacino di un lago naturale. L’affluente più importante è il contributo degli uomini spiritualmente più avanzati e meno integrati socialmente.

“L’Inconscio Collettivo” si evolve lentamente verso uno stato di maggiore spontaneità e amore, che è precluso a materialisti ed egocentrici. L’amore vero non appartiene al mondo della materia. Esso comporta l’invasione del corpo di forze straordinariamente potenti. Si lascia aperta la porta dell’empatia e si attende con pazienza il risveglio.

L’Uomo Solare è l’Iniziato che ha imparato a conoscere il vero amore, concependo l’evoluzione come una continua ed estenuante ricerca di unità. Occorre tendere all’unità in ogni momento della vita. Il saggio conosce l’Uno perchè lo ospita in sé e l’Uno, ossia il Dio del suo Corpo, fa parte a sua volta di un Unità più grande. Sentirsi parte di un Ordine Superiore è lo stato che accomuna ogni vero Iniziato dell’Ermetismo.

La dimensione materiale è regolata dal trascorrere del tempo. Per l’Uomo Solare il tempo non esiste, rappresentando la maggiore o minore distanza da Dio. Nell’identificazione perfetta con l’Uno-Dio, si completa il tragitto dell’anima nella dimensione terrestre.

Amico mio, questa non è la vera vita! Dobbiamo esserne convinti, rimettendo le nostre paure nelle mani di Dio. L’uomo aspira alla serenità e alla gioia? Allora eliminiamo ogni inutile motivo d’infelicità, acquisendo un nuovo sentimento della nostra vera identità!

La volontà, se esprime l’integralità dell’essere umano, è una forza che muove le montagne. “Tu sarai quello che desideri essere, se saprai volere e amare nel modo giusto!”

 

Francesco: Sei convincente, Mario! Prima parlavi del carattere individuale della strada ermetica. Pensi che sia inutile far parte di una Fratellanza e pregare per gli ammalati?

Krejis: Credo nell’iniziativa di chi sente il bisogno di comunicare ad altri la tenerezza che sente nel cuore. La preghiera collettiva può essere un’esperienza impagabile, per chi si accosta a Dio con umiltà e amore.

Credo in una Fratellanza senza cariche, senza segreti, senza bolli, dove l’unico interesse sia il sincero desiderio di stare insieme e di crescere nel rispetto della Tradizione. Credo nella solidarietà umana, che spinge il debole a chiedere aiuto e il forte ad aiutare, in un ambiente irreprensibile e purificato dalle intenzioni positive di chi ne fa parte.

Sogno piccole oasi di serenità e di pace, dove i giovani possano ripararsi dalle provocazioni della società materialistica, riavvicinandosi ai veri valori della vita; e dove i più sensibili e indifesi trovino rifugio, prima di ritornare da protagonisti nella vita reale.

Vorrei che chiunque, in ogni parte del mondo, si sentisse libero di aprire le porte della sua casa ai suoi fratelli nell’ideale ermetico, senza bisogno di altre approvazioni o di conferme se non di sé stesso!

 

Francesco: Insomma vorresti sostituire alle Fratellanze tradizionali dei clubs per potenziali Ermetisti. Non ti sembra un modo sui generis di considerare la Tradizione? Ti attirerai contro molte saette!

Krejis: Credo nell’intelligenza dell’uomo moderno e ho fiducia nelle sue possibilità. Sono convinto che, se non si educa la persona al rispetto dei sani principi, l’ascesi è impossibile. E sostengo che ciascuno deve trovare in sé la forza per cambiare. Può farlo con semplicità, se capirà che ciò che conta è l’amore. Il vero ostacolo è la scarsa fiducia che l’uomo ha di sé stesso, frutto del misticismo cristiano, che ha corroso nel corso dei secoli l’Uomo Storico e il suo potere sulla vita.

 

Francesco: Un Circolo iniziatico non è cosa da poco! Servono tempo, denaro e un minimo di organizzazione!

Krejis: Ho risposto a una domanda, non ti ho prescritto una ricetta! Devi sentirti libero di agire come meglio ritieni, nel modo che ti sembra più giusto. Fai ciò che senti, non ciò che pensi di dover fare! Non esistono regole precise.

Puoi trasformarti in un peripatetico, se non hai un posto preciso dove incontrarti con i tuoi amici; o puoi procedere da solo, se così ti senti più a tuo agio. Dona agli altri, ma solo se vuoi farlo!

Non è una questione di merito, ma di predisposizione! Ognuno deve agire nel modo più consono ai suoi bisogni interiori. Non si può mentire a sé stessi!

Propongo una strada di verità, senza tabù e imposizioni. Ti ho spiegato che le norme morali, cui ci si deve attenere nell’Ermetismo, sono la prima manifestazione del trasformismo psichico che comincia a prender piede nell’Iniziato. Chi non sente la freschezza di un approccio più puro e sincero alla vita, probabilmente non sarà neanche attratto dalla lettura di un semplice testo di Spiritualità.

 

Francesco: E per quanto riguarda la Terapeutica? La Magia non trova posto nei tuoi pensieri?

Krejis: la Magia fa parte della Vita. La purezza è però il miglior passaporto verso il mondo straordinario in cui si aspira a penetrare. Chi vorrà, potrà aprirsi agli altri, alleviando le sofferenze dei più bisognosi. Se la sua intenzione è sincera, non gli mancherà l’aiuto delle Forze Invisibili, che renderanno più incisiva la sua azione con piccoli miracoli di amore. Insomma, chiunque opererà in nome dell’Ermetismo, sarà aiutato dall’Ermetismo.

Ai tempi del Kremmerz la coscienza sociale era arretrata rispetto ad oggi e la conoscenza delle problematiche esistenziali era inferiore. Nel mondo odierno i disturbi del comportamento, la droga e l’emarginazione sociale sono fonte di grande sofferenza. Potrebbe essere una buona idea. Tuttavia qualsiasi missione di solidarietà umana sarebbe auspicabile!

 

Francesco: E pensi che questo bel programma si possa realizzare senza l’aiuto di un Maestro?

Krejis: Mi fai tenerezza! Credi che un coraggioso che si tuffa nei flutti di un torrente per salvare una vita, debba attendere il permesso del padrone della proprietà? Bisogna strizzare la propria anima, per estrarne ciò che di buono contiene.

La preghiera e le buone regole di vita sono l’accelerante che rende rapido il processo. E se vi sono cattive abitudini o nerezze interiori, devono essere lavate con olio di gomito e buona volontà.

Bisogna convincersi che occorre lavorare su sé stessi e che l’anima è una realtà connaturata al nostro essere. Divenire coscienti della propria totalità è faticoso, ma non impossibile. Tocca però sempre all’uomo fare il primo passo. La Tradizione interverrà dopo, col suo benefico aiuto e con la sua tangibile protezione.

Considera il mio un messaggio d’incoraggiamento. Il mondo dell’Ermetismo rappresenta un approdo solitario per l’uomo intraprendente e dignitoso, che sfida la sorte per il sogno di una felicità superiore.

È in questa vita che deve realizzarsi il nostro destino; qui, fra i flutti della Marea Astrale, che dobbiamo imparare a dirigere con la volontà, migliorando noi stessi prima come uomini e poi come Messaggeri dello Spirito Divino.

Ti auguro di osservare con occhi nuovi la realtà della vita, abbandonandoti con fiducia agli Spiriti Superiori che incontrerai sul tuo cammino verso la Luce.  Non c’è niente di più dolce che percepire il calore del loro amore e della loro affettuosa approvazione. Le mie sono parole? Dovrai scoprirlo da solo!

In un’epoca lontana gli Dei si nutrivano della devozione degli uomini, illuminando la dimensione terrestre con la loro amorevole protezione. Gli Dei amano le creature terrestri e sono pronti a stabilire un nuovo patto di fedeltà col genere umano. Così, forse, verrà il giorno in cui l’umanità vivrà una nuova Età dell’Oro, in armonia con la Legge Naturale e con lo Spirito Planetario.

Gli Ermetisti potranno fare qualcosa per migliorare il destino della nostra razza? Mi piace credere che sarà così!

 

FINE