Perché un giovane dovrebbe accostarsi all’Ermetismo, sottoponendosi alle mille prove che l’Alchimia nasconde nei suoi complessi cifrari simbolici, frutto di immaginifiche leggende dell’antichità?Possono aspirare all’Ermetismo solo i vecchi, i saggi, gli esperti della vita, che tutto sanno e che parlano nell’interesse di altri? O sono gli innocenti e gli ingenui a ottenere le maggiori realizzazioni, secondo un’evoluzione interiore che contraddice molti presupposti dell’etica sociale?

La domanda è impegnativa. Vi sono casi e casi. Bisogna conoscere la persona e penetrarne le imperscrutabili volute inconsce, accettandone le tante contraddizioni, nell’aspettativa che prima o dopo si manifesti l’Ermete.

La società di questo secolo confida nel potere della scienza e del diritto, sancito dalle leggi. Chi sono allora i candidati all’Ermetismo, destinati a risvegliarsi da un mondo di “allucinazioni” che li rendono insensibili al vero amore, nell’interesse di un consumismo esasperato?

La gioventù dovrebbe rivedere molte certezze che l’hanno trascinata nell’ombra di un pensiero ambizioso, ma povero di ideali, scuotendosi di dosso ogni costrizione ideologica, frutto di infiniti condizionamenti.

La magistrale impresa di Giuliano Kremmerz condusse al risveglio di molte generazioni di Iniziati, attratti istintivamente dalla Tradizione, ma ancora poco sensibili al sogno di un progresso dell’anima. Fu nel suo cantuccio che si adagiarono gli Spiriti di coloro che, in un modo o nell’altro, lo amarono e decisero di seguirlo. Dopo di lui, sembrò che nessun risveglio spirituale fosse ancora possibile.

Ricondurre il lettore nell’ortodossia di un sacro insegnamento, costituisce un compito non facile. L’esperienza ha raffreddato molte aspettative sulle reali intenzioni di molti Iniziati, alla ricerca -per così dire- della Luce.

Mi sono imbattuto in persone saccenti e stupide, interessate solo a trasmettere le loro frustrazioni; o costrette nell’indigenza psicologica e del tutto inutili per scopi che non fossero il loro arrivismo sociale.

Tutti sono meritevoli di progredire. Però i semi sono tanti e così le piante che crescono nell’Orticello dell’Ermetismo. Ogni seme porta raccolti diversi, secondo l’antico detto che “una pianta produce molte foglie inutili, ma un solo seme”.

Perciò è difficile, per non dire impossibile, coltivare l’illusione di un insegnamento spirituale uguale per tutti. Occorre invece far sì che il discepolo dell’Ermetismo assimili solo quei semi di conoscenza che produrranno immancabilmente il loro frutto, cioè l’amore.

Non c’è altro modo, per ottenere il risultato, che abituare l’Iniziato all’idea di un’esperienza superiore, nella quale gli istinti dell’animale, addolciti da sane abitudini di vita (educazione isiaca), producano intuizioni superiori; e dove le roboanti forze dell’istinto, addolcite dall’amore, si manifestino nell’ordine mentale dell’uomo saggio ed evoluto.

Non esistono vie di mezzo o scorciatoie. Chi mi conosce sa che non parlo d’altro, a rischio di apparire ingombrante e monotono: occorre che si sviluppi nell’Iniziato quello che può essere definito “l’amore antico”, il quale sboccia quando il sentimento umano si coniuga con i sogni dell’Uomo Storico.

Fare dell’accademia, illudendo la gente che esista altro, significa soffocare l’insegnamento ermetico nell’inutile sofismo, alterando la dottrina antica in favore di più semplici e comprensibili, ma inutili, verità.

Insomma non c’è verso di progredire, in campo spirituale, se non si modifica il modo di sentire dell’individualità umana, ampliando i suoi orizzonti oltre l’apparenza e l’inutile formalismo che proviene dalla materia.

Le possibilità di accrescere il proprio patrimonio psichico sono reali, ma solo se si riesce a potenziare la coscienza con i contenuti dell’inconscio e dell’anima.

Non si passa, altrimenti! … Ne siano certi coloro che s’illudono di praticare secondo i riti dell’antichità. Se vogliono davvero andare avanti, nell’Ermetismo, dovranno trasformarsi, al punto di perdere qualunque interesse per le scorciatoie.

Esiste solo una Via maestra e non vi sono possibilità di riuscita, nell’Ermetismo come in qualsiasi altra Strada Spirituale, se l’Iniziato abdica dal suo potere più grande: il potere di amare.

Le mie sono parole? Forse!… Eppure chi mi comprenderà, tra i lettori, sarà convinto che sono nel giusto, interpretando la Strada Spirituale nel senso meno plausibile e forse più difficile e restrittivo.

La verità la intuirà chi è destinato a capirla. Alla fine l’esperienza iniziatica, con le sue semplici procedure, farà impallidire i creduloni e gli apostoli della bestemmia più pericolosa: “Esiste solo l’uomo in carne e ossa!” Se ragionate come animali, dopo la morte sarete trasformati in creature larvali, senz’altro destino che ritornare sulla Terra ciechi di luce.

Accelerare l’evoluzione non significa evitare dolori e sofferenze, ma avere il coraggio di accettarsi e poi di migliorarsi, passo dopo passo, inarrestabilmente, fin dove la Natura e Dio lo consentiranno.

L’esperienza costituisce il mercato dove si acquistano le perle preziose dell’antichità, e ci si libera delle patacche inutili. Sono certo che l’applicazione dei Principi Alchemici sarà d’aiuto agli esponenti dell’antica Tradizione Ermetica, ritornati sulla Terra per continuare il proprio cammino.

“Terra e Destino” rappresentano un binomio inscindibile. Cercare di ignorarlo, é da folli.

A tal punto torno indietro, per riproporvi la stessa domanda con cui ho iniziato l’articolo. “Perché un giovane dovrebbe accostarsi all’Ermetismo?”

Non vi sono ragioni plausibili. Un giovane può essere meno intelligente o più dotato di un anziano. Spesso però un giovane è troppo debole e indifeso per neutralizzare l’influenza del proprio inconscio; mentre, in altri casi, oppone una resistenza troppo lieve alle accattivanti illusioni del pensiero sociale.

Chi proviene da un’esperienza di vita serena, cresce nel desiderio di realizzarsi socialmente, coltivando gli ideali della ricchezza e dei privilegi sociali.

Al contrario, chi non si sente attratto dalla vita materialistica, si logora nell’inutile attesa di aspirazioni inverosimili, che stentano ad avverarsi. In senso ermetico sono più i secondi, che i primi, a trarre beneficio dall’Ermetismo. Più sentimentale é l’uomo, meglio “individuata” sarà la sua anima.

Allora, lo ripeto ancora, perché un giovane intelligente e sensibile dovrebbe rinunciare a un’esistenza felice e spensierata, per abbracciare l’Ermetismo, cominciando così un percorso spirituale ricco di sacrifici e di rinunce?

Sorrido, mentre scrivo simili sciocchezze! Al cuor non si comanda!…

È il grido che si leva dall’anima dei migliori: sacrificio per amore.

Ma perché proprio i giovani? “Perché è nel grembo della Vergine, che crescono i migliori frutti dell’Universo!”

Manipolati e indifesi, sono i giovani che si sospingono oltre l’inutile apostrofo, ansimando di dolore per l’incomprensione di una fanciulla; o che stringono i denti nell’attesa spasmodica d’un istante d’abbandono; o che chiedono amore, dimenticando i propri doveri e ogni altro miraggio materiale.

È nel cuore di un fanciullo che si deve seminare!

Allora, si dia l’avvio soprattutto ai giovani. Non si aspetta l’autunno della vita, per risvegliare i cuori all’esperienza solare. Nell’anima di un fanciullo vibra l’Osiride (il Dio individuale), oltre l’espressione austera di vecchi e inariditi poeti!

Sono i giovani i migliori eredi dell’Ermetismo.

Educare la gioventù è il più grande ideale di un Iniziato. Abituare la gioventù all’amore é la migliore promessa per l’avvenire.

Che siano migliori di noi!… È l’augurio che rivolgo ai giovani. Per gratitudine, non per dovere scrivo per loro, nella speranza che diventino un giorno come li vorrei: forti, ansiosi di donare, ma anche di prendere. “Eroi” nel senso classico: deboli di cuore, eppure forti, anzi fortissimi dentro.

Mi auguro che ciascuno sappia rinverdire i suoi sogni: che ridiventino freschi e profumati come il tempo che fu, quello della giovinezza, dei misteri inesplicati, delle emozioni più dolci e forse delle più grandi sofferenze.

È nell’anima di un fanciullo che il Maestro deporrà le sue parole!

Allora vecchi o giovani, siate fanciulli dentro!

 

Mario Krejis