SECONDA PARTE: Spunti Alchemici e Cabalistici

Il Corpo Lunare muta i suoi colori dal rosso al nero, secondo la direzione delle forze lunari. Nell’uomo degenerato, che ambisce al sesso, sperperando il tempo nella contemplazione delle immagini pornografiche che la sua mente tarata è in grado di produrre, la Forza Lunare è capace di vitalizzarle, generando le cosiddette “Simili Nature”che ossessionano un gran numero di isterici e giustificano molti casi di falsa possessione attribuiti al Diavolo.

Nello stato di castità, intesa come una corretta disciplina in grado non solo di impedire lo spreco insensato di potere generativo, ma anche di ostacolare un’attività mentale superflua e pervertita, l’energia di Yesod si purifica e moltiplica in Tifereth, producendo il misticismo esaltante proprio dello “stato di santità”.

Nelle varie incarnazioni dell’Iniziato, é talvolta possibile rintracciare esperienze di monacato, caratterizzabili per l’alta consistenza ideale e sacramentale. Si determina così una prima iniziazione in Tifereth, che si trasformerà, nelle vite successive, in uno slancio inarrestabile verso la religiosità e la fede in Dio.

Sul piano filogenetico, l’esistenza in Malkuth costituisce l’archèo della vita, il primo approccio dell’intelligenza animale all’elaborazione sensoria. Nel corso dell’evoluzione, l’arresto in Yesod ha però condannato l’uomo a divenire preda di un’intensa costruzione ideologica edificata sul sesso.

Si sono spesi fiumi di inchiostro per descrivere i dinamismi di Yesod, nel suo aspetto crepuscolare. Numerose teorie psicologiche insegnano come dirigere il meccanismo riproduttivo verso l’appagamento sessuale, dimenticando che molte frustrazioni sessuali devono il loro carattere doloroso e squilibrante all’incoercibile bisogno di sesso, favorito dal prevalere di ideologie più tolleranti rispetto al passato. Si pensa che l’emancipazione psicologica dell’essere umano consista nella totale liberalizzazione sessuale.

Il sesso, celebrato nel matrimonio, produce personalità frustrate e condizionate da un cronico contagio fluidico. L’Iniziato interessato all’ascesi interiore, copula solo per soddisfare le necessità fisiche del compagno. E quando si accoppia, mentre sorride speranzoso alla sposa, concepisce nel giusto modo il contatto carnale, alimentando le sue pratiche di noviziato in modo che la forza di Yesod si trasformi in puro Amore. Ciò non significa che l’Ermetismo sancisca l’idea di una castità da praticare a tutti i costi.

L’amore, non si deve dimenticare, è tale solo se l’uomo impara a comprenderne le strane leggi. Ai più giovani vorrei spiegare che, senza il vero amore, non può esservi stabilità nel rapporto di coppia. Ma l’amore é una conquista e, in senso ermetico, rappresenta il punto nodale dell’ascesi.

Si può amare per naturale inclinazione dell’anima? Sì, ma solo quando il proprio mondo ideale viene correttamente indirizzato, attraverso una giusta preparazione mentale.

Il lettore meno giovane si ricordi delle passioni amorose dell’adolescenza. Quanti sospiri e lacrime, nell’esaltante attesa di uno sguardo furtivo, di un sentimento appagante e sofferto nella rinuncia forzata al rapporto fisico!…

Negli amori fatali dell’adolescenza si riproduce, sia pure imperfetto, lo stato di amore dell’Iniziato sulla via che conduce al “Tempio del Cristo Vivente”, cioè in Tifereth. Dopo la pubertà, la fisiologica tempesta ormonale stabilizzerà la mente del futuro sposo nell’attrazione fisica, e allora le forme inconsce saranno assorbite nel segno del possesso carnale.

Quindi l’amore vero finisce a quindici anni?… Forse l’amore di cui parlo io, sì!

Tranne poche e meritevoli eccezioni, la maggiorparte dei fanciulli che hanno sperimentato il turbine dell’attrazione amorosa senza forme, decadrà nel sentimentalismo bacchettone dell’ipocrita sesso-dipendente, diviso tra il cuore e il sesso.

Perché è così? La rinuncia intelligente é preparazione. La dilazione del piacere prepara la psiche dell’iniziato allo sviluppo della volontà. L’amore fisico verrà, quando il giovane avrà saputo fissare nel suo Corpo Lunare l’energia di Tifereth, dai riverberi dorati.

Egli amerà la sua compagna, come un fanciullo ama la sua dea. E si commuoverà dei suoi slanci affettuosi, accettando i suoi sguardi rapiti e lasciando che penetrino nel suo cuore. I due resteranno insieme per sempre e neanche la morte li separerà. I loro sogni dureranno vite su vite e ogni volta che si ritroveranno, l’anima loro, memore dell’esperienza antica, sussurrerà le sue melodie alla mente e al corpo perché, nell’estasi di uno strano turbamento, produca solo forze di vero Amore.

Poi i due innamorati si ameranno anche fisicamente, ma sarà una passione benedetta da Dio, una passione che discenderà in loro ricomponendosi nell’unità di un trasporto sovrumano.

Due anime trasformate in un’anima sola!… I loro corpi invecchieranno, ma la promessa del loro amore non finirà mai!… Mentre scrivo, la commozione mi avvolge come una nebbia sottile. Sarà perché sto invecchiando, o perché vorrei che i miei figli amassero così!

È il solo modo perché l’amore divenga produttivo di evoluzione spirituale. Bisogna che i quattro Elementi vibrino insieme: il Fuoco con l’Aria, e con l’Acqua, e che infine la Terra, spodestata dal potere dell’animale, coaguli quello stato superiore rendendolo permanente. Lo dico ai sostenitori delle tante strade sesso-magiche. Amare é un sacrificio caro a Dio.

Pretendere di sottomettere Dio al sesso è l’orgoglio del “Serpente”, destinato inesorabilmente a essere spodestato, ma solo quando l’uomo comprenderà che, se impara ad amare, il suo destino sarà migliore.

Ritornando ai misteri di Tifereth, é nel suo risveglio che si manifesta il “Biancore dell’Albedo”, tanto cara agli Alchimisti. Lo stato di amore e di fede non sono importanti per ciò in cui si crede, ma per l’intenso trasporto dell’anima, che vibrando per una qualunque Forma Divina, impara ad amare se stessa.

Giungerà il giorno in cui, osservando l’immagine vibrante di Dio sullo schermo oscuro della propria mente, esaltata nello stato di fede, l’Iniziato scorgerà il suo stesso volto.

Tutte le Religioni sono uguali, se conducono il fedele in un intenso e polarizzante stato di fede. Quando l’Ermetista giunge nel Regno di Tifereth, diviene “Signore del Regno Astrale”, acquisendo i tratti regali dell’Iniziato di Osiride il quale, grazie all’amore dell’anima, sua Sposa divina, ricompone le membra del suo Dio individuale, seppellite ai “quattro angoli del mondo”, cioè negli anfratti sotterranei della materia corporea.

Rigenerato dalle corroboranti forze di Tifereth, risplendenti in un Corpo Lunare puro e immacolato, il Pensiero Superiore brilla nella sua sfolgorante bellezza. Questa luce é Amore.

Tale é il carattere della Caduta, che precipitò l’antico Adamo sulla Terra desolata della Materia. Nel regno tridimensionale di Malkuth, Dio é istinto; nel baluginante pallore di Yesod, Dio é illusione, ma in Tifereth Dio é Amore!…

L’Iniziato percorre la “Via del Cuore”, passando attraverso i tre Regni, chiudendosi la porta alle spalle e superando i “Guardiani” che sbarrano il passo agli indegni. Sono i tre “Separandi” dell’Alchimia, che sollevano l’anima dell’Iniziato verso i Cieli oscuri, dove regna il Padre Eterno e la sua Corte divina, Mercurio in testa.

Giunto al Separando di Tifereth, l’Iniziato é pronto per l’ascesa finale, che lo condurrà a concludere il suo lungo viaggio verso l’ignoto. Quando avrà imparato a trasformare ogni sensazione corporea, ogni stato dell’anima e ogni suo pensiero in puro Amore, l’Oro dell’Alchimia inizierà a scorrere nelle sue vene, irradiando intorno a lui “l’Amore-Forza” generatore di prodigiose guarigioni.

Di tanto in tanto l’Iniziato discenderà i Piani, visitando il Mondo di Yesod, landa misteriosa dove vive il “Serpente” di biblica memoria. O penetrerà nell’oscuro “Averno” del corpo, traghettato dalle forze dell’istinto, nell’esplorazione delle forze archetipe della Materia. Ma sempre, alla fine, ritroverà se stesso, divenendo cosciente che le sue “trasformazioni” non sono che un’illusione, perché ogni cosa esiste nell’Unità.

Da Tifereth a Kether il passo é breve, ma occorrerà che l’Iniziato, purificato e con un Corpo Lunare risplendente, passi attraverso il terrorizzante silenzio di “Daath”. Andando oltre Tifereth, esce dai domini del Corpo Lunare, per entrare nei recinti del Tempio di Dio. Per giungere alla Meta, dovrà però rinunciare al dono più grande e alla sua conquista perfetta: l’amore.

In Tifereth l’iniziato é ancora carico di magnetismo e intensamente vibrante di sentimento, che riversa su coloro che lo circondano, amandoli. Tuttavia quell’amore, anche se sincero, é ancora imperfetto. Egli sa che esiste un solo amore, quello per la sua anima.

Più si avvicinerà al suo Dio, meno gli sarà consentito di manifestarsi nei panni del Santo. Più egli avrà distillato la sua “Acqua di Vita”più dovrà diventare secco ed essenziale, riconducendo ogni stato di vibrante esaltazione nel rigido confine del monoideismo magico. Il suo percorso spirituale dovrà condurlo a riassorbire il molteplice nell’Unità.

Così Dio si ricorderà di se stesso.

“Geova era un Dio geloso!”… Traversando i cancelli di Daath, l’Iniziato deve morire a se stesso. Ogni sentimento affettuoso, ogni desiderio, qualunque attaccamento alla vita dovrà cessare. La coscienza dell’Iniziato, vibrante di amore puro, dovrà immergersi nella lava incandescente del Pensiero Divino, perché ogni frammento della personalità si fonda nell’amore-forza del Dio incarnato.

In Kether si concluderà il percorso di ritorno alle origini dell’anima redenta. La materia intelligente dell’animale dovrà riconvertirsi in puro Spirito ed Essenza. Ma ormai il compito dell’Iniziato di Osiride sarà concluso: ricostituire l’antico Adamo, seme e frutto della “Pianta-Uomo”.

Mi perdoneranno i dotti esegeti dell’antico Pensiero Cabalistico se, per necessità di sintesi, sono estremamente incompleto. “L’albero Sefirotico” rappresenta il mistero della creazione nel “Diagramma” di un solitario rabbino del passato, allineato, nella sua interpretazione dell’Universo, con la visione solare dell’uomo.

Ho voluto far riferimento alla Cabala, nel tentativo di chiarire i rapporti tra conoscenza ed evoluzione nei vari Piani dell’essere. Nell’uomo completo, ossia evoluto, l’Albero della Vita risplende nei suoi frutti, appesi perpendicolarmente al Colonnato centrale, che rappresenta il tragitto dell’Iniziato di Osiride.

Il tentativo di convergere verso Kether, contrariamente all’insegnamento alchemico, può avvenire però seguendo altri percorsi, tracciati nell’intenzione di realizzare, nell’Iniziato, le virtù prodromiche al manifestarsi in lui dell’Uomo Interiore.

Ogni frutto perpendicolare alla Colonna di Mezzo rappresenta il premio di una vita. Chi può salire direttamente verso il Cielo di Kether, dev’essere considerato un Maestro. Il mistero della Cabala Ebraica diverrà palese solo a coloro che, vissuti nell’ideale alchemico, sapranno tracciare il sacro Glifo nel loro corpo (fisico e Lunare). Gli altri rimarranno nell’anticamera della Sinagoga, a fare accademia.

Rimando quanti fossero interessati allo studio della Sacra Cabala, al bel libro di Robert Ambelain, dal titolo “La Kabbale Pratique”, o ai numerosi testi pubblicati e appartenenti soprattutto alla Tradizione Ermetica Inglese.

 

Mario Krejis

 

FINE SECONDA PARTE