A cura di Mario Krejis
Ogni atto sia un atto di amore e di dedizione
Ogni atto sia il “divieni” di un Dio
Ogni atto sia una sorgente di gloria irraggiante!
– Crowley

Voglio presentare ai lettori un collage di pensieri sull’Amore, quello vero, che può divenire un potente strumento di purificazione e di evoluzione spirituale, se correttamente inteso e coerentemente sviluppato.

Le parole non sono solo mie. Ho voluto riportare alcuni pensieri di Giuliano Kremmerz, che mi sembrano particolarmente significativi. Il Maestro napoletano parla ovviamente a un pubblico del secolo scorso ed utilizza a volte toni melodrammatici. Lo fa per richiamare l’attenzione dei suoi discepoli e mettere in guardia gli incauti, tra loro, che tendono a mescolare il sacro col profano, coltivando una visione solo ormonale dell’amore, inteso nel suo mero significato sessuale.

Le sue parole sono in ogni caso illuminanti e profondamente vere (per chi ne comprende il significato), anche per l’uomo avveduto e smaliziato di oggi. Accanto ai vari paragrafi, vi sono i relativi riferimenti bibliografici. Così chi vuole, può approfondire l’argomento e leggere il testo completo.

Riporto poi uno stralcio del Vangelo di San Tommaso (Quinto Vangelo) tradotto dal copto, con eccezionale bravura, da Mario Pincherle, per la Casa Editrice Fidelfo. Il testo, che propone una visione del significato esoterico dell’amore non dissimile da quella dell’Ermetismo, non necessita di alcun commento. Chi sa leggerlo col cuore e coglierne empaticamente il senso, ne trarrà motivo d’ispirazione e di elevazione spirituale. Gli altri dovranno attendere tempi migliori.

Concludo la carrellata sul significato esoterico dell’amore con un contributo personale, un passo tratto dal mio libro “Ermetismo e Alchimia.

Come si evince dalla lettura dei vari passi di quest’articolo, la Verità è sempre la stessa, anche se espressa con parole diverse e in tempi molto lontani tra loro.

Mi auguro così di offrire un ulteriore contributo a quanti si pongono delle domande sul mistero dell’esistenza umana e cercano invano, fuori di sé, le risposte all’inquietudine e all’ansia che li pervade di fronte all’incertezza del futuro.

A) Stralci dal libro “Il Mondo Secreto”

di Giuliano Kremmerz

“Un cuore amorevole è la saggezza più vera.”
Charles Dickens

L’Amore ha due sedi: il cervello e il cuore. Nel cervello fantasioso o calcolatore, entusiasta o ubbriaco, l’amore è puro e passionale, è demoniaco. Nel cuore, sereno; obbediente, paziente, esso è un sentimento di abdicazione e di dedizione angelica.

Il cervello è fisiologicamente legato agli organi della impurità sessuale. L’amore impuro vi germoglia come un desiderio di vanità. Lilith e Samael consigliano il vanitoso a cogliere un fiore per lascivia di potere; e ogni atto di quest’amore è una viltà in cui il cuore non aumenta i suoi palpiti che nel momento in cui l’orgoglio bestiale è soddisfatto. (2°vol. p. 277).

Ma l’amore del cuore, in cui il cervello non ha versato la nebbia offuscante della sensualità, è un atto divino da cui è da aspettarsi ogni bene. Nasce come un’effusione delle anime fra due nature che spiritualmente si completano. Si annunzia come un vago sentimento di benessere; cresce e aumenta di intensità come un tacito consenso tra due creature in una fede comune. Il primo è una passione, il secondo è un ideale. (2°vol. pp. 277-278).

Delle effusioni del cuore (che sono effusioni dello Spirito nel dolce benessere di uno Spirito che si completa) si può conservare il ricordo istintivo in parecchie vite successive, o dopo parecchie vite successive. La fatalità, ovvero le condizioni di volontà divina, porrà i due che conservano il ricordo di quello che furono, annebbiato dalla rimembranza vaga di una vita anteriore, in due condizioni sociali sulla terra che a volte rende il loro amore peccaminoso. (2 vol. p. 281).

L’amore, per la società umana, non si prova che con un sacrificio: imponendo al proprio cuore di non violarne le consuetudini col turbare la coscienza dei semplici. (2° v. p. 282).

La causa di ogni disastro, di ogni pena, di ogni dolore, è l’amore impuro dell’egoismo. – La lonza(passione animalesca) è la lussuria bruciante che impediva l’Ascenso spirituale dell’Alighieri. Essa, dice il Boccaccio, è meravigliosamente vaga del sangue di becco, e poiché il becco è un lussuriosissimo animale, perseverando in questo vizio, più lussurioso si diviene.

Tutto l’amore del cervello ha il suo altare nella Stregoneria, che è la magia del Male. Il porco da cui fu ucciso Adone fu questo, e la lonza è il più terribile nemico della divinizzazione dell’uomo. (2 vol. p. 288).

Il fuoco che cova in ogni cervello è il possesso della femmina, ammorzato dalle leggi, dalla religione e dalla morale pubblica.

Dante della lonza ha paura, e l’ostacolo grande all’Ascenso magico è quell’odore di becco che prende tutte le miserabili membra della umana società. L’angelo dell’amore puro è Anael: esso è Creatore.

I due demoni maschio e femmina della sensualità sono Samael, l’angelo della morte, il distruttore, e Lilith, la seducente Dea dei succubi: infatti l’atto impuro dell’amore animale tende a produrre, per mezzo dell’amplesso, nuova messe alla falce della morte.

Se gli Spiriti non diventassero carne, la falce certo non li raggiungerebbe. Chi è con lo Spirito, non ritorna nella voragine della passione e del peccato (2° Vol. pp.289-290).

B) DELL’AMORE SOLARE

di Mario Krejis

L’Universo è mutazione e metamorfosi,
ogni mutamento è il risultato di un atto di amore,
tutto gli atti di amore contengono gioia pura”

… Si è già fatto riferimento al vero amore, il sentimento più nobile che può essere generato nell’uomo, ma anche la forza più potente in grado di spalancare le porte dell’anima e dei mondi invisibili.

L’amore è materia, come il calore, l’elettricità, la luce. Esso irradia potente e si riversa sulle persone amate, penetrandole con la sua forza, curando le ferite dell’anima e del corpo, stabilendo un legame di compassione e di fedeltà che neanche la morte può spezzare.

Amore è dunque un profondo stato di comprensività. È desiderio di penetrazione. È Cupido armato di arco e freccia, che scaglia il suo dardo verso il cuore dell’innamorato, perché la freccia penetra, trafigge e trapassa. Due essenze che si mescolano sino a non essere più riconoscibili nella loro individualità, un mistico profumo che irradia dall’anima degli amanti e li avvicina al mondo della verità.

L’amore per i sofferenti è la più alta espressione della carità. È l’amore che salva e guarisce, che offre il sacrificio di sé per il bene del proprio fratello. Amare il prossimo è compiere un’opera divina.

L’amore dell’Iniziato è il profondo desiderio di unità con la propria anima, la fremente aspirazione a compenetrare il Pensiero Divino sino a riconoscersi nella medesima unità, che è eterna e senza limiti.

Quando il desiderio è impuro, inquinato dall’egoismo, l’amore è mentale, infima parodia del vero amore. Chi ama con la mente vive prigioniero nel circuito delle forme inconsce, dei fantasmi del desiderio insoddisfatto, della volubilità delle impressioni e dell’apparenza.

La sua anima è l’Eva della tradizione biblica, sensibile alla seduzione del mondo fenomenico (il Serpente), che tenta caparbiamente il Pensiero-Volontà (Adamo), offrendogli in dono il frutto dell’Albero proibito (percezione sensista), perchè si senta simile a Dio.

Maria è invece l’anima redenta dell’uomo che ha conquistato la santità e la saggezza, la Regina del vero amore, la Madre di tutti i miracoli e la feconda generatrice del Cristo interiore. È l’Iside Egizia, sposa e sorella di Osiride, suprema protettrice dell’amore magico e della rigenerazione spirituale.

Tuttavia, per divenire magico, l’amore dev’essere frutto di una perfetta intesa tra le parti dell’uomo: il corpo fisico, il Corpo Lunare (Emozionale) e il Corpo Mercuriale (Intelligenza), uniti da una sola volontà diretta al bene e alla felicità di se stessi o della persona amata.

Tutte le forme di amore sono aspetti dell’unico vero amore, che coinvolge l’uomo sino a trasformarlo profondamente, straripando negli altri come un torrente di forza benefica e purificatrice.

Quando il sentimento è annegato nella passione dei sensi, la forza dell’amore abortisce nella separazione e l’anima sensibile è costretta nella morsa dell’egoismo e della frustrazione. Allo stesso modo, se l’affetto non è sostenuto da una forza più grande, che sconvolge e cambia, non è vero amore.

La vibrazione affettiva risuona nei Centri inferiori (Mooladhara), dove pulsa il potere generativo, ma deve proiettarsi in alto, per rendere l’uomo pienamente partecipe del suo mondo interiore. Esiste un Magnete unico nel corpo, generatore di dinamismi di vita. Ho spiegato l’argomento parlando della Kundalini.

L’istinto animale deve trasformarsi nelle potenze del sentimento e del pensiero. Nella creazione e nel mantenimento di tale equilibrio consiste il segreto dell’Amore Magico. È questa l’intima ragione di tutte le pratiche di purificazione, che tendono a rendere trasparente l’inconscio in modo che, attraverso le lenti dell’apparenza, si apprezzi il volto dell’Uomo Storico.

La forza cangiante della Kundalini dovrà espandersi in un corpo educato alla purezza e alla santità, perché solo le creazioni dell’anima diano frutti nel corpo dell’Iniziato, reso magnetico dai raggi argentei della Luna Interiore e dalla virile potenza dell’Amore/Volontà.

Tre sono dunque i requisiti del vero amore: un corpo sano ed equilibrato nelle sue funzioni; un’anima sentimentale (Corpo Lunare) sensibile e recettiva alle influenze superiori; una mente libera dai complessi di un inconscio gravido di forme, tenacemente legato al mondo della materialità. Se questi aspetti non sono al contempo presenti, non si può parlare di vero amore.

Da quanto ho detto si evince che l’amore, inteso in senso iniziatico, è uno stato interiore sconosciuto alla generalità degli uomini, che si lasciano guidare dall’istinto riproduttivo e dai suoi effetti sul mondo affettivo e mentale.

Bisogna essere puri, sani e forti. Ciò è valido per qualsiasi tipo di amore.

Esiste un solo amore, che si sprigiona verso la donna amata o verso Dio. Sta all’uomo decidere quale sarà la porta attraverso cui entrerà nel magico mondo dell’anima: se attraverso il più angusto adito dell’amore terreno; oppure tramite la contemplazione e l’aspirazione all’unione col divino.

Nel primo caso occorrerà seguire le indicazioni del Kremmerz, che raccomandava ai due amanti di legarsi a una sedia, pur di resistere alla tentazione di una copula prematura e fuorviante. Lasciandosi infiammare dal trasporto e dalla passione, senza indulgere in alcun contatto fisico, subentrerà negli amanti uno stato di fuoco, che li proietterà come una catapulta verso le dimensioni spirituali.

Tuttavia essi dovranno sempre tener conto dello scopo per cui agiscono, che non è il piacere fine a se stesso, ma quello di sperimentare un profondo stato di esaltazione, produttivo di esperienze psichiche e di profonde intuizioni.

Nel secondo caso la devozione e la fede in Dio sono lo stimolo iniziale, maturato attraverso lo studio, la meditazione o le pratiche ascetiche. Un profondo coinvolgimento mentale può, infatti, esaltare l’attenzione sino al punto da scatenare l’emozione, che apre la strada alle forze autoctone del corpo e a uno stato di vibrazione totalizzante, che occuperà il posto di un’attenzione tiepida e inutile…

C) Dal “QUINTO VANGELO DI SAN TOMMASO”

tradotto e commentato da Mario Pincherle

“Ti amo non per chi sei, ma per chi sono io quando sono con te.”
Gabriel Garcia Marquez

La più cara discepola di Gesù, Salomè, gli disse:

– Sazzolòs, mio piccolo Maestro, facciamo anche oggi il gioco degli indovinelli? Non mi hai ancora fatto una delle tue domande.

– Ti accontento subito, Salomè:
“Due amanti si abbracciano sul loro letto: chi dei due vivrà, chi invece morirà?

– Ho capito. Tu sei quello che resta, perché esci da Colui che è eterno. Ma devo proprio essere io quella che muore? Non sono forse la tua discepola?

– Ascolta, Salomè. Se in te non vi saranno divisioni, sarai piena di Vita e non offrirai materiale alla morte.

– Allora, sul nostro letto, uno vivrà e l’altra vivrà…

– Sei in errore, Salomè. Se in te non vi è divisione, non sarai separata da Me. Tu sarai Me.

– E allora, Maestro, sul letto resteranno i nostri corpi vuoti…

– Sei in errore. Non vi saranno corpi, perché ogni granellino della nostra carne sarà trasformato in Spirito.

– Per me è presto, Maestro mio, solo tu sei capace di tanto. Quindi io sono quella che muore. Ma ti raggiungerò, Sazzolòs, e sarò unita a te… e torneremo ad abbracciarci, noi due.

Sei ancora in errore, Salomè. Dovrai dire: Noi “Uno”.

Salomè sorrise e, accarezzando i capelli di Gesù, rispose, facendolo sorridere a sua volta:

“Sì, Salomè”

FINE

 

Mario Krejis